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WRC | Citroen, abbiamo un problema: Ogier e Lappi deludono al Rally Germania. Ma il team non getta la spugna

A Citroen Racing non resta che guardare avanti, perché se rivolge lo sguardo agli ultimi appuntamenti del WRC 2019 scorgerà più bassi che alti. E il Rally di Germania non ha fatto eccezione.

Certo, il team era reduce dal podio nel precedente Rally di Finlandia grazie alla prestazione notevole dell’equipaggio formato da Esapekka Lappi e Janne Ferm. Ma il fronte più caldo sta diventando quello di Sébastien Ogier e Julien Ingrassia, che non vincono dal Rally del Messico (terzo evento della stagione, siamo arrivati al decimo perciò fate un po’ voi i conti) e non salgono sul podio dal Rally del Portogallo dello scorso maggio.

Ogier e il feeling mancato con la Citroen C3 WRC al Rally Germania

Dopo il disastroso 41esimo posto al Rally Italia Sardegna e l’opaco quinto in Finlandia, in Germania Ogier ha chiuso settimo dopo aver penato non poco con una Citroen C3 WRC che proprio non ne voleva sapere di essere performante come lui si aspettava sull’asfalto. Nonostante sia stata per l’occasione aggiornata nel motore, la vettura non ha dato al francese le risposte che si aspettava dopo le performance non strabilianti nella precedente gara su asfalto di quest’anno, ovvero il Tour De Corse. Il fondo cemento, insomma, non esalta le prestazioni della C3 WRC, ed Ogier nel corso del Rally di Germania lo ha fatto notare più volte, sino a sbottare dopo la PS17: «Non posso farci nulla. […] Non riesco a guidare questa vettura».

All’inizio il sei volte iridato lamentava problemi di sottosterzo, poi di bilanciamento dell’auto dopo un salto una volta terminata la PS9, poi deve fare i conti con una serie di stallate con il motore e alla fine della seconda tappa anche due forature (entrambe nelle due ripetizioni della Panzerplatte da più di 40 km, dove ha squarciato la gomma anche Thierry Neuville) nell’implacabile pomeriggio della base militare di Baumholder, con i suoi asfalti rovinati e polverosi. Se fino a quel momento Ogier stazionava al terzo posto, con un gap di ritardo tale da metterlo ai margini del duello tra Ott Tanak e Thierry Neuville per la vittoria finale, dopo la PS15 ruzzola all’ottavo posto per via di una seconda foratura, salutando così la possibilità di salire almeno sul podio conclusivo.

Nonostante tutti gli sforzi profusi, come è suo solito nei momenti di difficoltà, Ogier torna a casa con la coda tra le gambe ed un settimo posto finale a quasi due minuti dalla vetta. E sarebbe potuto essere stato un ottavo, se il compagno di squadra Lappi non avesse rimediato una penalità di 20 secondi per essere giunto in ritardo all’ultimo controllo orario (chiara tattica del team per fare avanzare Ogier in classifica). Questo gioco di squadra non impedisce però al francese di perdere il secondo posto in classifica piloti, scalzato da Thierry Neuville: ora si ritrova terzo a 165 punti (un punticino ottenuto grazie al quinto posto nella Power Stage), 40 in meno rispetto al leader Tanak.

«Ovviamente, non è stato il fine settimana che speravamo – allarga le braccia Ogier – ma ho dato tutto. Sono andato a tavoletta sempre, ma non era abbastanza. I tempi semplicemente non c’erano e le forature certamente non hanno aiutato. Avevamo sperato di invertire la tendenza qui, ma purtroppo la nostra situazione in campionato non è migliorata. Continuerò a combattere, come ho sempre fatto».

Un’altra prestazione non soddisfacente per Lappi

Anche per Lappi le cose non si sono messe benissimo: il secondo classificato in Finlandia staziona sempre nella parte bassa della top ten, ammettendo di non avere la stessa velocità dell’anno scorso quando in Germania chiuse al terzo posto. Non aiuta un testacoda nella PS5, ribadito nella PS10 e che ha mandato la vettura dell’equipaggio con il posteriore in un fossato ai lati della strada, per poi rischiare una crisi di nervi nelle prove di Baumholder, con tanto di salto che ha fatto vedere le stelle al pilota. Poi però la domenica risale al sesto posto, fino alla decisione della squadra di farlo arrivare al ritardo al controllo orario. Chiuderà ottavo a due minuti e due secondi dalla vetta.

Commenta Lappi: «È stato un fine settimana molto difficile per noi. Abbiamo avuto difficoltà a trovare il feeling giusto con l’auto e la velocità per lottare con i principali equipaggi. Siamo riusciti a fare alcuni piccoli passi durante il fine settimana, ma non era abbastanza. Abbiamo bisogno di più. Ho fiducia nella nostra capacità di trovare insieme le giuste soluzioni per il futuro».

Ma in Citroen prevale una certa fiducia per i prossimi appuntamenti

Citroen rimane sempre terza nella classifica costruttori con 216 punti, 73 in meno rispetto alla vetta occupata da Hyundai Motorsport, a sua volta insidiata a otto lunghezze di distanza da una scatenata Toyota Gazoo Racing. Se il ritmo degli avversari si mantiene così, le speranza di laurearsi campioni si fanno concretamente disperate. La buona notizia per Citroen è che i prossimi appuntamenti saranno su sterrato (se escludiamo la natura mista del Rally di Catalogna di fine ottobre): ma la stagione non doveva prendere questa piega, almeno nelle intenzioni iniziali del team che ha rivoluzionato la propria line-up per poter regalare alla casa francese un trionfo iridato nell’anno del centenario di Citroen.

E invece non solo il futuro del double chevron nei rally mondiali è incerto, ma pure l’immediato presente. Il team principal, Pierre Budar, fornisce la sua versione dei fatti sui risultati al Rally di Germania: «Pensavamo di aver compreso i motivi della nostra prestazione al di sotto delle attese in Corsica e di aver apportato le modifiche necessarie per questo round su asfalto. Avevamo sperato di essere tra i capofila questo fine settimana, ma la verità è che non era proprio così. Questo fine settimana eravamo più vicini ai leader della gara che in Corsica, ma ancora troppo lontani per essere soddisfatti».

Secondo Budar, il problema risiede nella preparazione all’evento: «Abbiamo chiaramente mancato qualcosa nella nostra preparazione. L’unica giornata intera di test condotti da Sébastien e Julien è stata interrotta dalla pioggia, qualcosa che non abbiamo avuto durante il Rally di Germania che abbiamo corso. Questo ci ha impedito di completare il nostro programma di test su asfalto asciutto». Quello che era parso come un vantaggio per affinare il set-up durante i test, ovvero la pioggia, ha invece rappresentato un impiccio. «Siamo stati anche sfortunati con le due forature subite da Sébastien e Julien nella base militare Baumholder – prosegue Budar – quando erano ancora in lizza per un podio. In ogni caso, i nostri equipaggi hanno provato duramente tutta la settimana, cercando sempre di ottenere il massimo assoluto dall’auto, indipendentemente dalle circostanze. Questo è anche il motivo per cui, mentre cercavano di compensare i problemi di gestione, hanno finito per fare alcuni errori minori. Nemmeno il team tecnico ha mai mollato, nonostante l’evidente delusione, ed è questo spirito combattivo – combinato con le lezioni apprese qui – che ci consentirà di uscire più forti da questo test».

Sì, ma per Citroen questo WRC sta prendendo una piega non proprio felicissima nel frattempo: «Ora siamo ovviamente in una situazione più difficile nel campionato. Ma non siamo il tipo di gente che rinunci mentre sussiste ancora speranza. Ci sono ancora quattro appuntamenti, tra cui alcuni degli eventi più difficili del campionato, quindi possono ancora succedere molte cose. Abbiamo un test pre-evento per la Turchia in arrivo la prossima settimana e combatteremo fino alla fine della stagione uniti, con impegno e passione».

Crediti Immagine di Copertina: © Citroën Racing

Luca Santoro:
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