ERC | Oliver Solberg ha rischiato una penalità al Rally Ungheria, ma il reclamo degli avversari è stato respinto

Il retroscena dal Rally Ungheria

Una presunta irregolarità sarebbe potuta costare caro in termini di risultati finali ad Oliver Solberg durante il recente Rally Ungheria
ERC | Oliver Solberg ha rischiato una penalità al Rally Ungheria, ma il reclamo degli avversari è stato respinto

Ieri si è concluso il Rally Ungheria, quarto round su sei del FIA ERC 2020, e che ha visto il trionfo di Andreas Mikkelsen sulla Skoda Fabia Rally2 Evo del Topp-Cars Rally Team. Sulla vettura ceca, ma non per la stessa squadra, ha corso anche Oliver Solberg, classificatosi poi quarto e finito nell’occhio del ciclone per delle rimostranze da parte dei suoi avversari.

La presunta irregolarità di Oliver Solberg

Come riporta DirtFish, il giovane figlio d’arte è finito sotto accusa per un presunto uso disinvolto delle gomme: nella giornata di sabato lo svedese, in lotta per il titolo europeo ed in corsa per la vittoria in terra ungherese, ha subito due forature. Sin qui nulla di eccezionale, a parte la sfortuna che ha colpito nuovamente Solberg dopo le insidie subite nel precedente Rally Fafe Montelongo

Tuttavia la sua condotta di gara ha sollevato le critiche da parte del Saintéloc Junior Team, squadra rivale in cui milita il suo diretto avversario per il titolo Alexey Lukyanuk, attuale leader dell’ERC, e Grégoire Munster, che a sua volta è terzo nella classifica assoluta subito dietro Solberg, ma soprattutto in pieno duello contro quest’ultimo nella classifica ERC1 Junior, con il lussemburghese che detiene in vetta un solo punto di vantaggio sul rivale.

A detta di Saintéloc e Munster, il figlio di Petter Solberg dopo la secondo foratura avvenuta nell’ultima prova speciale di sabato, si è poi diretto al parco assistenza con tre gomme integre, mentre la quarta era praticamente deflagrata: in sostanza ha fatto il tratto di trasferimento guidando con il cerchione posteriore sinistro, anziché il pneumatico intero. Cosa che per chi ha sporto il reclamo viola l’art. 34.1.5 dei FIA Regional Rally Sporting Regulations (“In un tratto stradale che è strada pubblica e all’inizio di una prova speciale, un’auto in competizione può essere guidata solo su quattro ruote e pneumatici regolarmente rotanti. Qualsiasi auto non conforme a questo articolo sarà considerata ritirata ai sensi dell’articolo 54. Eventuali penalità aggiuntive possono essere imposte dai Commissari Sportivi”).

Il reclamo respinto e il pericolo scampato di Solberg

Se fosse stato appurato ciò, Solberg avrebbe dovuto ritirarsi momentaneamente ai sensi dei regolamenti, per poi ripartire il giorno dopo ma scontando dieci minuti di penalità. A sua difesa, il pilota pare abbia affermato che si sarebbe fermato per montare una gomma nuovo qualora fosse stato sicuro farlo nel tratto di trasferimento, riporta sempre DirtFish. Ma in ogni caso è stato “graziato” dai commissari di gara, che ai sensi degli artt. 13.4.1 e 13.7.4 del Codice Sportivo Internazionale FIA non possono accogliere rimostranze da parte di più di un concorrente nei confronti di un rivale, detto in soldoni (inoltre il team di Munster non ha pagato il contributo da versare quando si sporge reclamo).

In pratica, ancora una volta Oliver Solberg l’ha sfangata: sempre nell’ERC e sempre quest’anno, infatti, ha rischiato una pesante sanzione in occasione del Rally di Roma Capitale, primo round del 2020, giacché il suo team PA Racing aveva svolto dei test extra non consentiti prima della gara (e il pilota, che gareggiava allora con la Volkswagen Polo GTI R5, aveva pure documentato il tutto sui social). Lo svedese se la cavò con una multa di 3.000 euro per giornata non autorizzata di test e una squalifica sospesa, ovvero pendente e che sarebbe stata attuata in caso di recidiva per i successivi appuntamenti.

Da garantisti quali siamo, sicuramente in entrambi i casi siamo di fronte a delle leggerezze, sia da parte del team che da parte dello stesso Solberg, che ricordiamo è appena maggiorenne, età nella quale gli sbagli sono inevitabili e a volte condonabili; tuttavia non dimentichiamoci che, al netto dell’anagrafe, il ragazzo non ha iniziato la propria carriera quest’anno, e può contare inoltre sui consigli in famiglia di persone che di rally se ne intendono, in primis il padre Petter che vanta in bacheca un titolo mondiale. È forse il caso che il giovane Oliver, insomma, stia un po’ in campana e non approfitti dell’età e dei natali per scantonare più di tanto (basti vedere come riga dritta il coetaneo, ed altrettanto talentuoso, Kalle Rovanpera), soprattutto ora che ha la responsabilità di giocarsi sia il titolo ERC1 Junior, che soprattutto quello assoluto, visto che sono 27 i punti che lo separano dalla vetta occupata da Lukyanuk, e non sono una enormità incolmabile. Sia Solberg, molto vicino quest’anno anche a grandi traguardi nel WRC3, che il suo entourage quindi dovrebbero prestare un po’ di attenzione, e non pensare di avere un credito infinito e sempre giustificato: da solo il talento, che non manca allo svedese, non basta.

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