X

WTCR | Muller parla del nipote Ehrlacher: “Sono contento che abbia vinto il titolo”

Muller Yvan (fra), Cyan Performance Lynk and Co, Lynk and Co 03 TCR, portrait, Ehrlacher Yann (fra), Cyan Performance Lynk and Co, Lynk and Co 03 TCR, portraitWTCR Prize Giving during the 2020 FIA WTCR Race of Aragon, 6th round of the 2020 FIA World Touring Car Cup, on the Ciudad del Motor de Aragón, from November 14 to 15, 2020 in Alcañiz, Aragon, Spain - Photo Paulo Maria / DPPI

È un Yvan Muller davvero orgoglioso quello che si presenta al settimanale britannico Motorsport News. Il pilota francese ha parlato nel corso di un’intervista di suo nipote Yann Ehrlacher, raccontando come ha cominciato a correre fino ad ottenere il titolo WTCR nel 2020.

Muller: a supporto di Ehrlacher fin dagli esordi

Rispondendo alle domande postegli dai lettori di Motorsport News, l’alsaziano ha rivelato cosa ha fatto accendere la scintilla ad Ehrlacher interessandosi delle corse fin dalla tenera età, grazie a sua madre Cathy – sorella di Muller – anch’essa pilota. «Quando aveva 16 anni e non stava facendo nulla a scuola, gli ho chiesto quale fosse la sua motivazione nella vita» ha spiegato Muller. «Ha detto che voleva diventare un pilota, così gli ho chiesto perché non ne avesse parlato con sua madre. Mi ha detto che ci aveva provato, ma lei non voleva. Così, gli ho detto che se fosse riuscito a migliorare i suoi risultati nello studio, gli avrei regalato una stagione sui kart. E questo ha funzionato. Poi gli ho detto che se fosse riuscito a migliorare ancora i suoi risultati, gli avrei pagato le corse automobilistiche quando sarebbe stato abbastanza grande. E anche questo ha funzionato. Passo dopo passo abbiamo lavorato e sette anni dopo, lui è diventato campione del WTCR».

“Sono contento che abbia vinto”

Muller ha continuato «Per me è stata una grande vittoria. Ero altrettanto contento, o forse anche di più, che Yann vincesse il titolo. Io sono arrivato secondo e questa è stata la ciliegina sulla torta per me. Sono contento che abbia vinto e sono orgoglioso che lavoriamo bene insieme, direi che è meglio di me. Il mio libro era aperto per lui, poteva imparare tutto quello che voleva da me. Io sono più vecchio e ho esperienza, ma lui ha il cuore di un pilota di 25 anni, cosa che io non ho più».

Copyright foto: Paulo Maria / DPPI

Luca Basso:
Articoli Correlati