ELMS | La nuova generazione delle LMP3 è pronta a debuttare sulle piste

La classe LMP3 si rinnova

Novità in vista per la classe LMP3: l'ACO ha stabilito infatti una serie di nuove specifiche che modificheranno aspetti tecnici e i costi dei prototipi a partire dal prossimo anno
ELMS | La nuova generazione delle LMP3 è pronta a debuttare sulle piste

Aria di rivoluzione per i prototipi dell’endurance: anche la classe LMP3 (così come avverrà in quelle superiori) andrà incontro ad una serie di cambiamenti che modificheranno il look delle vetture e non solo, stando alle decisioni prese dall’Automobile Club de l’Ouest, in collaborazione con quattro costruttori.

La genesi delle LMP3

Nel 2015 l’ACO, che sovraintende l’European Le Mans Series (oltre ad essere organizzatrice della 24 Ore di Le Mans) lanciò la classe LMP3, studiata come gradino d’accesso verso le classi superiori, secondo la piramide dell’endurance fissata dalla stessa ACO nel 1999. L’obiettivo era quello di fornire agli iscritti una vettura con il minor numero di restrizioni possibili in termini tecnici, operativi, di guida o di bilancio (per cui il prezzo di un prototipo completo non doveva superare i 206.000 euro). Per la verità, inizialmente il costo era fissato a 190.000 euro, con un peso minimo della vettura di 900 kg, ma si trattava di limiti talmente stringenti che il primo produttore, Ginetta, faticò non poco nel venire incontro a queste specifiche. Fu così che il peso minimo fu innalzato di 30 kg e il tetto del prezzo rialzato.

Dal punto di vista tecnico, il telaio e la carrozzeria delle LMP3 sono di norma appannaggio di sei costruttori che così l’hanno disegnata per ACO, ovvero la già citata Ginetta, Ligier, Adess, Dome, Riley e Norma. Le vetture sono animate da un propulsore Nissan con un motore V8 aspirato, con cambio X-Trac. Oreca fornisce l’assistenza, mentre a bordo delle LMP3 è consentivo almeno un pilota di categoria bronze (ovvero gentlemen esordienti o professionisti over 60), mentre sono vietati i platinum (ovvero piloti ufficiali e professionisti) e quelli gold permessi se l’equipaggio consta di tre unità, almeno.

Rispetto agli esordi, ora ACO intende collaborare con quattro costruttori (che saranno Ligier, Duqueine Engineering, Ginetta ed Adess) per far evolvere la classe, in tempo per la stagione 2020. In quella data dovrebbe nascere la nuova LMP3, le cui specifiche dovrebbero coprire come di consueto un quinquennio.

Le caratteristiche tecniche delle nuove LMP3

Abbiamo parlato sì di rivoluzione ma la vettura non verrà stravolta, almeno nel senso che non vedremo una nuova vettura: per la precisione parliamo di una versione aggiornata, che riesca combinare sicurezza, performance e design. Il motore infatti sarà più performante con un aumento di 35 cavalli che portano la potenza a 455 cavalli; Oreca continuerà a fornire i propulsori, mentre debutterà il nuovo motore Nissan VK50, che sostituirà il V8, che sarà invece adattato per fornire la medesima potenza e performance del VK56. Tuttavia i team potranno continuare ad utilizzare i loro motori in uso, almeno sino a quando non cesseranno il loro ciclo: allora si potrà passare a quello nuovo. La nuove LMP3 inoltre avranno il controllo di trazione e i pannelli laterali Zylon, e proprio per quanto riguarda il comparto sicurezza ci saranno modifiche nel poggiatesta e nel sedile.

I costi delle nuove LMP3

Per quanto riguarda il tariffario, il Responsabile Tecnico di ACO Vincent Beaumesnil assicura che la nuova generazione delle LMP3 non sarà più cara, e porta all’attenzione due esempi. Il primo riguarda un team che già gareggia nella LMP3, che dovrà investire un totale di 84.500 euro (che comprende il kit della carrozzeria, il motore e l’aggiornamento del cambio), spalmato però per cinque anni, perciò 16.500 euro a stagione. Spiega Beaumesnil: «Nelle altre discipline i regolamenti impongono un cambio vettura ogni quattro o cinque anni. Vogliamo evitare ciò, perché significherebbe tra l’altro 170 auto inutilizzabili con ogni team obbligato ad investire 239.000 euro per ogni ciclo di cinque anni. Invece potranno aggiornare la loro vettura per un costo annuale di 16.500 euro». Per la precisione, per aggiornare il solo motore il prezzo è di 4.900 euro, mentre il telaio arriva a costare 50.000 euro tondi compreso il passaporto tecnico.

Nell’altro caso, ovvero i team che entrano per la prima volta nel mondo delle LMP3 e nelle gare ad esse associate, essi dovranno investire un massimo di 239.000 euro per il modello in regime dal 2020, passaporto tecnico inclusa. Beaumesnil paragona questo costo a quello delle GT3 («dai tre […] ai cinque secondi più lente di una LMP3», a seconda del fatto che si tratti di un circuito standard o di Le Mans, specifica), che tocca i 400.000 euro con performance, abbiamo visto, inferiori (più i costi per le parti di ricambio, «non calmierati»). L’unica prezzo che si avvicina a quello delle LMP3, prosegue il Direttore Tecnico, è quello delle GT4, «ma sono più lente di 10-15 secondi a giro», sostiene.

I team clienti, inoltre, potranno contare su una assistenza dedicata grazie ad ACO, obbligatoria se un costruttore ha almeno tre vetture iscritte ad una gara. Il supporto tecnico e le parti di ricambio verranno fornite in loco, nei circuiti. Il servizio costerà 500 euro a gara in Europa e 700 euro nel resto delle competizioni ACO ovunque vengano effettuate (ELMS, Asian Le Mans Series, Michelin Le Mans Cup e Road to Le Mans). Ogni vettura inoltre beneficerà del passaporto tecnico ACO «che garantisce la tracciabilità ed un follow-up personalizzato per assicurare la qualità tecnica», spiega ancora Beaumesnil. Viene introdotta una specie di programma fedeltà con punti assegnati ad ogni gara a cui si è iscritti (2 per quelle ACO e 1 per quelle approvate da ACO, appartenenti alle altre serie). Arrivati a 30 punti, chi detiene il passaporto tecnico, persona fisica o giuridica, verrà premiato con 6.000 euro.

La LMP3 quindi non solo si aggiorna, ma fornisce pure degli incentivi per far sì che possa aumentare il numero degli iscritti. In ogni caso, questa tipologia di vettura è servita come trampolino di lancio per raggiungere trionfi in classi superiori, come è stato il caso del vincitore della Road to Le Mans del 2016 (con una LMP3), Thomas Laurent, che l’anno dopo vinse la 24 Ore di Le Mans nella classe LMP2 (e finì secondo assoluto).

La tabella di marcia delle nuove LMP3 partirà quindi nel 2020, quando vedremo i nuovi prototipi debuttare nell’ELMS, MLMC, Road to Le Mans, Ultimate Cup, V de V; nella stagione 2020-2021 toccherà all’Asian LMS e poi dal 2021 toccherà alle altre competizioni.

 

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