Dakar | Tappa 5: Sunderland vince a tavolino, Dutto escluso dalla gara: “Non tornerò più”

Tutti i risultati nelle moto della Tappa 5

La tappa 5 della Dakar 2019 nelle moto: inizialmente vince de Soultrait, ma a Sunderland viene restituito il tempo usato per aiutare Gonçalves. Si ritira il nostro Cerutti e anche, suo malgrado, Dutto
Dakar | Tappa 5: Sunderland vince a tavolino, Dutto escluso dalla gara: “Non tornerò più”

Un’altra lunga giornata alla Dakar 2019, iniziata in ritardo per via della nebbia ma anche per il clima un po’ teso che sta appesantendo l’edizione di quest’anno, con i piloti che guardano un po’ in cagnesco gli organizzatori per qualche diatriba regolamentare e i modi in cui vengono applicate le norme di quest’anno. In ogni caso, la Tappa 5 si è conclusa per le moto (al momento in cui scriviamo le auto stanno ancora correndo; spoiler: Loeb è attualmente in testa) nell’incertezza, perché inizialmente il miglior tempo apparteneva a Xavier de Soultrait, per poi venire scalzato come vincitore di tappa da Sam Sunderland. Vediamo perché.

Il cambio al vertice della Tappa 5

La Moquegua – Arequipa, da 776 km in totale di cui 345 validi per le moto con partenza in linea stile motocross, rappresentava la seconda parte della Marathon iniziata ieri. Una odissea senza l’ausilio dell’assistenza in cui il francese del team dello Yamalube Yamaha ha avuto la meglio su Matthias Walkner (KTM) per 9 secondi, ma su quest’ultimo pendeva una situazione sub judice giacché Sunderland si era fermato per aiutare Paulo Gonçalves, in difficoltà dopo una caduta (a breve entreremo nel dettaglio e sulle conseguenze per il portoghese). L’opera di soccorso è durata più di dieci minuti, facendo così arrivare uno dei tre moschettieri di KTM, vincitore della Dakar nel 2017, tredicesimo con un ritardo di 7’29”. La direzione di gara, colpita dal gesto non contrario alle norme previste, ha restituito il tempo perduto a Sunderland, che così supera de Soultrait di 3’23”, facendo scivolare il francese dietro di lui che è così secondo all’arrivo della quinta tappa.

Di conseguenza scala il resto della classifica: Walkner è terzo con 3’32”, mentre al quarto posto non si può non evidenziare la prestazione strepitosa del rookie Lorenzo Santolino (Sherco TVS Rally Factory): lo spagnolo è partito da lontano concludendo la prima tappa 25esimo, per poi migliorare in maniera costante i propri risultati, sia di tappa che nella generale, sino ad entrare in top ten. Una crescita che bisogna tenere d’occhio per vedere se Santolino riuscirà a confermarsi e migliorare ancora nella seconda parte della competizione.

La top ten della Tappa 5

Quinto posto per Adrien van Beveren, costantemente in top ten in questa settimana, seguito da Andrew Short. Settimo Luciano Benavides e poi chiusura dei primi dieci piazzamenti con Stefan Svitko, Toby Price e Skyler Howes. Solo undicesimo il leader della generale, Ricky Brabec, che comunque mantiene il primato, seguito da altri nomi di peso come Kevin Benavides e Pablo Quintanilla, tutti con un ritardo al traguardo tra i sei e i sette minuti. Segnaliamo un’altra buona prestazione di un italiano, ovvero Maurizio Gerini (Solarys Racing) diciannovesimo a 14’13” da Sunderland, seguito da Laia Sanz (KTM, 15’21”), mentre una Caporetto per Jacopo Cerutti: una pietra non vista nel polverone alzato dai concorrenti nella partenza fa sbalzare il pilota di Solarys Racing, fortunatamente illeso ma con la moto distrutta. Si conclude qui, purtroppo, la sua Dakar 2019.

La Dakar miete anche un altro ritiro eccellente: abbiamo citato lo stoico Gonçalves, il quale anch’esso ha dovuto gettare la spugna. Fatale una caduta dopo 155 km nella tappa odierna, che gli è costata un leggero trauma cranico e pure una frattura alla sua mano destra. Inevitabile l’abbandono per il pilota Honda che era al via dopo l’asportazione della milza avvenuta a seguito di una caduta a dicembre, nel corso di una prova del campionato portoghese. Il pilota lascia così la gara dopo essere riuscito ad ottenere sino ad ora, come miglior risultato, un sesto posto di tappa e l’ottavo nella generale, nonostante non fosse in formissima.

POS. PILOTA TEAM TEMPO DISTACCO
1 14
 SAM SUNDERLAND
RED BULL KTM FACTORY TEAM 04H 11′ 48”
2 18
 XAVIER DE SOULTRAIT
YAMALUBE YAMAHA OFFICIAL RALLY TEAM 04H 15′ 11” + 00H 03′ 23”
3 1
 MATTHIAS WALKNER
RED BULL KTM FACTORY TEAM 04H 15′ 20” + 00H 03′ 32”
4 63
 LORENZO SANTOLINO
SHERCO TVS RALLY FACTORY 04H 15′ 48” + 00H 04′ 00”
5 4
 ADRIEN VAN BEVEREN
YAMALUBE YAMAHA OFFICIAL RALLY TEAM 04H 16′ 14” + 00H 04′ 26”
6 29
 ANDREW SHORT
ROCKSTAR ENERGY HUSQVARNA FACTORY RACING 04H 16′ 24” + 00H 04′ 36”
7 77
 LUCIANO BENAVIDES
RED BULL KTM FACTORY TEAM 04H 16′ 24” + 00H 04′ 36”
8 11
 STEFAN SVITKO
SLOVNAFT TEAM 04H 16′ 53” + 00H 05′ 05”
9 3
 TOBY PRICE
RED BULL KTM FACTORY TEAM 04H 17′ 33” + 00H 05′ 45”
10 73
 SKYLER HOWES
KLYMCIW RACING 04H 17′ 48” + 00H 06′ 00”

 

La classifica generale dopo la Tappa 5

Abbiamo detto che nella generale Brabec mantiene il primato, ma Sunderland compie un bel balzo e sale alla seconda posizione con un ritardo di 59 secondi, ma anche una penalità di 2 minuti. Terzo Quintanilla, a 2’52’, seguito dagli altri due KTM, ovvero Price e Walkner. Il resto della top ten è occupato dalla compagnia di giro che ormai conosciamo, come vediamo dalla classifica:

POS. N. PILOTA TEAM TEMPO DISTACCO
1 15
 RICKY BRABEC
MONSTER ENERGY HONDA TEAM 2019 16H 51′ 34”
2 14
 SAM SUNDERLAND
RED BULL KTM FACTORY TEAM 16H 52′ 33” + 00H 00′ 59”
3 6
 PABLO QUINTANILLA
ROCKSTAR ENERGY HUSQVARNA FACTORY RACING 16H 54′ 26” + 00H 02′ 52”
4 3
 TOBY PRICE
RED BULL KTM FACTORY TEAM 16H 54′ 55” + 00H 03′ 21”
5 1
 MATTHIAS WALKNER
RED BULL KTM FACTORY TEAM 16H 57′ 51” + 00H 06′ 17”
6 4
 ADRIEN VAN BEVEREN
YAMALUBE YAMAHA OFFICIAL RALLY TEAM 16H 58′ 10” + 00H 06′ 36”
7 47
 KEVIN BENAVIDES
MONSTER ENERGY HONDA TEAM 2019 17H 00′ 35” + 00H 09′ 01”
8 18
 XAVIER DE SOULTRAIT
YAMALUBE YAMAHA OFFICIAL RALLY TEAM 17H 10′ 11” + 00H 18′ 37”
9 11
 STEFAN SVITKO
SLOVNAFT TEAM 17H 18′ 02” + 00H 26′ 28”
10 29
 ANDREW SHORT
ROCKSTAR ENERGY HUSQVARNA FACTORY RACING 17H 19′ 28” + 00H 27′ 54”

Consuete spigolature: sale ancora Lorenzo Santolino, ora undicesimo, mentre Laia Sanz è ora diciannovesima, seguita da Maurizio Gerini. Nei quad Nicolàs Cavigliasso è sempre più padrone della categoria, dominando la generale per la quinta tappa consecutiva: generale in cui il podio è tutto argentino, con Gonzalez e Gallego a completare le posizioni di vertice, ma il cui ritardo da Cavigliasso è enorme (50 minuti dal secondo posto e più di un’ora dal terzo). Domani meritato giorno di riposo per tutti: si riparte domenica 13.

L’esclusione dalla Dakar 2019 di Nicola Dutto

Infine, vi aggiorniamo su Nicola Dutto: il primo pilota paraplegico a partecipare alla Dakar non è partito stamattina perché la sua avventura si è infranta, a suo dire, davanti ad un muro di freddezza da parte degli organizzatori, burocrazia e costi ingenti. I fatti: come spiega lo stesso Dutto, al chilometro 78 della tappa di ieri il mezzo di uno dei due compagni di avventura che lo scortava ha avuto un grattacapo che ha richiesto più di due ore di riparazione. La moto però si è fermata nuovamente, spingendo il beinettese a proseguire con un ghost rider in meno ed uscire dal percorso di gara in accordo con la direzione della Dakar, avvisata delle difficoltà. Arrivato alla neutralizzazione, Dutto ha ritenuto di uscire dalla gara con la penalizzazione «come consentito dal regolamento», afferma, giacché era rimasto con un solo compagno di scorta, per poi raggiungere il bivacco, riparare la oto e ripartire il giorno dopo. Questa procedura, prosegue il pilota, è stata fatta restando sempre in contatto con l’organizzazione e seguendo le loro istruzioni: ma stamattina è arrivata la sentenza di esclusione, presa poiché Dutto non ha transitato correttamente al WP3. Stando così le cose, una atroce beffa (ed anche una mancanza di comunicazione tra i comparti organizzativi della competizione).

Queste le sue parole a caldo, riportate da Moto.it, e a cui preferiamo non aggiungere altro commento: «E’ difficile da accettare. A chi diamo fastidio? Tanto saremmo arrivati ultimi, il direttore gara avrebbe potuto darmi una megapenalizzazione, l’avrei accettata senza fiatare. Tornare l’anno prossimo? Non ci penso neanche. Ma credo che sia la Dakar a perderci: è vero che l’Italia è un paese piccolo, ma se i TG e la stampa hanno parlato della gara in spazi e orari in cui normalmente veniva ignorata è stato proprio per la mia avventura. Fra un anno nessuno si ricorderà di chi ha vinto questa edizione, che avrebbe potuto essere memorabile».

Anzi, qualcosa che possiamo aggiungere c’è, ma lo faremo, forse, a fine Dakar.

AGGIORNAMENTO: Arriva la spiegazione dell’esclusione di Dutto da parte di Marc Ducrocq, direttore di gara, che afferma che il pilota avrebbe dovuto terminare la gara o arrivare, in via eccezionale, «almeno sino al WP3», per evitare la squalifica.

 

 

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