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WRC | Veiby sospeso sei mesi dal campionato. Lui si difende: “Ho agito in buona fede”

Una brutta storia arriva dal Rally di Portogallo, appena concluso, ma la gara non c’entra. Parliamo della vicenda che ha visto coinvolto Ole Christian Veiby, positivo al Covid-19 a poche ore dal via della prima prova speciale, e subito dopo aver disputato con il suo copilota Jonas Andersson lo shakedown.

I fatti che hanno portato alla squalifica di Veiby

La scoperta del virus è quindi avvenuta nel pomeriggio di giovedì 20, sebbene il lunedì l’equipaggio è risultato negativo al tampone. Il diavolo però si nasconde nei dettagli: lo scorso 7-8 maggio Veiby ed Andersson hanno disputato la Targa Florio, a bordo della Hyundai i20 Coupé WRC; assieme a loro c’era, in qualità di supporto e di aiuto, Andreas Mikkelsen. Qualche giorno dopo quest’ultimo, come lo stesso poi aveva annunciato in un video dal suo canale YouTube, aveva rivelato di essere positivo al Covid, cosa che ha scoperto nel test di lunedì. Il norvegese aveva ipotizzato di essersi preso il coronavirus nella sua calata in Italia o comunque nel viaggio di ritorno: sia come sia, non ha preso parte alla settimana del Rally di Portogallo, neppure per le ricognizioni.

Arriviamo quindi a Veiby ed Andersson: pur essendo negativi, ai sensi delle norme di contenimento del virus emanate dall’autorità locali, avrebbero dovuto informare il delegato per il Covid-19 di essere stati in contatto con un positivo quale Mikkelsen, una volta che quest’ultimo aveva reso noto di aver contratto il coronavirus. Cosa che i due non hanno fatto, spostandosi pure dal Portogallo alla Spagna e violando le norme di contenimento, e quindi è calata su di loro la mannaia dei regolamenti FIA per la sicurezza sanitaria applicati al WRC: Veiby, in buona sostanza, è stato sospeso dal Mondiale Rally per sei mesi, quindi da oggi 23 maggio sino al 23 novembre (in pratica, stagione finita per il norvegese: l’ultimo appuntamento del WRC si svolgerà in Giappone dall’11 al 14 novembre). Dimezzata la squalifica per Andersson, che invece è negativo, ma doveva comunque a sua volta rispettare la quarantena essendo stato a contatto con il suo pilota; ed invece anche il navigatore ha viaggiato verso la Spagna, e perciò è stato bandito dal WRC per i prossimi tre mesi, quindi sino al 21 agosto.

Il documento dei Commissari Sportivi FIA

I Commissari Sportivi della FIA si sono così espressi nel documento ufficiale che sancisce l’infrazione, ricostruendo quanto è avvenuto: «Giovedì 20 maggio il signor Veiby ha effettuato un test antigenico di routine. Il risultato è stato positivo. È stato rianalizzato con il test rapido molecolare […] e con un normale test PCR, entrambi i quali hanno rivelato un risultato positivo. La ricerca dei contatti è stata quindi eseguita e come unico contatto stretto è stato trovato il copilota Jonas Andersson. Al conducente è stato ordinato di isolarsi nella sua camera d’albergo e il secondo conducente è stato messo in quarantena. L’autorità sanitaria pubblica [portoghese] è stata informata. Il signor Andersson è stato testato ed è risultato negativo al Covid-19. Il signor Veiby non ha dichiarato al delegato FIA Covid-19 di essere stato in stretto contatto con una persona che è stata trovata positiva […] durante la settimana prima dell’evento in Portogallo [vale a dire, Mikkelsen, ndr]. Questa è una violazione del Codice Sportivo Internazionale della FIA, Appendice S, Art. 6.18. Inoltre, l’autorità sanitaria pubblica afferma che tutte le persone positive al Covid-19 devono autoisolarsi per 10 giorni. Il sig. Veiby non lo ha fatto ed è andato in Spagna il 20 maggio. Il Campionato del mondo di rally e la FIA prendono molto seriamente i regolamenti dell’Appendice S dell’ISC e le procedure per ridurre l’esposizione alla pandemia. Il signor Veiby non ha dichiarato di essere stato in stretto contatto con un caso positivo nei giorni precedenti l’evento in Portogallo e inoltre non aveva il permesso, né ha chiesto il permesso di lasciare il Portogallo per tornare in Spagna quando avrebbe dovuto essere in quarantena per 10 giorni in Portogallo. Questa è una grave violazione delle normative applicabili».

Reprimenda anche per la squadra, Hyundai Motorsport N, perché secondo quanto afferma il documento dei Commissari Sportivi era suo dovere e responsabilità accertarsi dell’idoneità dei propri piloti e copiloti a partecipare al WRC. Il verdetto dei Commissari è stato ovviamente comunicato e recepito dal team principal di Hyundai Motorsport Andrea Adamo, e dal responsabile del team RedGrey a cui è affidata la gestione della i20 R5 in gara nel WRC2, ovvero Kristo Kragg.

La difesa di Veiby: “Ci è stato detto che potevamo fare la quarantena a casa”

Insomma, per Veiby soprattutto questa è bella batosta, che mette una mina molto potente nel cammino della sua carriera. Da parte sua, il pilota norvegese, che ricordiamo corre nel WRC2 con la i20 R5 per Hyundai Motorsport N assieme ad Oliver Solberg e Jari Huttunen, si è detto ovviamente scioccato, e si è difeso così sui suoi social: «Capisco che questa sia una situazione grave, ma ho agito secondo le informazioni fornite e in buona fede. Sono risultato negativo tre volte in un periodo di cinque giorni prima del test positivo. Non ho mai nascosto il fatto di aver passato del tempo con una persona [ovvero Mikkelsen, ndr] durante la Targa Florio e successivamente sono risultato positivo. Quando mi è stato dato il risultato positivo, mi sono immediatamente isolato in hotel. Di ritorno in hotel, abbiamo ricevuto una telefonata da un delegato del team Covid-19 degli organizzatori, che ci spiega che avremmo potuto terminare l’isolamento a casa, purché saremmo tornati in auto».

Ecco quindi spiegato lo spostamento in auto verso la Spagna, «da solo […], per evitare il contatto con altre persone». Veiby conclude: «Posso solo chiedere scusa per la situazione, e sono davvero dispiaciuto per la squadra. Spero sinceramente di non aver esposto nessun altro al virus».

Crediti Immagine di Copertina: Hyundai Motorsport

Luca Santoro:
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