Dakar | Tappa 2 Auto: arriva il primo successo per Loeb. Si accende il duello con Al-Attiyah

E risorgono gli Audi

Nella Tappa 2 della Dakar 2022 arriva la prima vittoria per Sébastien Loeb, sempre più alle spalle del leader Nasser Al-Attiyah. Giornata positiva per gli Audi: Sainz terzo
Dakar | Tappa 2 Auto: arriva il primo successo per Loeb. Si accende il duello con Al-Attiyah

Oggi avrebbe dovuto esserci la prima parte della Marathon Stage della Dakar 2022, ma una inondazione che ha colpito il bivacco di Al Artawiyah tra la fine della prova speciale odierna e quella successiva ha determinato la cancellazione in toto del format che non prevede assistenza dedicata ai concorrenti. In ogni caso, la prevista tappa 2 si è comunque tenuta, anche se i partecipanti non hanno dovuto arrangiarsi con i propri mezzi in caso di imprevisti.

Loeb torna al successo nella Dakar

La Hail – Al Qaisumah da 338 km cronometrati, nel nord dell’Arabia Saudita, ha visto la prima vittoria in questa edizione di Sébastien Loeb (che non conquistava una tappa alla Dakar dal 2019), nonché la prima in assoluta per il BRX T1+ di Prodrive ed infine la prima per il francese assieme al nuovo copilota Fabian Lurquin. Il campionissimo del WRC ha avuto la meglio in un percorso sabbioso e composto da dune, in cui la navigazione avrebbe giocato un ruolo cruciale, partendo secondo e subito installatosi in testa sino alla fine.

Il duello con Al-Attiyah

Ma la tappa 2 nelle Auto è stata un vero e proprio duello con il favorito di questa edizione Nasser Al-Attiyah, a sua volta scattato per primo e rimasto sempre alle calcagna di Loeb con il suo Toyota GR DKR Hilux T1+ ufficiale, per poi chiudere alla fine con un ritardo di 3’28”. «Si è trasformata in una prova speciale WRC tra due piloti da Mondiale Rally», ha commentato alla fine Loeb. «Eravamo a pieno regime, alla fine sono riuscito a prendere un po’ di tempo a Nasser, probabilmente perché era lui che faceva le tracce tra le dune. Abbiamo disputato una tappa perfetta, senza errori e senza forature. Siamo molto serrati, il ritmo delle due vetture è molto ravvicinato, il che permette di fare delle belle lotte. La nostra BRX è in partita, almeno contro la Toyota – ha proseguito il pilota di Bahrain Raid Xtreme -. Non volevo sorpassare Nasser, ma il percorso stava diventando molto roccioso. […] Preferisco che sia lui a correre i rischi rispetto a me!». Per la cronaca, Al-Attiyah resta in testa alla classifica generale, ma Loeb mantiene la piazza d’onore con nove minuti e sedici secondi di ritardo.

Si riprendono gli Audi: Sainz sul podio

Dopo il disastro di ieri, Audi riprende quota con il terzo posto di Carlos Sainz a 5′ 52”, persosi ieri con il suo RS Q e-tron e pure alle prese con una foratura. Fuori dai giochi per il successo finale (quasi due ore e mezza di ritardo lo separano da Al-Attiyah nella classifica), lo spagnolo comunque non si è dato per sconfitto. Ieri Sainz aveva dichiarato ad Autosport, con la solita vis polemica: «Sono molto deluso. Quante persone si sono perse in quel punto? Non siamo tutti degli idioti e non abbiamo capito cosa stesse succedendo. È un peccato quello che è successo in questa seconda giornata di gare. È stato pazzesco. E’ stata un po’ una fesseria secondo me perché siamo in fuori dai giochi dopo soli due giorni. C’era un punto in cui dovevi seguire una direzione a 10 gradi, invece in quel punto anziché puntare verso 10 gradi ti ritrovavi in direzione 300. Pensavamo che ci fosse un errore e siamo andati avanti e indietro più volte. Molte auto, moto e quad hanno fatto la stessa cosa».

I roadbook della Dakar 2022 fanno discutere

Sta di fatto che lo stesso Nani Roma a momenti rischiava di scontrarsi con Sainz, come rivelato dallo stesso spagnolo, e pare che il roadbook della tappa 1 abbia fatto impazzire non pochi piloti e navigatori per alcune note non chiarissime. Critiche rispedite al mittente dal direttore della gara David Castera, che su Autosport ha spiegato che solo Sainz alla fine aveva fatto pasticci: «Non era sbagliato [il roadbook]; al massimo, non era abbastanza chiaro».

Ale Haro, navigatore di Roma, ha commentato in maniera molto sensata la faccenda: «Il problema in Arabia Saudita è che ci sono piste in mezzo al deserto. In Spagna siamo abituati ad avere vegetazione ai lati, con pendenze e da quei limiti non puoi certo uscire. Qui non sono affatto segnati e quando la squadra di ricognizione passa lentamente, e per loro è una pista, ma quando arrivano più veicoli, tutto è poco chiaro. Era un punto confuso, semplicemente. Il problema è che prima, quando avevamo i mapmen [coloro che nelle squadre erano deputati alla revisione delle mappe per dare consigli utili agli equipaggi, da alcune edizioni non più previsti alla Dakar, ndr], potevi controllare piccoli dettagli dell’organizzazione. Ora bisogna accettare che ci sono cose che possono essere fraintese. Ma ho detto agli organizzatori l’anno scorso che non si può dare una pista come riferimento in un terreno come questo e con così tanti partecipanti. Accettiamo la navigazione difficile, ma quando fai richieste, devi essere ineccepibile. Posso farcela senza cartografi, nessun aiuto esterno, ma poi il roadbook deve essere impeccabile. E quando perdi così tante auto e moto, c’è qualcosa non va».

Peterhansel fuori dai giochi per il titolo

Tornando alla tappa 2, al quarto posto troviamo la reazione di un altro Audi che ha salutato qualsiasi sogno di gloria ieri per la rottura dell’asse posteriore, ovvero Stéphane Peterhansel, il quale chiude la prova di oggi con poco meno di otto minuti di ritardo. Peccato che nella classifica generale il ritardo del campione uscente della Dakar vada sulle 26 ore (!): un gap mostruoso frutto anche di una serie di penalità: nella tappa di ieri ha sforato di un quarto d’ora il tempo limite per raggiungere un determinato waypoint a seguito della riparazione del suo mezzo (ecco spiegato il ritardo), e perciò ha ricevuto dieci ore di penalizzazione. A queste si sommano le sei ore per tutti i waypoint mancati per rientrare direttamente al bivacco, più le dieci ore necessarie per completare la tappa 1. Insomma, Monsieur Dakar non conquisterà questa corsa per la quindicesima volta in carriera, almeno per il 2022 e salvo improbabili miracoli. Ma il vecchio leone continuerà ad andare avanti e ad onorare la gara. 

L’altro pilota sulla RS Q e-tron, ovvero Mattias Ekström, ha concluso invece nono.

La top ten al traguardo della tappa 2

Nella top ten al traguardo troviamo anche Nani Roma (Bahrain Raid Xtreme) al quinto posto con otto minuti di ritardo, Yazeed Al Rajhi (Overdrive Toyota) sesto a poco meno di quaranta secondi da Roma, Henk Lategan settimo e Giniel de Villiers ottavo, entrambi in forze a Toyota Gazoo Racing. Chiude la top ten Bernhard Ten Brinke (Overdrive). Citiamo infine il 35esimo posto di Laia Sanz e Maurizio Gerini sul Mini All4 per il team X-Raid.

Dakar 2022, la classifica Auto dopo tappa 2

Nella classifica generale come abbiamo detto comanda Al-Attiyah seguito da Loeb, mentre al terzo sale Lucio Alvarez per Overdrive, con 40 minuti di ritardo: segno che la coppia di testa sta già facendo le prove di fuga, sebbene la Dakar sia ancora lunga ed imprevedibile. 

POS.     EQUIPAGGIO TEAM TEMPO / DISTACCO    
1    
(QAT) NASSER AL-ATTIYAH
(AND) MATTHIEU BAUMEL
TOYOTA GAZOO RACING 06H 59′ 21”    
2    
(FRA) SEBASTIEN LOEB
(BEL) FABIAN LURQUIN
BAHRAIN RAID XTREME + 00H 09′ 16”    
3    
(ARG) LUCIO ALVAREZ
(ESP) ARMAND MONLEON
OVERDRIVE TOYOTA + 00H 40′ 53”    
4    
(ZAF) GINIEL DE VILLIERS
(ZAF) DENNIS MURPHY
TOYOTA GAZOO RACING + 00H 41′ 22”    
5    
(RAF) VLADIMIR VASILYEV
(LVA) OLEG UPERENKO
VRT TEAM + 00H 43′ 39”    
6    
(CZE) MARTIN PROKOP
(CZE) VIKTOR CHYTKA
BENZINA ORLEN TEAM + 00H 44′ 53”    
7    
(ARG) SEBASTIAN HALPERN
(ARG) BERNARDO GRAUE
X-RAID MINI JCW TEAM + 00H 47′ 17”    
8    
(SAU) YAZEED AL RAJHI
(GBR) MICHAEL ORR
OVERDRIVE TOYOTA + 00H 48′ 53”    
9    
(POL) JAKUB PRZYGONSKI
(DEU) TIMO GOTTSCHALK
X-RAID MINI JCW TEAM + 00H 59′ 21”    
10    
(ARG) ORLANDO TERRANOVA
(ESP) DANIEL OLIVERAS CARRERAS
BAHRAIN RAID XTREME +01H 05′ 03”  

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