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Monza Rally Show 2018 | Mario Isola: “Pirelli continua ad investire nel Motorsport per non smettere di crescere” [INTERVISTA]

10.11.2018 - Free Practice 3, Mario Isola (ITA), Pirelli Racing Manager

DA MONZA – La stagione 2018 di Pirelli è stata decisamente impegnativa, ma Mario Isola può dirsi più che soddisfatto dei risultati ottenuti nei campionati Formula, Gran Turismo, Rally e Hill Climb, come ci ha raccontato lui stesso in questa lunga intervista nella cornice del Monza Rally Show.

Una panoramica sulla stagione 2018

“Nel 2018 siamo stati impegnati in oltre 230 campionati in tutto il mondo. Siamo stati impegnati in F1, F2, Gp3 (che nel 2019 diventerà la Formula 3 Internazionale), siamo stati impegnati in molte serie che supportano la crescita di giovani piloti come la Formula 4 Italia, abbiamo vinto il bando per la Formula 3 Regional European, siamo stati sempre impegnati nel mondo del rally e nel mondo delle auto Gran Turismo, con Blancpain GT Series in Europa, Pirelli World Challenge in America e tutto il mondo GT4 che è in grande crescita”.

“Direi quindi che il Motorsport si conferma come una delle attività in cui Pirelli investe tantissimo, per sviluppare tecnologia e continuare a crescere. In Formula 1 abbiamo reso tutte le mescole più morbide, con l’obiettivo di aumentare il numero di pit stop. L’obiettivo è stato raggiunto solo in alcune corse, perché le squadre hanno optato quasi sempre per strategie più conservative”.

“Nel GT ad inizio anno abbiamo introdotto un nuovo prodotto che si chiama DHD2, che prestazioni molto simili al vecchio prodotto, ma rappresenta uno step notevole come qualità. La difficoltà nel GT sta nel fornire la stessa gomma a macchine di dieci costruttori diversi, quindi dev’essere uno pneumatico che si adatta a tante vetture, tante configurazioni, motori centrali o anteriori: con tre misure dobbiamo coprire tutto il panorama delle GT”.

“Nel mondo del rally siamo in competizione con altri costruttori. Quest’anno abbiamo vinto il campionato italiano, eravamo presenti nel junior europeo, nel junior mondiale; con faggioli abbiamo tentato l’assalto alla Pikes Peek, un’esperienza difficile. Siamo arrivati a un soffio della vittoria in una cornice molto difficile, in cui ci sono esperti della specialità, mentre noi abbiamo debuttato nel mondo Hill Climb solo da poche stagioni. Le gare sono velocissime, composte da tracciati di pochi km, quindi le mescole devono essere molto morbide e pronte immediatamente dal primo metro, senza riscaldamento”.

Tra Formula 1 e Formula 2 riuscite a scambiare informazioni o a utilizzare gli stessi materiali?

“Dipende dalle aree. Ci sono concetti che possono essere ripresi dalla Formula 1 alle formule minori: un esempio che faccio spesso è il tallone della gomma di F1 che abbiamo trapiantato addirittura sul prodotto stradale. La differenza tra F1 e F2 è che quest’ultima non utilizza le termocoperte, quindi i battistrada devono essere costruiti diversamente. I materiali di rinforzo, i tessuti con cui facciamo le carcasse, piuttosto che le mescole del fianco, sono utilizzabili in entrambe le serie invece”.

“Un altro esempio: qualche anno fa pareva che la Formula 1 volesse adottare gli pneumatici da 18 pollici. Allora era venuta l’idea di introdurli un anno prima in Gp2. Abbiamo quindi preparato una gomma da 18 pollici per la Gp2, pronta all’utilizzo, anche se poi non l’idea è tramontata”.

Quali saranno le maggiori novità nel 2019?

“Nel panorama dei rally continuiamo a sviluppare i nostri prodotti perché corriamo contro dei competitor. Nel GT manterremo il prodotto stabile per facilitare il lavoro delle squadre che sono spesso private. Nel mondo dell’Hill Climb stiamo completando la gamma misure visto che le vetture impegnate sono molto diverse tra loro. Inoltre, recentemente Lamborghini ha lanciato un monomarca di ispirazione rallycross con la Urus e noi saremo coinvolti, sarà un’avventura molto diversa e nuova”.

“Infine c’è il mondo delle auto elettriche. Qualche anno fa abbiamo deciso di rinunciare alla Formula E perché non avevamo abbastanza risorse per affiancare un altro campionato così importante alla Formula 1, ma teniamo sotto controllo il mondo elettrico che sta crescendo a vista d’occhio”.

Mattia Tremolada:
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