WRC | Safari Rally, le misure per rispettare la fauna locale ed evitare rischi per la sicurezza

L'incognita della fauna locale

Rispetto ad altri round del WRC, il Safari Rally pone la questione della fauna selvaggia giustamente libera di aggirarsi tra le prove speciali. Ecco perciò come si muoveranno gli organizzatori al riguardo
WRC | Safari Rally, le misure per rispettare la fauna locale ed evitare rischi per la sicurezza

Allo scorso Arctic Rally Finland, disputato a febbraio sulle nevi e nelle foreste in prossimità del Circolo Polare Artico, il finnico pilota di casa Esapekka Lappi aveva messo in guardia i colleghi dai rischi di incrociare dei lupi durante le prove speciali, soprattutto nell’eventualità che una vettura si fermasse nel bel mezzo di una PS boschiva. Qualche mese dopo e ad una diversa latitudine, il problema della fauna selvaggia si ripropone nel WRC in maniera più dirompente, in occasione del Safari Rally in Kenya partito oggi con lo shakedown.

Altri climi, altri contesti naturali, con la biodiversità africana che ha già fatto capolino durante le ricognizioni: giraffe, zebre, antilopi, elefanti e così via sono stati spettatori di questa invasione di campo da parte degli equipaggi del Mondiale, che torna dopo 19 anni in Kenya (e possiamo immaginare come una situazione del genere possa spaventare o mettere sotto stress gli animali). Nessun problema di sorta nello shakedown, ma da domani partirà la gara che si svilupperà lungo tutto il fine settimana, toccando zone forestali e gli sconfinati spazi della savana. 

Nessuna modifica speciale alle vetture per affrontare il Safari Rally

Come riporta AutoSport, rispetto alle edizioni del Safari svoltesi nel WRC sino al 2002 le vetture non presenteranno modifiche particolari per fronteggiare eventuali incontri ravvicinati con la fauna locale. Se guardiamo ai mezzi in gara di qualche decennio fa, notiamo come fossero montate nel paraurti anteriore delle barre accessorie di rinforzo (in pratica, dei bull bar), che però non saranno omologate per questa edizione. «Non abbiamo bull bar, quindi incrocio davvero le dita sia per il mio rally che per la mia coscienza, proverei molto disappunto nel colpire un animale e avrei grossi problemi a tornare a casa», ha detto con fare pratico Sébastien Ogier dopo le ricognizioni, primo nello shakedown di oggi e notoriamente dotato anche di una certa coscienza ambientalista. Thierry Neuville gli ha fatto eco, parlando di alcune antilopi che attraversavano la strada durante le recce di prove speciali che, ricordiamo, affronteranno da domani. «Naturalmente in tali situazioni potremmo aver bisogno di accettare a volte di perdere un po’ di tempo, non puoi davvero sapere come si comportano quando corrono in tutte le direzioni», ha aggiunto il belga.

Per motivi di contenimento di costi, i team hanno preferito non approvare vaste modifiche alle vetture: al limite verrà rinforzata qualche parte, ma ognuno va in ordine sparso (e c’è pure chi si ritrova con una forza lavoro sul luogo ridotta al minimo, solo tre persone per auto WRC per motivi di difficoltà logistiche negli spostamenti in tempi pandemici, quale è il caso di M-Sport). 

I chiarimenti dal Safari Rally sulla fauna selvaggia locale

L’organizzazione è corsa quindi ai ripari rassicurando tutti sui rischi molto limitati di incontri/scontri con la fauna locale, tramite una dichiarazione FIA indirizzata ad AutoSport che mette alcuni puntini sulle i. «Tutte le prove speciali del Safari Rally Kenya si svolgono in riserve private. Queste terre possono espandersi per migliaia e migliaia di acri. Sono allevamenti attivi ma ospitano anche la grande varietà di animali selvatici che si aggirano per la zona. I percorsi scelti, ad eccezione di Chui Lodge e Oserian, sui quali non si è mai svolta la gara prima d’ora, sono regolarmente utilizzati dagli eventi KSMF [cioè, la Federazione motorsportiva del Kenya, ndr] e dall’African Rally Championship. È molto insolito che un’auto in competizione si scontri con un animale.

Per il round del World Rally Championship avremo un elicottero che attraverserà prima della partenza delle PS il percorso, in modo di tenere lontani gli animali dalla strada. Ci sarà una carovana di safety car di otto auto che controllerà il percorso in anticipo rispetto alle vetture in gara; questo per controllare il percorso, assicurarsi che sia impostato secondo il piano di sicurezza e per garantire che tutti siano in un luogo sicuro prima della prima vettura da rally. Queste auto avranno anche l’effetto di tenere gli animali lontani dalla strada. Durante lo svolgimento di ogni prova speciale avremo i Kenya Wildlife Services Rangers nelle prove speciali, i nostri commissari radio e i nostri commissari di sicurezza. I commissari di sicurezza avranno tutti dei fischietti e clacson per avvertire gli spettatori dell’avvicinarsi delle auto ma anche per causare rumore per tenere lontani gli animali. La fauna selvatica è sempre stata parte integrante del Safari Rally Kenya e si aggiunge al colore e all’atmosfera unica del rally. Si sta facendo molto per proteggere gli animali e i concorrenti gli uni dagli altri. Questa è la prima volta in 19 anni che il World Rally Championship torna in Africa. Sarà una grande avventura e molto diversa da qualsiasi altra tappa del WRC». Questo poco ma sicuro.

Crediti Immagine di Copertina: Toyota Gazoo Racing

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