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WRC | Safari Rally, Latvala su Neuville: “Andava troppo veloce”. La replica del belga

Si è aperto nelle ultime ore un piccolo dibattito sulla disfatta di Thierry Neuville al Safari Rally, comandato nelle prime due giornate di gara vera e propria dal pilota di Hyundai Motorsport, per poi abbandonare la contesa nell’ultimo decisivo giorno, pagando un danno alla sospensione tale da bruciargli il primato nella classifica dell’evento e quindi una potenziale vittoria – la prima della stagione per il belga, tra l’altro. Si è parlato ultimamente del problema di affidabilità che hanno le Hyundai i20 Coupé WRC, un aspetto inversamente proporzionale alle prestazioni che stanno dimostrando queste vetture, di sicuro le più veloci tra le World Rally Car.

Ma come diceva un vecchio slogan del fornitore ufficiale dei pneumatici per il Mondiale, la potenza è nulla senza controllo. Neuville ha dato prova di tempi molto buoni al Safari, arrivando a staccare alla fine della seconda giornata il diretto inseguitore Takamoto Katsuta di quasi un minuto. Ma nell’ultima giornata, il disastro che abbiamo citato ha gettato Neuville e Hyundai Motorsport in un abisso di sconforto, nonostante la parziale soddisfazione del podio ottenuto dal compagno di squadra Ott Tanak.

Latvala: “Neuville era troppo veloce”

Toyota Gazoo Racing si è portata a casa invece la vittoria con Sébastien Ogier, seguito da un sorprendente Katsuta, ed è proprio il team principal Jari-Matti Latvala a fornire un punto di vista esterno sul disastro che ha impedito un finale diverso al Safari. Su DirtFish il finnico ha rivelato di aver pensato che il giovane giapponese del TGR WRC Challenge Program difficilmente avrebbe potuto mantenere il secondo posto, «ma allo stesso tempo, ho detto a un paio di persone del team: “Non vedo come possa Neuville arrivare al traguardo con quella velocità, è troppo alta. È troppo veloce”».

Latvala rincara poi la dose su Neuville: «Ha preso due forature [nella prima giornata di venerdì, ndr]. Diciamo che è stato fortunato in quella situazione. Normalmente si riesce a farla franca con una, ma poi non ce la fai a sfangarla con una seconda. Devi ascoltare l’avvertimento. Devo dire che mi dispiace molto per lui che non è riuscito a vincere il Safari. La sua velocità era buona ma, se ho capito bene, era un po’ troppo per l’ultima giornata».

Neuville ribatte e commenta l’affidabilità della Hyundai i20 WRC

Il diretto interessato ha controbattuto, sempre su DirtFish, confutando la tesi di Latvala: «Non credo che siamo andati troppo veloci, perché avevamo assunto il comando della gara dopo aver guidato più lentamente di chiunque altro, cosa che ho fatto solo per proteggere l’auto. Ovviamente alla fine è successo quel che è successo, ma la strategia è stata buona». In effetti il belga alla fine nei suoi due giorni in testa ha conquistato solo quattro migliori tempi su dodici prove speciali, ed uno solo scratch nella giornata di sabato.

Il problema è l’affidabilità, soprattutto a livello delle sospensioni della i20 Coupé WRC. Neuville ha spiegato che, come già sottolineato dal team principal Andrea Adamo, l’auto mantiene le stesse specifiche dello scorso anno: «Abbiamo anche cercato di proteggere di più la vettura questo fine settimana con protezioni sui bracci trasversali [delle sospensioni], un’altezza da terra molto più alta del solito, ed eravamo preparati per l’evento. Ma sfortunatamente credo che potremmo essere un po’ più deboli degli altri nostri concorrenti, forse sì», spiega il pilota, che ammette una certa perplessità in merito a questa serie di problemi in termini di affidabilità. «Non sappiamo bene, perché la preparazione è stata buona, la vettura era la stessa ma in qualche modo qualcosa sta reamando contro di noi per il momento. E questo ovviamente deve finire. La i20 è la stessa, è più simile a un carro armato che negli anni precedenti […]. In realtà avevamo ancora una volta la velocità questo fine settimana, ma sfortunatamente abbiamo avuto alcuni problemi».

Infine, Neuville ha specificato che alcune parti come le stesse sospensioni e i loro componenti non possono essere modificate giacché, a norma di regolamentazioni tecniche, rientrano nella fase di omologazione. «Penso che corriamo un po’ più morbidi in termini di sospensioni per ottenere più trazione ed abbiamo un assetto più in basso per ottenere un po’ più di beneficio dall’aerodinamica e dal sottoscocca della vettura, ma tutte queste cose non dovrebbero davvero far mancare la protezione della vettura». Hyundai Motorsport confida di non avere grossi problemi in appuntamenti come i prossimi, a partire dall’Estonia, dove gli sterrati sono più veloci e meno aspri e rocciosi. Altrimenti Toyota Gazoo Racing proseguirà la sua fuga in classifica.

Crediti Immagine di Copertina: Hyundai Motorsport

Luca Santoro:
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