X

WRC | Rally Galles 2019: anteprima ed orari

Procede il conto alla rovescia per il gran finale di stagione del WRC 2019: intanto, si fa tappa per il terzultimo round del campionato mondiale, ovvero il Rally del Galles (o Wales Rally GB o ancora Dayinsure Wales Rally seconda le diciture ufficiali), classica d’autunno sugli sterrati britannici.

Cenni storici sul Rally Galles

Le origini di questa prova nel cuore della Gran Bretagna risalgono al 1932, quando nacque il Royal Automobile Club Rally. Il RAC poi acquistò la fisionomia che conosciamo tutt’oggi nel 1960, quando il percorso di gara iniziò a svilupparsi tra le foreste. Essenzialmente basato in Galles sin dal 2000, il rally ha conosciuto nel disegno del suo percorso anche le strade inglesi e scozzesi: proprio l’edizione di quest’anno, la 75esima, proporrà uno sconfinamento in territorio inglese per la partenza, come vedremo a breve nel dettaglio. Tra le particolarità storiche del Wales Rally, la prova speciale corsa nel 2005 all’interno del Millennium Stadium (o Principality Stadium) della capitale gallese Cardiff: si trattò della prima PS corsa al chiuso in un Mondiale Rally. Fu anche l’anno in cui perse la vita il navigatore di Markko Märtin, Michael Park, per via di uno scontro fatale della loro Peugeot contro un albero. Nella stagione successiva l’evento ritorna in pianta stabile nel calendario WRC, mentre nel 2009 e solo per quella stagione venne ribattezzato Rally della Gran Bretagna. Dal 2013 la zona del Deeside rappresenta il fulcro dell’evento, soppiantando Cardiff.

Il Rally del Galles è legato alla memoria di Colin McRae, che con la vittoria in questa gara di casa (anche se lui era scozzese) nel 1995 si garantì il titolo mondiale: l’indimenticato pilota riuscì ad ottenere in carriera anche altre due affermazioni nel Wales Rally. Il record di vittorie invece è di Sébastien Ogier, quattro volte trionfante nelle edizioni dal 2013 al 2016 e poi di nuovo lo scorso anno. Seguono poi tre due piloti con quattro affermazioni, ovvero Petter Solberg ed Hannu Mikkola.

Caratteristiche del Rally Galles

Ogni round del Mondiale Rally ha le proprie caratteristiche peculiari, ed anche il Rally del Galles non fa eccezione con i suoi particolari sterrati scivolosi (soprattutto in caso di pioggia e la conseguente formazione del fango sulla superficie), tanto inerti da non sollevare polvere, scivolosi e tendenti all’umidiccio. A ciò si aggiungono i possibili banchi di nebbia, altra eventualità dell’impagabile (in termini di bellezza) e spettacolare autunno gallese.

Sostanzialmente, questa gara offre come difficoltà principale il grip, che a seconda delle condizioni dell’asfalto (se fangoso o meno) può variare continuamente, ma la stessa superficie dei tracciati lungo le foreste del luogo è abbastanza scivolosa, motivo per cui è preferibile puntare su gomme medie e morbide. Altra insidia sono i tronchi che spuntano ai lati delle strade (che costarono a Mikko Hirvonen la corsa al titolo nel 2011) e i gruppi accatastati, come quelli che a momenti sfiorava la vettura di Thierry Neuville mentre si ribaltava dopo un incidente (parliamo dell’edizione 2015). Inoltre nella giornata di sabato non è previsto il service di metà giornata, cosa che imporrà una certa prudenza ai piloti con le loro vetture.

Percorso e novità del Rally Galles 2019

Veniamo perciò al percorso di quest’anno, che presenta subito una novità legata alla partenza: essa infatti non sarà situata nel territorio gallese ma nella vicina Inghilterra, per la precisione a Liverpool, sul waterfront. Non solo: la stessa base del rally si sposta dallo storico Deeside alla zona costiera di Llandudno, sede nelle ultime edizioni della giornata finale dell’evento. Qui verrà ricollocato il parco assistenza, avrà luogo la cerimonia finale e l’iconica prova speciale di Great Orme, sul promontorio dalle parti della cittadina costiera.

Ci troviamo nel nord del Galles, da dove partirà la gara giovedì notte (dopo lo shakedown di Gwydir nella mattinata) con un’altra novità, la prova spettacolo di Oulton Park, circuito in terra inglese (non molto distante da Liverpool) su un fondo misto che torna nel programma dopo ventisei anni di assenza. Il giorno dopo si torna nel Galles del Nord con il primo assaggio del programma che prevede nove PS, dove spiccano le immancabili prove nella zona montuosa di Snowdonia, e la breve prova-cartolina di Slate Mountains che rispetto allo scorso anno è ridotta ad un solo giro. Inoltre non possiamo non citare la Aberhirnant che chiuderà sia il loop mattutino che quello serale, in quest’ultimo caso in notturna (un ritorno alle gare dopo il crepuscolo che ha trovato l’apprezzamento di piloti come Elfyn Evans).

La giornata più dura e lunga sarà quella di sabato, che come abbiamo detto non prevede l’assistenza di metà giornata. Si entra nelle foreste gallesi con sette prove speciali in due gruppi da tre (dove svetta la classica Myherin) più la conclusiva Colwyn Bay, un’altra novità, che sarà da disputare su fondo asfaltato. Protagonista la cittadina costiera che mai prima d’ora aveva ospitato una PS, limitandosi in passato a fare da teatro alla cerimonia di apertura: così come nella Great Orme, una prova del Rally del Galles porterà la gara su un lungomare anche per fare il pieno di turisti, semplici curiosi ed appassionati.

Infine si chiude la domenica tornando nella zona settentrionale con le ultime cinque PS, tra le foreste e la prova su asfalto della immancabile Great Orme, mentre la ripetizione della Brenig, che si affaccia sul bacino idrico di Llyn Brenig, varrà come Power Stage. In tutto parliamo di 22 prove speciali per un percorso competitivo di 309,76 km (1625,14 km se contiamo anche i trasferimenti).

Rally Galles 2019: programma ed orari*

(*) Orari italiani

-Giovedì 3 Ottobre

09:00 – 11:30: Shakedown (Gwydir) 4,68 km
15:00 – Cerimonia di Partenza (Liverpool – Waterfront)
20:08 – SS 1 Oulton Park 3,58 km

-Venerdì 4 Ottobre

07:10 – Service A (Llandudno)
08:18 – SS 2 Elsi 1 11,65 km
08:46 – SS 3 Penmachno 1 16,19 km
10:56 – SS 4 Dyfnant 1 19,36 km
11:53 – SS 5 Aberhirnant 1 10,26 km
14:07 – Service B (Llandudno)
15:40 – SS 6 Elsi 2 11,65 km
16:08 – SS 7 Penmachno 2 16,19 km
16:57 – SS 8 Slate Mountain 1,60 km
17:53 – Remote Service C (Llechwedd)
19:11 – SS 9 Dyfnant 2 19,36 km
20:08 – SS 10 Aberhirnant 2 10,26 km
22:11 – Service D (Llandudno)

-Sabato 5 Ottobre

06:40 – Service E (Llandudno)
09:06 – SS 11 Dyfi 1 25,86 km
11:08 – SS 12 Myherin 1 22,91 km
12:02 – SS 13 Sweet Lamb Hafren 1 25,65 km
13:18 – Remote Service F (Newtown)
15:08 – SS 14 Myherin 2 22,91 km
16:02 – SS 15 Sweet Lamb Hafren 2 25,65 km
17:19 – SS 16 Dyfi 2 25,86 km
20:13 – SS 17 Colwyn Bay 2,40 km
20:49 – Service G (Llandudno)

-Domenica 6 Ottobre

07:00 – Service H (Llandudno)
08:28 – SS 18 Alwen 1 10,41 km
09:08 – SS 19 Brenig 1 6,43 km
10:26 – SS 20 Great Orme 4,74 km
10:42 – Service I (Llandudno)
12:10 – SS 21 Alwen 2 10,41km
13:18 – SS 22 Brenig 2 [Power Stage] 6,43 km

Come e dove vedere il Rally Galles 2019

Ricordiamo ai telespettatori che il Rally del Galles, alla pari degli altri appuntamenti del WRC 2019, è visibile sulla piattaforma in streaming DAZN, disponibile dal 21 settembre anche su Sky sul canale apposito DAZN1 (che possono vedere gli abbonati che possiedono il servizio Sky Q, My Sky HD o Sky HD e da almeno tre anni un pacchetto Sport e Calcio. Altrimenti l’utente può inserire DAZN nella sua offerta pagando 7,99 euro al mese anziché il normale costo di 9,99 euro. I primi tre mesi sono gratuiti).

L’alternativa è rappresentata da Red Bull Tv, raggiungibile sul sito ufficiale, che propone gli highlights della gara, altrimenti il canale ufficiale WRC + All Live che, tramite un abbonamento, consente di vedere le dirette delle prove speciali per cui è prevista la copertura live, le camera car, interviste, conferenze stampa e tanti altri contenuti esclusivi.

Gli iscritti al Rally del Galles 2019 ed il punto sul campionato

L’anno scorso la vittoria di Sébastien Ogier riaprì la corsa al titolo, poi vinto dal francese: proprio dal Galles l’allora pilota M-Sport innestò le basi per il suo sesto trionfo iridato. Quest’anno il portacolori Citroen ha anticipato i tempi, riaprendo i giochi nel precedente appuntamento del Rally di Turchia dopo un periodo di vacche magre sia per lui che per il team. Tra l’altro, come abbiamo visto Ogier ha un feeling particolare con l’evento britannico avendolo vinto cinque volte in carriera, mentre la Citroen C3 WRC ha dimostrato quest’anno prestazioni più convincenti su sterrato che su asfalto (sebbene il francese affronti per la prima volta il Galles con la vettura transalpina).

Al momento la situazione in classifica però vede Ogier che ha guadagnato sì una posizione dopo la Turchia, ma si trova pur sempre secondo a 17 punti di distanza dal leader Ott Tanak, che l’anno scorso dovette ritirarsi dal Rally del Galles mandando all’aria i piani d’assalto per il titolo. Un anno dopo le cose sono diverse, con l’estone che è reduce dal disastro nel precedente appuntamento in cui è stato tradito dalla sua Toyota Yaris WRC, per la terza volta quest’anno alle prese con problemi di affidabilità, ma in ogni caso resta comunque più o meno saldo in vetta, con il talento a sorreggerlo e la vettura, pur con i difetti che abbiamo visto, che forse è la più performante di quest’anno.

Al centro di una serie di speculazioni sul suo immediato futuro, dal momento che il suo contratto con Toyota Gazoo Racing scade quest’anno, Tanak dopo la Caporetto turca ha assicurato di sentirsi comunque tranquillo e completamente concentrato solo sugli ultimi round del campionato di quest’anno, sostenendo di non farsi distrarre dalle sirene del mercato visto che ci sono persone, sentenzia, che si occupano per lui di queste cose. Ovviamente sta tenendo le carte coperte, fino a quando non si sa: intanto lo vedremo difendere le sue chance iridate in Galles assieme agli scudieri Kris Meeke, pilota di casa, e Jari-Matti Latvala, vincitore della gara nel 2011 e 2012.

Tornando a Citroen, che schiererà ovviamente anche Esapekka Lappi (sul podio in Turchia subito dopo Ogier), il team proverà ad allungare la scia positiva del precedente appuntamento presentandosi con una C3 WRC che probabilmente vedrà alcuni aggiustamenti per quanto riguarda le sospensioni, in modo tale da poter migliorare le caratteristiche prestazionali in termini di trazione e di grip della vettura, che a volte hanno fatto un po’ storcere il naso ad Ogier sin dai primi test di quest’anno. L’auto comunque ha dimostrato una crescita in fatto di performance e di affidabilità durante la stagione, motivo per cui sarà da tenerla d’occhio negli ultimi tre appuntamento del WRC 2019.

Nella classifica costruttori Hyundai Motorsport resta sempre in vetta con 314 punti, inseguita da Toyota Gazoo Racing a quota 295, poi Citroen che dopo la Turchia si è avvicinata con 259 punti ed infine M-Sport ferma a 184. Il team di Andrea Adamo riesce a conservare il primato e la sua corsa al tanto agognato titolo costruttori, ma deve fare i conti con il suo pilota di punta che non riesce più non solo a vincere, ma a salire su un podio del WRC 2019. Thierry Neuville infatti non ottiene il successo quest’anno dal Rally Argentina, e l’ultima piazza d’onore risale al pressoché successivo Rally del Portogallo. Errori e sfortune lo hanno fatto scivolare al terzo posto in classifica, a 13 punti da Ogier e 30 da Tanak: le sue ambizioni per non chiudere un’altra stagione da vicecampione o peggio non sono ancora svanite visto che nei prossimi tre appuntamenti sono in ballo globalmente 90 punti in palio, ma non potrà più permettersi passi falsi se pensiamo anche al livello dei suoi avversari. Per il carismatico belga quella in Galles sarà la sua ottava partecipazione in carriera, e il suo miglior risultato è stato un secondo posto nel 2017.

Nel rally britannico Hyundai schiererà anche Andreas Mikkelsen, protagonista di una stagione in crescendo, e Craig Breen, al suo secondo impegno stagionale nel WRC con la scuderia di Alzenau e reduce dall’incursione nell’evento celebrativo in terra britannica del Rallyday, disputato sabato 21 settembre, a bordo della MG Metro 6R4 che debuttò nel Gruppo B del Mondiale 1985.

M-Sport giocherà in casa e per l’occasione potrà sfoderare l’artiglieria pesante: anzitutto, torna in pianta stabile nella line-up Elfyn Evans, dopo l’assenza forzata negli ultimi tre appuntamenti per un infortunio alla schiena rimediato all’evento promozionale del Rally Estonia qualche mese fa. Per il gallese non poteva esserci rientro più azzeccato, sia per il fatto che si corre nelle sue strade sia perché qui vinse nel 2017, interrompendo la striscia di trionfi di Ogier. Questa assenza è costata ad Evans il quarto posto nella classifica piloti che occupava prima dell’infortunio, perciò ripartirà dal nono posto con però solo 16 punti di distacco dal piazzamento poco fuori dal podio ora occupato da Mikkelsen.

Ma non è finita qui, perché M-Sport esagera e schiera, oltre ad un Teemu Suninen che ha dato buona prova di sé in Turchia e lotta anch’esso per il quarto posto nel campionato, anche Pontus Tidemand ed Hayden Paddon. Per il neozelandese si tratta del debutto nel Mondiale 2019 dopo l’occasione mancata al Rally di Finlandia, ma per lui non ci sarà una la Ford Fiesta WRC bensì quella di classe R5, in attesa di poter guidare la Plus nel conclusivo Rally d’Australia, sempre grazie ad M-Sport. Paddon si concenterà, a suo dire, a dare il meglio di sé senza curarsi della competizione con la concorrenza che, nel WRC2 Pro, non è meno che agguerrita. Al via in Galles troveremo infatti l’attuale leader Kalle Rovanpera (Skoda Fabia R5), in cerca di un rilancio dopo le vittorie mancate al Rally di Germania e in Turchia, il ritorno di Mads Ostberg (Citroen C3 R5), il compagno di team di Paddon Gus Greensmith e l’altro pilota su Fabia R5 Jan Kopecký.

Infine, nel WRC2 spicca il debutto in una gara iridata di Oliver Solberg. Il giovane figlio d’arte (ci sarà anche il padre Petter sulla stessa vettura del ragazzo, la Volkswagen Polo GTi R5, e lo zio Henning invece su Skoda Fabia R5) è reduce da un’annata da incorniciare per un pilotino neanche maggiorenne ma già capace di dimostrare la veridicità del detto “buon sangue non mente”: la vittoria al Rally Liepāja, valido per l’ERC, ed il titolo nel campionato nazionale lettone hanno dato un saggio della crescita esponenziale di questo giovane talento classe 2001, che sicuramente sarà uno dei piloti da tenere d’occhio in Galles se non altro per vedere cosa saprà fare nella sua prima gara nel Mondiale.

Inoltre, nel WRC2 dei privati troveremo ovviamente alcune presenze fisse come l’attuale leader Kajetan Kajetanowicz, Pierre-Louis Loubet, Marco Bulacia, Ole Christian Veiby, Rhys Yates, Paulo Nobre e tanti altri, tra cui i nostri Simone Tempestini, Fabio Andolfi (reduce dal podio in Turchia) ed Enrico Oldrati. In totale saranno 59 gli iscritti al Rally del Galles 2019.

Luca Santoro:
Articoli Correlati