Chris Ingram studia metodi innovativi per proseguire nei rally: “Ho più talento e passione dei piloti con budget sicuri”

Ingram punta al WRC

Chris Ingram è sempre più determinato nel proseguire la sua carriera nei rally, entrando nel WRC. Per far ciò, propone sé stesso come un investimento ai potenziali sponsor
Chris Ingram studia metodi innovativi per proseguire nei rally: “Ho più talento e passione dei piloti con budget sicuri”

Forse a Chris Ingram mancheranno i fondi, ma di sicuro non la tenacia e la determinazione, tanto ferree da far spremere al campione britannico le meningi per cercare di fare il proprio ingresso nel WRC, suo obiettivo dichiarato da anni.

Ingram e i problemi di budget

Il vincitore del titolo europeo rally nel 2019 rischiò di non portare a termine quella stagione per problemi di budget: a due round dalla fine, Ingram si era ritrovato in grosse difficoltà dopo aver mancato il titolo ERC1 Junior che gli avrebbe consegnato un assegno utile a concludere il campionato. Il giovane britannico non si è perso d’animo, e neppure sua madre che organizzò una raccolta fondi online per sostenere il proprio figliolo e il suo copilota Ross Whittock, in modo da portare a termine la loro missione. Anche grazie a questa inconsueta ma fortunata iniziativa, l’equipaggio riuscì a disputare le due prove dell’ERC restanti e a conquistare il titolo europeo, pur non vincendo neppure una gara del 2019.

Nella stagione successiva Ingram invece ha stupito nuovamente non ripresentandosi al via del campionato, disputando alla fine soltanto l’ultimo round del Rally delle Isole Canarie e non sulla Skoda Fabia R5 che gli diede il successo l’anno prima, ma sulla Renault Clio Rally5 di Toksposrt WRT, il team che lo ha accompagnato al trionfo 2019. 

In un mondo del motorsport composto di piloti che si fanno strada a suon di tasche piene di denari per correre o con le spalle coperte da sponsorizzazioni, magari di famiglia, Ingram è un po’ stritolato da questo meccanismo che, soprattutto in tempi pandemici e di difficoltà economiche ad essa connesse, non concede molto spazio in discipline come il rally per poter investire su piloti senza garanzie o ritorni. Da anni il giovane pilota, primo britannico a vincere il titolo europeo di disciplina dai tempi di Vic Elford (parliamo del 1967), insegue il WRC, con la chiara ambizione di poter vincere il titolo mondiale «e contribuire a riportare questo magnifico sport sotto i riflettori che merita nel Regno Unito», come ha dichiarato in una serie di dichiarazioni riportate da BBC Sport.

Ingram si propone come un investimento

«I primi 10 piloti al mondo, sia in Formula 1 che nei rally, guadagnano milioni – ha spiegato -, ma per essere in grado di mostrare il tuo talento e il tuo potenziale alle squadre, competere nelle categorie e nei campionati propedeutici richiede una quantità enorme di finanziamenti». Motivo per cui ad Ingram si è accesa la lampadina e ha deciso, come riporta BBC Sport, di sfruttare un modus operandi già visto nel motorsport ma non conosciutissimo, ovvero di considerare sé stesso come un asset: chi investe su di lui, infatti, potrà godere di una percentuale degli eventuali guadagni futuri.

Ingram ha spiegato che, grazie al titolo ERC 2019, ha potuto godere del supporto da parte di «team che mi stanno sostenendo con grandi sovvenzioni a coprire i costi»; tuttavia «ho ancora bisogno di assicurarmi molte sponsorizzazioni e investimenti». E ha inoltre precisato una cosa che non gli creerà molti amici nell’ambiente: «Sono contro l’idea di piloti che vengono sostenuti finanziariamente da marchi globali, organi di governo del motorsport del loro Paese [tipo le Federazioni, ndr] o anche famiglie benestanti. È una lotta dura ma so di avere più talento, passione e fame di tutti loro».

“I soldi non comprano talenti, ma opportunità nel motorsport”

E per rendere ancor più chiaro il concetto, Ingram ha poi concluso: «Per tutta la stagione [del 2019], e prima di ogni tappa di ogni rally, sapevo che se avessi danneggiato la vettura sarebbe stata la fine della mia carriera. Non molte persone lo capiscono, perché la maggior parte dei piloti può permettersi di distruggere le auto poiché il conto verrà coperto dalla loro squadra o dalla famiglia. I soldi non comprano talenti, ma certamente molte opportunità nel motorsport». Il britannico mira a partecipare al Rallye di Monte Carlo che aprirà la stagione 2021 del WRC, ma ancora non si hanno né conferme né dettagli sul suo eventuale pacchetto.

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