IMSA | Ci lascia John Paul Jr. a 60 anni, vinse due volte la 24 Ore di Daytona

Campione nella stagione 1982

John Paul Jr. è morto oggi all'età di 60 anni, dopo aver lottato negli ultimi vent'anni con la malattia di Huntington. Nel suo passato di pilota ci sono due vittorie della 24 Ore di Daytona e un campionato IMSA.
IMSA | Ci lascia John Paul Jr. a 60 anni, vinse due volte la 24 Ore di Daytona

Una triste notizia ci giunge al termine di questo 2020: John Paul Jr. è morto oggi all’età di 60 anni dopo aver combattuto a lungo contro la malattia di Huntington. Due volte vincitore della 24 Ore di Daytona e di un paio di gare nelle formule americane, vinse l’IMSA GT Championship nel 1982 su una Porsche 935.

La carriera (e i problemi con la legge) di John Paul Jr.

Una lunga battaglia stava affrontando John Paul Jr. con la propria malattia, diagnosticata ancora nel 2001 dopo un test con la Corvette GT-1. Da giovane iniziò a lavorare per il team del padre, debuttando poi nel mondo delle corse nel 1979 con una Formula Ford. Proprio assieme a John Paul Sr., vince nel 1980 l’IMSA GT Championship con una Porsche 935 diventando il più giovane campione di sempre, dopo essersi laureato vicecampione nell’anno precedente. In quell’anno vinse anche la 24 Ore di Daytona (con in aggiunta Rolf Stommelen) e la 12 Ore di Sebring, ma finì in prigione nel maggio 1986, condannato a cinque anni di carcere per il suo coinvolgimento nel traffico di droga assieme al padre, che lo aveva già immischiato in tali guai all’età di 15 anni. Scontati soli due anni e mezzo, riprese la propria carriera nel 1989 partecipando all’IMSA e anche ad alcune gare della CART (nel 1983 vinse a Michigan).

Gli ultimi anni e la malattia

Nel 1997 ottenne la sua seconda e ultima vittoria alla 24 Ore di Daytona con una Riley & Scott Mk III di Dyson Racing. Nel 1998 ottenne il miglior risultato di sempre alla 500 Miglia di Indianapolis, giungendo 7°, e poi vinse a fine anno in Texas. Come detto, nel 2001 arrivò il ritiro improvviso per la malattia e nel 2018 venne pubblicato un libro sulla sua storia dalla giornalista Sylvia Wilkinson.

Copyright foto: Chris Dyson via Twitter

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