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WRC | Quando Tanak fu sul punto di smettere con i rally: “Non avevo intenzione di continuare a fare il pilota”

Nel 2012 Ott Tanak si era ritrovato ad un crocevia che avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. Il pilota ora in forze a Hyundai Motorsport, campione WRC nel 2019, non avrebbe mai raggiunto dei traguardi del genere se in quella stagione avesse dato corso alla decisione di smettere con il mestiere di pilota.

Si trattò di un momento difficile nella carriera dell’estone, di cui si è parlato anche nel docufilm dello scorso anno a lui dedicato, Ott Tanak: The Movie. All’epoca correva con M-Sport a bordo della Ford Fiesta RS WRC, concludendo la sua prima stagione completa nel Mondiale all’ottavo posto del campionato. A mettere però le sue ambizioni alle corde fu il Rally della Catalogna, ultimo appuntamento stagionale del 2012, in cui Tanak si era pure ritrovato in testa per poi lottare per la top cinque finale. Ma un incidente proprio nella prova speciale conclusiva gli costò il ritiro ed una certa delusione da parte di Malcom Wilson, allora team principal di M-Sport.

Tanak: “Nel 2012 non fui capace di gestire la pressione”

L’estone non fu riconfermato in squadra per la stagione successiva, e difatti il 2013 fu un anno di purgatorio fuori dal WRC. Prima di poter avere una seconda chance da Wilson nella stagione successiva, Tanak sfruttò l’anno sabbatico per correre in qualche rally nazionale e lavorare dal padre, proprietario di una officina. Il futuro campione del mondo ricostruisce così sulle pagine di DirtFish quel periodo, partendo dalla sua ultima stagione del WRC prima che cominciasse una seconda – e più fortunata – parte di carriera. «Nel 2012 tutto stava accadendo a rotta di collo, è stata la mia prima stagione completa. Immagino di aver commesso molti errori, mi ero messo un po’ di pressione. Ovviamente non sono stato capace di gestire il tutto. Sono stato in grado di disputare alcune buone prove speciali [ne vinse otto in tutto, ndr], ma mai di fare un buon evento. Nel complesso, immagino sia stato un buon momento per fare un passo indietro, per prendermi del tempo. Ovviamente non è mai bello fare una pausa completa dal campionato, quindi non è stato assolutamente ottimale, ma ho dovuto farlo».

“Non basta il talento, bisogna apprendere velocemente”

Tanak però rivela che se non avesse continuato a fare il pilota avrebbe voluto comunque essere impegnato nel settore, «in qualche altro modo». «Ero ancora molto interessato a questo sport – spiega – ma come pilota, sono stato sul punto di ritirarmi quell’anno. Non avevo praticamente intenzione di continuare». Poi arrivò la chiamata di Wilson nel 2014, l’estone si giocò al meglio la sua seconda possibilità scalando le vette della disciplina sino al titolo iridato. Volgendo lo sguardo all’indietro, il pilota (recentemente tornato alla guida di una vettura rally sulle strade di casa) conclude: «Senza dubbio non imparavo le cose molto velocemente, ma il rally è un qualcosa di complicato. Ci sono così tante cose diverse che accadono, sono eventi lunghi, molto da fare, molto da gestire, molto da capire. Quindi non è mai facile, dipende tanto dall’esperienza e quindi, sì, certamente devi avere talento, ma devi anche essere in grado di apprendere rapidamente e raccogliere molte informazioni».

Luca Santoro:
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