WRC | L’entusiasmo di Oliver Solberg dopo l’ottimo debutto sulla Hyundai i20 WRC all’Arctic Rally e la delusione di Loubet

I due opposti stato d'animo dei giovani piloti

Un esordio sontuoso per Oliver Solberg sulla Hyundai i20 WRC: il pilota commenta la sua bella gara all'Arctic Rally Finland, mentre l'altro pilota sulla stessa vettura privata, Loubet, fa il bilancio delle sue sfortune
WRC | L’entusiasmo di Oliver Solberg dopo l’ottimo debutto sulla Hyundai i20 WRC all’Arctic Rally e la delusione di Loubet

Oliver Solberg probabilmente sarà abituato al fatto di vedersi affibbiare l’etichetta di “rivelazione” ma, al costo di sembrare ripetitivi o banali, il giovane pilota si è dimostrato ancora una volta tale all’Arctic Rally Finland. Ed ancora una volta ha stupito, nel suo debutto su una World Rally Car.

L’ottimo risultato di Oliver Solberg sulla Hyundai i20 WRC

Il team principal di Hyundai Motorsport Andrea Adamo ha infatti avuto l’idea, dopo un Rallye di Monte Carlo un po’ deludente per la squadra, di dare una scossa all’ambiente regalando al figlio d’arte da loro ingaggiato per il WRC2 (e quindi normalmente in gara sulla i20 R5) l’opportunità di esordire in gara nientemeno che con la i20 Coupé WRC privata del team 2C Competition. Chiamato principalmente anche per fare esperienza e divertirsi, Solberg ha ripagato degnamente la fiducia concessagli conquistando ottimi tempi (in alcune PS anche a ridosso dei migliori tre), reggendo la pressione con il suo solito carattere gioviale, non sfigurando nel confronto con rivali di più esperienza e cogliendo alla fine un buon settimo posto finale, ad un minuto e quaranta dal vincitore Ott Tanak (e sarebbe potuto essere anche sesto il posto, se non fosse stato per una girata nell’ultima prova speciale).

“La cosa più grande che io abbia mai fatto in carriera”

Quindi, in complesso un’ottima prova sulla i20 WRC per questo giovanotto di primo pelo con una vettura di tale livello. «Meglio di quanto ci aspettassimo», ha riconosciuto lo stesso Adamo, che ha di sicuro fatto un gran bell’investimento per il futuro ingaggiando Solberg nelle fila di Hyundai. Il figlio di Petter, un po’ in apprensione per il pargolo in questo esordio ma comunque orgoglioso come mamma Pernilla, ha commentato alla fine della sua gara: «Non credo di avere davvero le parole per dire come mi sento. È davvero incredibile e la cosa più grande che abbia mai fatto nella mia carriera. Ad Andrea, a tutti in Hyundai Motorsport e al team 2C Competition, voglio solo dire grazie. Siamo nella città di di Babbo Natale, e penso che mi abbia fatto un regalo fantastico!».

Oliver Solberg è un fiume in piena: «Quando Andrea ha parlato della possibilità che io facessi questo rally, ero così eccitato. Ma allo stesso tempo, mi chiedevo: cosa succederà? Come sarà? Sapevo che sarebbe stato difficile capire l’aerodinamica [ben diversa rispetto alle Rally2 di livello inferiore, ndr]. Ma ero abbastanza fiducioso che mi sarei sentito a mio agio a quella velocità. Non mi aspettavo di fare questo tipo di tempo così presto nel rally. E ‘stato così divertente. Prima dell’evento Andrea mi ha detto che non c’era pressione e che dovevo assicurarmi di sorridere. E sorrido più che mai».

Il confronto con Ogier

Il ragazzo, guidato eccezionalmente alle note da Seb Marshall giacché Aaron Johnston positivo al Covid, ha poi parlato del confronto ad armi pari con un sette volte campione del mondo come Sébastien Ogier: «La Hyundai i20 Coupé WRC è stata fantastica da guidare, così tanto grip, così tanta potenza […]. Quando ero in auto e nel bel mezzo della gara, stavo solo guidando e non pensavo davvero a cosa significasse veramente tutto. Ma quando ero tra le prove speciali e ci siamo fermati dietro Sébastien Ogier per cambiare la ruota e lavorare sulla vettura prima della tappa, mi sono fermato un po’ e mi sono detto: “Wow! È semplicemente fantastico: sono qui e combatto con il campione del mondo! Certo, capisco che Séb ha avuto una posizione di partenza difficile sulla strada e che gli è costata tempo venerdì, ma è stato molto bello correre con lui. È un bravo ragazzo. Ci sono state diverse volte in cui ero un po’ frustrato, come durante l’ultima PS. Sono andato in testacoda vicino al traguardo e la cosa mi è costata il sesto posto. Il sesto posto sarebbe stato bello, ma ricorderò questo risultato con i primi cinque [ottenuti] su sei prove. È molto più di quanto avessi potuto sognare. È incredibile».

Loubet si lecca le ferite

Diverso stato d’animo per l’altro pilota sulla Hyundai i20 WRC di 2C Competition, ovvero Pierre-Louis Loubet. Il francese ha dovuto fare i conti con una foratura nella PS2, problemi al turbo del motore nella giornata di sabato (cosa che lo ha spinto al ritiro momentaneo) in cui era l’apripista ed infine un testacoda nella Power Stage finale. Insomma, un incubo. «Sono francamente deluso perché avevamo un grande potenziale», ha commentato in una intervista rilasciata a RallyeSport. «Abbiamo trovato qualcosa che funzionava davvero bene ma non siamo stati in grado di dimostrarlo davvero. Ma ci prenderemo la nostra rivincita, non lasceremo andare e lotteremo, come quando correvo nelle R5, dove bisognava perseverare per vincere. Mi sono divertito troppo sulla neve, ed è ancora più frustrante aver incontrato questi problemi. La top 5 era giocabile rispetto ai tempi della prima speciale», dove Loubet aveva ottenuto il sesto miglior tempo a 17,4 secondi dal primo posto.

Il francese ora guarda avanti, ai prossimi appuntamenti dove ritroverà una i20 WRC aggiornata. «Per il prossimo rally avremo una grande evoluzione sulla vettura. Attualmente stiamo utilizzando la geometria e gli ammortizzatori che sono stati sfruttati all’inizio della stagione 2019! Dalla Croazia [prossimo round del Mondiale, su asfalto, ndr] saremo allo stesso livello degli equipaggi ufficiali anche se mancheranno ancora cose in altri settori, in particolare l’aerodinamica con l’ala e il diffusore, sebbene il guadagno di prestazioni non sia stato esattamente dimostrato».

Crediti Immagine di Copertina: Hyundai Motorsport

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