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Ott Tanak, forse devi darti una calmata

Che Ott Tanak sia un pilota tanto capace quanto puntiglioso è cosa nota, ma d’altronde i campioni devono essere pignoli ed aspettarsi di poter avere i mezzi all’altezza del loro talento. A volte però il carattere dell’estone, che non è certo dei più espansivi in genere, rischia di condurlo verso una eterogenesi dei fini, in altre parole rendendolo leggermente antipatico.

La polemica tra Tanak e Neuville

Nel vittorioso fine settimana dell’Ypres Rally, terzo successo stagionale per il pilota di Hyundai Motorsport, c’è stato spazio anche per uno screzio a distanza con il compagno di squadra Thierry Neuville. Lo sfortunato belga (era in testa sino alla PS15 di sabato , per poi perdere ogni speranza di prima vittoria stagionale davanti al pubblico di casa a causa di una rovinosa uscita di strada con la i20 N Rally1) aveva commentato nella mattinata di sabato i problemi alla trasmissione lamentati da Tanak, che è sempre rimasto alle spalle del compagno di team per poi ereditarne la leadership quando più tardi quest’ultimo ha subito l’incidente. Neuville aveva detto, in maniera scherzosa: «Se Ott ha problemi, allora io sto correndo con solo tre cilindri».

Apriti cielo. La vendetta è un piatto che va servito freddo, e dopo che il belga aveva dissipato le sue chance di vittoria Tanak ha commentato velenoso: «Come lui ha detto prima, probabilmente non ho problemi. È sicuramente un peccato quello che gli è successo di sicuro, ma penso che all’interno della squadra non dovremmo combattere tra di noi, ma concentrarci nell’affrontare gli altri». Ancor prima aveva detto, sempre riguardo il compagno di squadra: «Non so con che intenzioni abbia detto quella cosa, non riesco proprio a capire, ma non mi interessa».

Il chiarimento di Neuville

Neuville in seguito ha poi rivelato di aver parlato con Tanak: «Penso che abbia chiaramente frainteso quello che stavo dicendo. Ci è stato detto a fine prova che Ott stava avendo problemi e ho visto il suo tempo; era tipo tre secondi più lento, se ricordo bene. Perciò ho scherzato sul fatto che se proprio aveva dei problemi, allora io guidavo con tre cilindri. Era una battuta. Ma non ho detto altro sui suoi eventuali guai».

Tutto chiarito? Insomma. Intanto tra i due, che condividono la squadra dal 2020, è esplosa ufficialmente la rivalità. Ma poi c’è da dire che non è la prima volta che qualcuno definisce esagerati i problemi lamentati da Tanak, che ad ogni gara ha avuto da ridire sulla propria i20 N Rally1, arrivando pure a fare commenti sarcastici («Pensavo di avere qualcosa di rotto nella parte posteriore […] ma poi ho capito che si trattava della mia auto», ha detto dopo la PS3 dell’Ypres Rally). Di recente infatti uno come Esapekka Lappi ha messo un po’ all’angolo Tanak: in occasione del Rally di Finlandia poi stradominato dall’estone, il pilota di Toyota ha insinuato che quest’ultimo stesse prendendo in giro un po’ tutti con la storia dei problemi con la i20.

Tanak “licenzia” Moncet (davvero dimessosi?)

Ma Tanak è così, non gli importa di piacere, un po’ come il suo ex team principal Andrea Adamo, che lo volle in Hyundai Motorsport e con il quale i rapporti erano ottimi. Il campione WRC 2019 d’altronde non è uno che vuole fare l’affabile ed il simpatico ad ogni costo, e ha sempre dimostrato di dire ciò che pensava senza filtri e in maniera lucida, come le dichiarazioni recenti sul fatto che Julien Moncet, vicedirettore di Hyundai Motorsport, dovrebbe tornare ad occuparsi del powertrain e non fare il team principal (AutoSprint rivela addirittura che il francese dopo Ypres lascerà il proprio incarico, sostituito dal connazionale Eric Boullier, già team principal in F1 di Louts Renault e direttore sportivo di McLaren). Si vociferava un tempo pure di un rapporto non proprio strettissimo con il suo copilota Martin Järveoja, e nel 2020 fece pure saltare la mosca al naso al suo ex capo ai tempi di Toyota Tommi Makinen, che mal digerì una condotta di gara del pilota Hyundai volutamente lenta in una prova speciale del Rally di Turchia per preservare le gomme.

Attualmente Tanak è l’unico che potrebbe impensierire Kalle Rovanpera nella sua marcia trionfale per il titolo 2022. Ma se è vero che il presidente FIA Mohammed Ben Sulayem, non appena insidiatosi, aveva espresso il desiderio di vedere nel WRC piloti e campioni che potessero bucare lo schermo e trascinare un pubblico generalista, ci permettiamo di far notare che sicuramente Tanak farà sfracelli con i tifosi di casa, sempre molto appassionati nelle varie tappe del campionato seguendo il proprio beniamino, ma difficilmente con questo atteggiamento potrà scaldare i cuori del resto del popolo dei rally. 

Luca Santoro:
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