FIA F2 | Hubert: conclusa l’indagine dell’incidente fatale in Belgio
Confermato quanto detto negli scorsi mesi

Il report conferma quanto detto mesi fa
Ne avevamo parlato ampiamente nei giorni successivi alla terribile vicenda, analizzando le immagini ufficiali e amatoriali. Molti addetti ai lavori avevano subito criticato diversi punti (la sicurezza del tracciato, l’inesperienza dei piloti, l’incapacità dei commissari di percorso), invece noi siamo stati i primi ad affermare con sicurezza che nessuno era colpevole. Il report pubblicato dalla FIA conferma quanto constatato mesi fa: una serie di eventi imprevedibili ha provocato una sequenza d’incidenti che ha portato allo scontro mortale lato-muso – detto “T-Bone” – tra Juan Manuel Correa e Hubert. Non c’è una causa specifica, ma un insieme di fattori che hanno determinato la gravità dell’incidente. L’investigazione non ha trovato prove per cui i piloti non abbiamo reagito in modo inappropriato al segnale di bandiera gialla, così come i marshal e la squadra di soccorso che, anzi, sono stati tempestivi.
I dettagli dell’incidente in numeri
Nella pubblicazione completa disponibile nel sito della Federazione, si chiarisce che la sequenza – durata ben 14”6 – è iniziata con il testacoda di Giuliano Alesi all’uscita di Eau Rouge a causa della perdita di pressione interna dello pneumatico. Ralph Boschung e Hubert si sono subito spostati nella via di fuga essendo subito dietro al francese della Trident, mentre la gialla è uscita 1”8 dopo l’impatto contro le barriere da parte dello stesso Alesi. Hubert ha successivamente colpito Boschung a 262 km/h, impattando contro le gomme a una velocità di 216 km/h con un angolo di circa 40° e con una forza di 33,7g. Correa, nel frattempo, ha colpito i detriti dell’auto di Alesi, perdendo l’ala anteriore e il controllo della monoposto. Per lui impossibile evitare Hubert, colpendolo a 218 km/h e con un angolo di 86°, subendo una forza tra i 65,1g e gli 81,8g. Quello che fa maggiormente impressione è l’accelerazione che ha subito l’auto di Hubert, da ferma fino a 105,4 km/h e colpendo ancora le barriere.
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