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Dakar | Stephane Peterhansel 14 volte campione: è sua anche l’edizione 2021

Un dominio da consumato fuoriclasse quello di Stéphane Peterhansel nella Dakar 2021, vinta dalla leggenda transalpina assieme al suo copilota (per un equipaggio che si è formato come tale per la prima volta in occasione di questa edizione) Edouard Boulanger a bordo del buggy Mini John Cooper Works del team X-Raid.

Peterhansel campione nei tre continenti della Dakar

A trent’anni dal suo primo successo alla Dakar, allora nella categoria delle Moto, Peterhansel ottiene così il suo quattordicesimo titolo per una carriera che non ha pari: sei trionfi a due ruote, otto (incluso quest’anno) con le Auto, ultima delle quali ottenuta nel 2017. La sua è stata una gara che ha reso tridimensionale il concetto di consistency, termine popolarissimo nel motorsport e difficilmente traducibile in italiano senza ridurne il significato: non è solo costanza, è proprio la capacità di tenere un ritmo coerente senza sbavature e sempre ad alti livelli, mantenendo prestazioni e concentrazione sempre eccellenti. Peterhansel nella Dakar 2021 ha vinto una sola tappa, la nona, ma ha tenuto la testa della classifica dalla seconda frazione ad oggi.

«Sentivamo ogni giorno di avere tutto da perdere, quindi è stato complicato da gestire, ma alla fine abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro insieme ad Edouard, per la sua prima gara con una vettura di vertice», sono alcune delle parole del neocampione 2021 al traguardo della Tappa 12, l’ultima, da Yabu a Gedda. «Sicuramente per me sono uno o due record in più: 14 vittorie, in tre continenti e anche nell’anniversario della mia prima vittoria 30 anni fa oggi. È una lunga carriera nel motorsport. L’esperienza e la capacità di mantenere la calma hanno contribuito alla vittoria, credo, ma non so», si smarca Peterhansel, che ha vinto in Africa, Sudamerica ed infine in Medio Oriente. E sul suo nuovo navigatore ha ulteriormente aggiunto: «Il duo con Edouard è davvero fantastico, bisogna dirlo. Ha tutte le qualità per essere il miglior copilota nei rally raid e ha imparato molto velocemente. Non ha commesso errori e ha capito tutto molto velocemente. Condividiamo la stessa passione perché in passato era un motociclista». 

Al Attiyah sul podio, ma si scaglia contro le norme tecniche

Nasser Al-Attiyah paradossalmente ha ottenuto più vittorie di tappa rispetto al rivale, ben sei se contiamo anche il prologo, ma questo non ha fatto in modo che il qatariota riuscisse a colmare il gap da Peterhansel, dietro il quale si è piazzato dalla terza frazione in poi. Chiude quindi da vicecampione 2021 con poco meno di quattordici minuti dal trionfo. «Probabilmente Nasser ha commesso il primo errore nel prologo», ha spiegato Peterhansel riguardo a cosa ha fatto la differenza quest’anno. «Ha vinto il prologo e penso che sia stato il suo primo errore. Probabilmente ha perso la Dakar perché voleva vincere il prologo», dove il francese invece si piazzò quattordicesimo. Il rivale su Toyota Hilux ufficiale, da par suo, ha puntato il dito contro le continue forature, che già lo scorso anno pregiudicarono la sua vittoria: «Non è stato davvero facile. È esattamente come l’anno scorso, abbiamo davvero faticato con le gomme. Spero che per il prossimo anno ci siano regole migliori per tutti. Ci dovrebbe essere un regolamento sui pneumatici per il prossimo anno che sia lo stesso per i buggy a due ruote motrici e per noi sui 4×4 a quattro ruote motrici. Abbiamo davvero avuto molte forature. Ho forato più di 16 pneumatici», ha spiegato Al-Attiyah, che nel 2020 forò invece 18 volte.

Le vetture a quattro ruote motrici, rispetto ai buggy 2RM come quello di Peterhansel, a norma di regolamento hanno un tetto per l’escursione delle sospensioni che non deve superare i 280 mm, mentre quelle a trazione posteriore, con gomme più grandi, non hanno alcun limite. E probabilmente sta qui il motivo delle continue forature di mezzi come gli Hilux Toyota. Sia come sia, Peterhansel ha liquidato la questione servendo del thè bollente all’avversario tre volte campione del rally raid: «Quando non vinciamo, non ci mettiamo a frignare. È solo un problema di ego. Se avesse avuto un ego leggermente diverso – ha detto riferendosi ad Al-Attiyah e alla sua vittoria nel prologo -, avrebbe potuto vincere la Dakar».

Sainz si ferma al terzo posto

Al terzo posto della classifica finale troviamo il campione uscente Carlos Sainz, che ha pagato una gara che in generale è stata sfortunata soprattutto a livello di navigazione, vera croce dello spagnolo quest’anno, tanto da sbottare contro questa maggiore enfasi che hanno voluto dare gli organizzatori quest’anno. Sia come sia, l’altro X-Raid Mini chiude con tre vittorie di tappa, inclusa l’ultima, e una continua rincorsa ai due rivali davanti a lui mantenendo il terzo posto dalla quarta frazione in poi, per poi concludere a un’ora di ritardo da Peterhansel.

Dakar 2021, Auto: gli altri piazzamenti finali

Medaglia di legno alla Dakar 2021 per Jakub Przygónski (Orlen Team / Overdrive) con due ore e mezza di gap, eguagliando il risultato ottenuto nel 2018 in una delle sue dodici partecipazioni alla gara. Quinto posto per Nani Roma, che regala al Bahrain Xraid Team e a Prodrive (che sviluppato il BRX T1 Hunter) un posto nella top 5 a tre ore e venti di gap: un risultato discreto per lo spagnolo ed anche per il suo team, che ricordiamo debuttava con un mezzo praticamente nuovo e con alle spalle giusto una serie di test iniziati pochi mesi fa. Peccato il ritiro dell’attesissimo Sébastien Loeb, al ritorno nella Dakar dopo un anno di assenza con ben altre ambizioni, infrante in una gara che per lui quest’anno è stata una vera via crucis: il BRX necessita di maggior rodaggio, almeno per quanto riguarda la crescita in termini di affidabilità.

Sesto posto finale per Vladimir Vasilyev, per X-Raid Mini (ma su un mezzo 4×4), settimo per lo sceicco Khalid Al Qassimi sul Peugeot 3008 DKR per Abu Dhabi Racing, ottavo Giniel De Villiers, altro pilota Toyota Gazoo Racing tra quelli superstiti (ritiro per il rookie Henk Lategan, fuori per un incidente nella tappa 5 ma che ha dimostrato sprazzi interessanti di talento). Infine, la top ten si chiude con il nono posto dell’ex WRC Martin Prokop (su Ford Raptor RS per Orlen Benzina Team) ed il decimo di un’altra leggenda della Dakar, Cyril Desprès su 3008 DKR.

Dakar abbastanza amara per il pilota di casa, Yazeed Al-Rajhi, solo sedicesimo a quasi sette ore di ritardo. Il saudita sull’Hilux Overdrive ha alternato momenti felici, come le sue due vittorie di tappa nella seconda settimana, ad una sfilza di imprevisti soprattutto meccanici, che lo hanno tormentato anche nell’ultima giornata quando il suo mezzo ha avuto un guasto al motore. Disastro anche per Mathieu Serradori, che dopo aver vinto una tappa lo scorso anno sembrava destinato ad una ulteriore crescita con il suo Century CR6, ma ha dovuto poi fare i conti con problemi tecnici e di navigazione.

Dakar 2021, Auto: la classifica finale

 

POS. EQUIPAGGIO TEAM TEMPO
1
(FRA) STÉPHANE PETERHANSEL
(FRA) EDOUARD BOULANGER
X-RAID MINI JCW TEAM 44H 28′ 11”
2
(QAT) NASSER AL-ATTIYAH
(FRA) MATTHIEU BAUMEL
TOYOTA GAZOO RACING + 00H 13′ 51”
3
(ESP) CARLOS SAINZ
(ESP) LUCAS CRUZ
X-RAID MINI JCW TEAM + 01H 00′ 57”
4
(POL) JAKUB PRZYGONSKI
(DEU) TIMO GOTTSCHALK
ORLEN TEAM/OVERDRIVE + 02H 35′ 03”
5
(ESP) NANI ROMA
(FRA) ALEXANDRE WINOCQ
BAHRAIN RAID XTREME + 03H 21′ 48”
6
(RUS) VLADIMIR VASILYEV
(RUS) DMITRO TSYRO
X-RAID TEAM + 03H 29′ 38”
7
(ARE) SHEIKH KHALID AL QASSIMI
(FRA) XAVIER PANSERI
ABU DHABI RACING + 03H 33′ 31”
8
(ZAF) GINIEL DE VILLIERS
(ESP) ALEX HARO BRAVO
TOYOTA GAZOO RACING + 03H 57′ 39”
9
(CZE) MARTIN PROKOP
(CZE) VIKTOR CHYTKA
BENZINA ORLEN TEAM + 04H 09′ 21”
10
(FRA) CYRIL DESPRES
ABU DHABI RACING + 04H 51′ 09”

 

 

Luca Santoro:
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