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CIR | Il ritorno di Craig Breen alla Targa Florio e i conti con un indicibile dolore mai sopito

Breen torna sul luogo della tragedia del 2012

Nove anni fa Craig Breen perse in un incidente alla Targa Florio il suo copilota, Gareth Roberts. Da quel momento il pilota non è più tornato nella gara sicula, sino a quest'anno
CIR | Il ritorno di Craig Breen alla Targa Florio e i conti con un indicibile dolore mai sopito

Tra gli iscritti al Campionato Italiano Rally Sparco di quest’anno ci sono anche due piloti di Hyundai Motorsport impegnati nel WRC, ovvero Oliver Solberg e Craig Breen. Quest’ultimo ha vinto il precedente appuntamento del Rallye Sanremo (sebbene si sia trattato di un successo pasticciato da un giallo), sfruttato anche a mo’ di allenamento su asfalto prima del Rally di Croazia, terzo round del Mondiale disputato lo scorso fine settimana e terminato con un risultato un po’ amaro per l’irlandese.

La scomparsa di Gareth Roberts alla Targa Florio 2012

Ora, la prossima settimana il CIR Sparco farà tappa alla Targa Florio, terzo appuntamento stagionale previsto il 7-8 maggio, e che per Breen ha un significato peculiare ed indicibile. La sua ultima partecipazione alla cursa sicula risale al 2012, nell’edizione in cui subì un brutto incidente a bordo della Peugeot 207 S2000 durante l’ottava prova speciale del 16 giugno: il pilota se la cavò, ma in quel frangente perse la vita il suo navigatore, Gareth Roberts. Il britannico aveva solo 24 anni.

Da quella tragedia Breen non mise più piede alla Targa Florio, anche se ci è andato vicino nel 2019 «correndo con la vettura del padre della mia ragazza [ovvero Tamara Molinaro, ndr] durante il mio anno lontano da Citroen», ha spiegato il pilota ai microfoni di DirtFish, su cui si è soffermato sulla valenza di questo ritorno in Sicilia dopo quello che successe nove anni fa. Nel 2019 Breen partecipò a qualche evento del CIR dopo la fine del rapporto con Citroen Racing nel WRC, vincendo anche il Rallye Sanremo con la Skoda Fabia R5. Si pensava che sarebbe poi entrato nella lista iscritti della Targa, ma alla fine «andò tutto all’aria all’ultimo minuto».

Breen vuole chiudere i conti con la Targa Florio

Ma Breen vuole chiudere un cerchio e i conti con un dolore: «Ho sempre detto ad Andrea [Adamo, team principal di Hyundai Motorsport, ndr] che se c’è una possibilità di farlo, lo voglio fare. Quale modo migliore per concludere il libro che cercare di vincere il rally, se possiamo?», ha spiegato, rivelando di aver provato a ritornare in questo evento dalla storia centenaria «per anni ed anni».

Parlando poi della perdita di Roberts, con cui condivise gli abitacoli nei primissimi anni della sua carriera e per circa quattro stagioni, l’irlandese ha poi proseguito: «Dopo che me ne sono andato il 17 giugno [il giorno dopo la tragedia, ndr], i miei genitori sono tornati, ma io no. Conosco un paio di ragazzi che sul luogo che si prendono cura del sito, e persone che depongono fiori per me ogni volta che sono lì, c’è un giardino roccioso davvero carino che è ben curato. Sto cercando di rendere l’esperienza il più positiva possibile. Ovviamente sarà estremamente difficile e probabilmente sono uno dei ragazzi più emotivi, quindi sono sicuro che sarà difficile ma è quello che voglio fare».

“Grazie ad Andrea Adamo posso tornare alla Targa Florio”

«Ho sempre pensato che sarebbe stato brutto non tornare sul luogo,[…] ho pensato che avrei aspettato fino a quando non avessi finito con le cose nel WRC, per poi ritornarci e trascorrere un po’ del tempo lì», ha quindi spiegato Breen, sempre su DirtFish. «Ma sono in forma e abbastanza giovane da avere una speranza di vincere la Targa Florio, quindi mi piacerebbe farlo. L’Italia è un po’ una casa per me, il mio cuore è per metà in Italia, ma c’è questa macchia nera rimasta in la Sicilia per via dell’incidente. Voglio toglierla, voglio ricordare quanto possano essere belle l’Italia e la Sicilia. Andrea ha reso possibile questo ritorno, punto. Siamo due dei personaggi più emotivi nel parco assistenza e siamo su una lunghezza d’onda molto simile. Quando ne abbiamo parlato, mi ha supportato al 100%». Ancora oggi il pilota corre con il nome di Gareth Robers inciso sul suo caso, oltre ad essere riportato sulla livrea delle auto che guida.

Crediti Immagine di Copertina: Hyundai Motorsport

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