WRC | La trasferta (ridotta al minimo) di M-Sport al Safari Rally

Di necessità virtù per M-Sport

M-Sport riduce all'essenziale la sua spedizione al Safari Rally, sesto appuntamento del WRC. Schierati Greensmith e Fourmaux
WRC | La trasferta (ridotta al minimo) di M-Sport al Safari Rally

Sono tempi ancora un po’ complessi per gli spostamenti a lungo raggio in questo malandato pianeta, e M-Sport ancora una volta è costretta a fare i conti con le difficoltà legate ai tempi pandemici che stiamo vivendo. Rispetto agli altri team, la realtà con base a Dovenby Hall, nella Cumbria britannica, ha avuto spesso dei problemi logistici nel raggiungere i luoghi del campionato WRC. Si è visto lo scorso anno, con qualche grattacapo nella seconda metà della stagione, e lo si è visto soprattutto nel 2021, in particolare a inizio anno quando M-Sport ha faticato non poco per presentarsi al primo round del Rallye di Monte Carlo, alle prese sia con le restrizioni di viaggio e quarantene (ricordiamo che allora la Gran Bretagna era tra i Paesi più colpiti dal Covid), sia a causa della concomitante attuazione della Brexit, con tutti i risvolti burocratici annessi.

Staff ridotto al minimo per M-Sport in Kenya

Ora ci risiamo. Se è vero che la pandemia sta mollando la presa in qualche zona del mondo e dell’Europa, è anche vero che a rimescolare ancora una volta le carte ci ha pensato la cosiddetta variante Delta, ancora più contagiosa e che sta interessando anche la Gran Bretagna. Per questo motivo, al Safari Rally che riporterà questo fine settimana il WRC in Africa a diciannove anni dall’ultima volta M-Sport dovrà presentarsi con una squadra ridotta al minimo. Non ci sarà né il gran capo Malcom Wilson né il team principal Richard Millener, nel frattempo diventato anche padre (auguri), con buona parte dello staff che seguirà la gara da remoto, nella base del team. Salta anche la partecipazione della squadra impegnata nel WRC2 con Teemu Suninen, come avevamo spiegato nei giorni scorsi: al via soltanto Martin Prokop, che da privato correrà come in questo caso come alfiere di M-Sport. Il tutto per ridurre al minimo il personale presente in Kenya (tra i Paesi inseriti nella lista rossa del Regno Unito), che subito dopo eviterà la quarantena di dieci giorni in madrepatria dirigendosi in Estonia, teatro del successivo appuntamento del WRC di scena il 15-18 luglio e dove l’isolamento richiesto per chi arriva dal Paese africano è di soli tre giorni. Dopodiché, lo staff tornerà nel Regno Unito e poi di nuovo in Estonia. Le vetture dei piloti invece da Nairobi andranno ad Amsterdam, per poi fare tappa in Estonia per l’eventuale riparazione e ripreparazione in vista del prossimo round in calendario.

«E’ davvero una situazione difficile ad essere onesti – ha spiegato Millener su AutoSport – e che ci ha stressato tutti negli ultimi due mesi. La difficoltà è che [le restrizioni] vengono riviste ogni tre settimane e il governo potrebbe cambiare idea la prossima […], ma siamo arrivati ​​a un punto in cui dobbiamo prendere una decisione […]. Ciò significa che avremo una squadra molto diversa rispetto al normale». Poi ha aggiunto: «Ci sono ancora un paio di dirigenti di alto livello lì [in Kenya, ndr] che possono prendersi cura della squadra. Maciej Woda di M-Sport Poland sarà presente ed alcuni dei suoi clienti, quindi ci sono ancora delle persone sul campo, ma sarà diverso rispetto al nostro solito. Abbiamo preso la decisione di non inviare l’auto WRC2 per Teemu a causa della logistica, quindi abbiamo puntato al minimo che possiamo davvero inviare. Abbiamo la squadra più piccola al Safari perché avere effettivamente queste persone in quarantena o impossibilitate a tornare nel Regno Unito ridurrebbe davvero la nostra flessibilità».

“Per M-Sport il Safari Rally sarà un passo verso l’ignoto”

Anche per quanto riguarda i test M-Sport ha dovuto arrangiarsi, giacché non si possono fare fuori dall’Europa: perciò si è deciso di basarsi direttamente sui dati raccolti nelle ultime due uscite su sterrato, ovvero il Rally di Portogallo e il Rally Italia Sardegna. Riguardo il Safari, Millener ha commentato: «Il Safari Rally in Kenya è davvero un passo verso l’ignoto per i nostri piloti e la maggior parte del team, ma le sfide sono qualcosa che amiamo in M-Sport e non vediamo l’ora di iniziare».

Schierati per questo appuntamento sulle Ford Fiesta WRC Gus Greensmith ed Adrien Fourmaux, che torna sulla World Rally Car per la terza volta quest’anno dopo le ottime prove messe a segno al Rally di Croazia e in Portogallo (mentre in Sardegna era tornato sulla Fiesta Rally2 iscritta nel WRC2, ricedendo la WRC a Suninen). «Ci dirigiamo in Kenya con molte ragioni per essere ottimisti», ha proseguito Millener. «Gus ha mostrato i progressi che ci aspettavamo da lui, mentre Adrien continua a sottolineare il suo potenziale. Sappiamo che non sarà affatto un rally facile, ma abbiamo messo in atto un piano preciso da seguire. Arrivare al traguardo e beneficiare di quell’esperienza fa parte di esso, ma ci aspettiamo anche di vedere qualche risultato forte durante l’evento».

Greensmith e il ricordo di Colin McRae

Greensmith, in particolare, si ricorda del successo del connazionale Colin McRae, assieme a Nicky Grist, al Safari del 2002 – l’ultimo nel Mondiale prima della lunga pausa – proprio con la Ford Focus RS WRC 02: tre anni prima, l’equipaggio consegnò a M-Sport il primo successo per la vettura. «Avevo cinque anni quando Colin McRae vinse il Safari per M-Sport e non sapevo cosa fosse il rally. Ma fu ovviamente una cosa fantastica, ed abbiamo il Safari Rally Focus con cui Colin vinse nella hall principale di M-Sport: quindi ogni volta che sono nella base passo davanti alla vettura. Chiaramente, è un ricordo molto affettuoso per Malcolm e la squadra e sarebbe fantastico ottenere un altro buon risultato. Ho fatto a Malcolm molte domande sul Safari, ma ovviamente all’epoca era così diverso con strade aperte e prove molto lunghe. È una sfida molto diversa ora e un po’ nuova per le persone che l’hanno già fatto. È sicuramente un viaggio nell’ignoto per me – non sono mai stato nemmeno in Africa – ma è da un po’ che studio i video degli organizzatori. Di solito li guardo religiosamente per prendere più confidenza con le PS perché mi aiuta a scrivere note migliori, ma poiché le strade sono così indefinite è stata una preparazione diversa per me. Ma sono sicuro che ci sarà più chiarezza quando ci arriveremo [e faremo le ricognizioni]», così ha commentato Greensmith.

Il britannico poi conclude, accennando anche al ritorno del suo copilota Chris Patterson, assente in Sardegna e sostituito per l’occasione da Stuart Loudon: «Da quello che ho visto non credo di poter paragonare il Safari Rally a qualsiasi altra cosa che ho fatto. Ma ho dimostrato di poter guidare nelle varie condizioni, come quando ho vinto il WRC2 a Monte Carlo e in Turchia. Abbiamo sicuramente fatto degli ottimi passi avanti dopo la Croazia. Chris torna in auto in questo rally e sarà utile avere le sue conoscenze. Il mio obiettivo per il resto dell’anno è di essere costantemente tra i primi cinque e mantenere il mio ritmo andando avanti. Non c’è motivo per cui ciò non possa essere possibile». Il miglior risultato di Greensmith in questo 2021 è stato il quinto posto assoluto in Portogallo.

Fourmaux: “È un onore correre al Safari”

Fourmaux invece ha commentato, soffermandosi sull’incognita di un rally a lui praticamente sconosciuto e con pochi punti di riferimento, anche sulla strada: «È davvero bello che il WRC torni in Kenya. Sarà una sfida davvero grande e sappiamo dal passato quanto sia stato difficile questo rally. Ok, questa volta è più breve rispetto ai vecchi eventi WRC, ma sarà comunque difficile e completamente diverso da quello che sappiamo. Sono un po’ troppo giovane per ricordare il Safari Rally quando era nel WRC, ma ho visto alcuni video ed è stato fantastico vedere la Ford Focus con le barre protettive nella parte anteriore. Non avremo questa protezione ma sono sicuro che troveremo alcune giraffe ed elefanti nelle PS, quindi sarà davvero interessante e di sicuro dovremo stare attenti! Ho visto i video degli organizzatori. In alcuni punti dovremo quasi fermarci perché è davvero difficile, ma questo è il momento in cui dobbiamo essere abbastanza intelligenti da dire “va bene, in questa sezione dobbiamo essere lenti, ma in quest’altra possiamo essere veloci”». Il francese ha poi concluso: «È davvero bello sapere che l’ultimo pilota a vincere il Safari nel WRC è stato Colin McRae sulla M-Sport Focus. Sarà davvero difficile ottenere esattamente lo stesso risultato anche se non si sa mai perché possono succedere molte cose. Ma voglio rimanere piuttosto umile. È un onore per me fare questo rally e posso solo ringraziare M-Sport per questa opportunità. Andare in Kenya è davvero bello ma con l’auto WRC è un sogno e non vedo l’ora di scoprire non solo il rally ma anche l’umanità e il paesaggio».

 

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