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Dakar 2023, i primi dettagli e le novità: percorso più lungo, roadbook solo elettronici

Inizia a svelarsi la Dakar 2023

Sono stati svelati i primi dettagli della Dakar 2023: si torna ancora una volta in Arabia Saudita, ma il percorso è praticamente rinnovato e sarà più massacrante che mai
Dakar 2023, i primi dettagli e le novità: percorso più lungo, roadbook solo elettronici

Sono stati svelati i primi dettagli della 45esima Dakar, in programma dal 31 dicembre 2022 al 15 gennaio 2023 come apertura del Mondiale Rally Raid FIA. L’organizzatore ASO ha iniziato a rivelare una gara che come possiamo già intuire parte sempre più in anticipo nel calendario e che sarà più lunga nella prossima stagione, ma non cambierà il teatro di gara che dal 2020 si disputa in Arabia Saudita.

Non si conoscono ancora le tappe una per una, ma sappiamo che saranno ben 14, una in più rispetto all’edizione 2022 (l’ultima volta che si toccò una quota del genere fu nel 2018, quando la corsa si svolse tra Argentina e Bolivia). Ma procediamo per gradi elencando i primi dettagli di cui siamo a conoscenza e le novità del 2023.

Dakar 2023, il percorso

Il percorso inizierà dalle rive del Mar Rosso, sul versante occidentale dell’Arabia Saudita, ed attraverserà longitudinalmente il regno sino a toccare l’estremità sud-orientale, per poi risalire in zona Golfo Persico e concludere la corsa a Dammam. Ci sarà un po’ di tutto ad attendere gli equipaggi in gara: le aree montuose nord-occidentali, gli sterrati, le dune ed ovviamente anche il deserto del Rubʿ al-Khālī, il Quarto Vuoto, nella parte sud-orientale (e che dovrebbe pure ospitare tre tappe tra cui la Marathon Stage, quella senza assistenza dedicata).

Un percorso che sarà rinnovato al 70%, e che si svilupperà lungo 5.000 km di prove, molte delle quali si annunciano da circa 450 km: una aumento della distanza competitiva (la più estesa dal 2014) che, secondo il direttore della Dakar David Castera risponde alle richieste dei concorrenti di avere una corsa più lunga e con più spazio alle prove speciali rispetto ai trasferimenti. E così sarà, con gli arrivi che dovrebbero essere più vicini ai bivacchi, tra l’altro. Le verifiche tecniche ed amministrative si inizieranno a svolgere a novembre sul circuito Paul Ricard di Le Castellet, e si concluderanno nel Sea Camp sul Mar Rosso, ovvero il bivacco di partenza. 

Dakar 2023, maggior enfasi alla navigazione e roadbook solo digitali

Sarà data ulteriore enfasi sulla navigazione, sulla scia di quanto fatto nelle recenti edizioni: in alcune tappe verranno forniti dei roadbook con due percorsi diversi, assegnati casualmente. Chi perciò vorrà seguire le tracce dei predecessori senza fare riferimento a quanto scritto nel proprio roadbook andrà incontro a «severe sanzioni». E a proposito delle mappe, per la prima volta saranno tutte digitali, per tutte le categorie in gara. Non solo quindi auto e camion, ma anche le moto dovranno fare riferimento ad una versione del roadbook non più cartacea. 

Cancellate poi le zone di neutralizzazione per gli equipaggi delle categorie T1 e T2 delle Auto, con tappe che si svolgeranno quindi senza soluzione di continuità; auto e camion inoltre scatteranno ogni giorno nell’ordine della classifica generale basato sugli arrivi al traguardo del giorno precedente. Per quanto riguarda le Moto, per evitare situazioni tipo il boicottaggio della vittoria di tappa per evitare di aprire la strada il giorno dopo, verranno introdotti degli abbuoni per chi parte per primo. Ancora, equipaggi e piloti amatoriali godranno di una classifica separata con un montepremi dedicato. 

Tra Dakar Classic e Dakar Future

Confermato il ritorno della Dakar Classic, dedicata ai veicolo storici e con due nuove sfide (Authentic Codriver Challenge, senza far uso delle moderne strumentazioni di regolarità, ed Iconic Classic Club per i mezzi che hanno realmente partecipato alla Dakar dello scorso secolo, e non le versioni replica), e con un tetto massimo di 150 iscritti ammessi. Infine, continua il processo della Dakar Future, ovvero la transizione ecologica che porterà alla presenza esclusiva di veicoli ad emissioni zero in gara entro il 2030. Nel 2022 l’introduzione della categoria T1-U per mezzi protagonisti della mobilità alternativa, come l’Audi RS Q e-tron dotato di powertrain elettrico, e che sicuramente rivedremo in competizione nel 2023, con nuovi progetti all’insegna della sostenibilità in fase di sviluppo.

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