CIRT | Ricorso accolto: tolta la squalifica a Paolo Andreucci. “Ero certo che fosse tutto nella norma”

Nessuna irregolarità per la Citroen C3 R5

Si chiude il caso legato a Paolo Andreucci e le presunte irregolarità riscontrate sulla sua Citroen C3 R5 dopo il San Marino Rally
CIRT | Ricorso accolto: tolta la squalifica a Paolo Andreucci. “Ero certo che fosse tutto nella norma”

Lo scorso fine agosto il San Marino Rally, secondo round del Campionato Italiano Terra, si era concluso con una serie di colpi di scena: al di là della vittoria sul filo di lana di Marquito Bulacia, beffando un Simone Campedelli lanciatissimo per il successo, l’appuntamento sugli sterrati intorno al Titano ha avuto una coda che ha cambiato le carte in tavola della classifica finale, vale a dire la squalifica di Paolo Andreucci, terzo classificato.

Come è nata la squalifica di Paolo Andreucci

Sulla Citroen C3 R5 dell’equipaggio formato dal pluricampione italiano e dal navigatore Francesco Pinelli, infatti, era stata riscontrata una presunta irregolarità durante i controlli post-gara nel passaggio d’aria della flangia di aspirazione. Il delegato di Andreucci per assistere alla verifica tecnica, Matteo Innocenti, aveva avanzato qualche dubbio sui metodi di controllo effettuati. «La flangia è stata misurata ed è risultata regolare, ma non si è riusciti a spegnere la vettura con un metodo che definiamo discutibile», aveva commentato a caldo Andreucci, che ha presentato subito appello e successivamente spiegato per filo e per segno la sua versione dei fatti. Ne riportiamo un estratto:«A nostro avviso, la problematica potrebbe essersi verificata per una perdita di pressione nel sistema di aspirazione/giro aria intercooler, probabilmente dovuta ad un danneggiamento sofferto durante la gara, che comunque avrebbe fatto perdere potenza essendo dopo il turbo, o ad altri motivi che andremo ad analizzare nelle sedi opportune. Ci tengo comunque a precisare nuovamente che in sede di verifica non sono state riscontrate lavorazioni sui particolari meccanici analizzati, risultati totalmente conformi alle specifiche tecniche dell’allegato J, e che l’anomalia riscontrata in nessun modo avrebbe potuto comportare un vantaggio prestazionale, bensì una perdita di prestazioni».

L’esito dell’appello: la Citroen C3 R5 “è risultata conforme”

Una ventina di giorni dopo è arrivato infine il responso da parte del Tribunale di Appello della Federazione Auto Motoristica Sanmarinese: il ricorso di Andreucci è stato definito «fondato in quanto la Citroen C3 R5 è risultata conforme», dopo le risultanze della Consulenza Tecnica d’Ufficio. Tradotto dal burocratese: la C3 R5 non presentava irregolarità e la squalifica decisa dal Collegio dei Commissari Sportivi è stata tolta. Si legge nelle motivazioni dell’accoglimento dell’appello, presentate oggi: «Le cause del mancato spegnimento in sede di prime verifiche erano riconducibili alla fuoriuscita accidentale della guarnizione di tenuta (O-Ring) esistente fra l’uscita del girante del compressore ed il tubo di collegamento con lo scambiatore. Il consulente tecnico ha accertato che nelle condizioni di normale funzionamento tutta l’aria passava attraverso la flangia».

Tutto a posto insomma, chiarezza è stata fatta ed Andreucci si riappropria del terzo posto al San Marino Rally (riportando così Daniele Ceccoli al quarto) e soprattutto del punteggio valido per la sua classifica nel Campionato Italiano Rally Terra 2020, dove il toscano è primo con 25 punti, uno in più rispetto al diretto inseguitore Simone Campedelli. Classifiche e tranquillità del CIRT ripristinate, insomma, alla vigilia del terzo e penultimo round, il Rally Adriatico di questo weekend.

Andreucci: “Ero certo che tutto si sarebbe sistemato”

AGGIORNAMENTO: Arriva in serata il commento di Paolo Andreucci, ovviamente sollevato per l’esito di questa vicenda. «Ero certo che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Abbiamo atteso queste settimane, con la consapevolezza di non aver fatto nulla di irregolare. Da subito, era parsa chiara la nostra buonafede, anche grazie al controllo che era stato effettuato su turbo, flangia e pop off, che come normale che fosse, erano risultate regolari. La nostra vettura che non si spegneva a seguito di un ulteriore controllo era di certo per una anomalia, un problema, che in quella circostanza non era stato chiarito. A seguito della presentazione del nostro appello, la nostra vettura è rimasta a San Marino, a disposizione della FAMS e la scorsa settimana sono stati effettuati dai tecnici ulteriori controlli, che hanno permesso di appurare e confermare la nostra totale buonafede. Assolti, ed è stato chiarito cosa fosse successo».

Spiega infatti il pilota: «Un o-ring logorato, situato dopo il turbo, il che significa che non c’era alcuna difformità dalla fiches e che oltre a non avere una miglioria, è stata accertata una perdita, seppur lieve, di potenza. Sono contento, oltre che per me, per la squadra PRT Team proprietaria della vettura. Subito dopo l’esclusione, in tanti amici e tifosi, mi avevano manifestato la loro vicinanza, ero certo che tutto si sarebbe chiarito. Adesso dobbiamo pensare ai prossimi appuntamenti, che ci vedranno in scena sulla terra dell’Adriatico e su asfalto la prossima settimana al Sanremo».

Crediti Immagine di Copertina: ACI Sport

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