WRC | Hyundai Motorsport, obiettivo centrato: il titolo costruttori 2019 è suo

Ripercorriamo il 2019 di Hyundai nel WRC

Con la cancellazione del Rally Australia, Hyundai Motorsport ha vinto matematicamente il titolo costruttori 2019 del WRC. Resoconto di una stagione di successo
WRC | Hyundai Motorsport, obiettivo centrato: il titolo costruttori 2019 è suo

Non era certo così che si aspettava di festeggiare il tanto agognato titolo costruttori Hyundai Motorsport, anche perché il momento è particolarmente delicato.

Il pensiero alle popolazioni colpite dagli incendi in Australia

La scuderia di Alzenau infatti è matematicamente vincitrice del WRC 2019 dopo la cancellazione del Rally Australia, ultimo appuntamento di stagione che avrebbe dovuto tenersi questo weekend. Tuttavia, i roghi di proporzioni catastrofiche hanno messo in discussione sia la sicurezza che l’opportunità di gareggiare nel Nuovo Galles del Sud, zona del Paese dove erano state approntate le prove speciali ma funestata dagli incendi. Ecco quindi che un velo di tristezza adombra questo risultato per il quale Hyundai Motorsport ha investito molto e che era ormai l’obiettivo necessario e fondante di stagione su richiesta della casa coreana.

Perciò il primo pensiero va a coloro che in Australia stanno vivendo momenti terribili per via dei roghi, come spiega il presidente di Hyundai Motorsport GMbH Scott Noh: «Innanzitutto i nostri pensieri sono con tutte le persone che sono state colpite dai devastanti incendi nella regione del Nuovo Galles del Sud, in Australia e nelle zone vicine». Una doverosa premessa per onorare il sacrificio delle comunità locali chiamate a fronteggiare una apocalisse, frutto di un mondo sempre più fuori controllo dal punto di vista climatico e non solo.

La stagione vincente di Hyundai Motorsport

Noi ci occupiamo di sport, perciò voltiamo pagina e approfondiamo la portata del successo di Hyundai, prima nella classifica (congelata) dei costruttori con 18 punti di vantaggio su Toyota Gazoo Racing, che fallisce la doppietta dopo il trionfo dell’anno scorso. Stanchi di vedere tanti sforzi mai culminati nella conquista della vetta del Mondiale Rally, i coreani hanno pensato per questa stagione di dare una sferzata alla squadra chiamando a dirigere il team Andrea Adamo, l’ingegnere piemontese già artefice degli ottimi risultati nel settore delle corse clienti con le i20 R5 e su pista con le i30 N TCR, con tanto di trionfo nel WTCR 2018 con Gabriele Tarquini.

Con piglio deciso, fare apodittico e calma sabauda il team principal ha ripreso la squadra ereditata dalla precedente gestione targata Michel Nandan e l’ha portata a conquistare alle fine 380 punti, frutto di undici podi su tredici gare disputate, incluse quattro vittorie: tre ad opera di Thierry Neuville ed una, sorprendente, opera di Dani Sordo. Adamo ha stupito tutti quando ad inizio stagione mise le basi del metodo che avrebbe contraddistinto la sua azione nel corso del campionato, ovvero la rotazione dei piloti, titolari inclusi. Se Neuville ha avuto il sedile blindato dal primo all’ultimo appuntamento, giacché formalmente capitano della squadra, il resto della compagine è stata rimaneggiata a seconda delle necessità.

Il metodo Adamo

Andreas Mikkelsen è stato il caso più emblematico del metodo Adamo: ufficialmente pilota fisso, poi a sorpresa lasciato a casa per volere del team principal al Tour De Corse, sostituito da Sordo. Il copione si è ripetuto in Portogallo e poi in Catalogna, ormai ultimo evento dell’anno, con il norvegese che praticamente non ha mai battuto ciglio smaltita la sorpresa iniziale. «Quando si ha a che fare con professionisti e piloti intelligenti, i problemi si riducono automaticamente», ci disse Adamo durante il Rally Italia Sardegna per spiegare le sue scelte. Come ha rimarcato più volte, le sue decisioni erano volta alla massima ottimizzazione delle risorse in suo possesso, anche usufruendo di piloti esterni alla squadra come Craig Breen, altro coniglio tirato fuori dal cilindro quest’anno da Adamo e che ha debuttato sulla i20 Coupé WRC al Rally di Finlandia.

«Questa stagione è stata incredibilmente dura e competitiva, di sicuro avremmo voluto combattere fino alla fine, ma possiamo tutti essere orgogliosi di ogni nostro risultato individuale, come membri di un team che ha conquistato questo un grande successo collettivo», sono le parole di Adamo. Al di là del team, sono stati buoni anche i risultati dei singoli piloti.

I risultati dei piloti di Hyundai Motorsport

Neuville, ad esempio, ottiene il suo quarto titolo di vicecampione con 227 punti, il saldo più alto da quando corre nel Mondiale Rally: certo, il belga a volte pecca di un carattere a tratti un po’ istintivo, e come l’anno scorso l’estate ha un po’ spento quella spinta prestazionale mostrata nella prima parte della stagione. Tuttavia ha pagato anche la sfortuna, come quella che gli ha impedito di giocarsi la vittoria al Rally di Germania, e a volte anche qualche leggerezza, come l’incidente spettacolare al Rally del Cile, da cui sia lui che il navigatore Nicolas Gilsoul uscirono illesi: è stato l’unico ritiro della stagione per l’equipaggio.

Entra poi nella top five finale con 102 punti del WRC 2019 Mikkelsen, che ha dato più volte prova di una forma ritrovata dopo una prima parte di stagione difficile, mentre Sordo è ottavo con 89 punti: anche per lo spagnolo è stata una annata da buon uomo squadra, capace anche di stupire ed ottenere la sua seconda vittoria in carriera nel WRC grazie al primato al Rally Italia Sardegna, forse il punto più alto della stagione 2019 di Hyundai Motorsport. La classe operaia che va in paradiso, insomma. Ed infine il colpo di mercato dello scorso anno, Sébastien Loeb: per l’alsaziano nove volte campione del mondo solo un podio, ottenuto in Cile, un ritiro nel successivo Rally del Portogallo (dove comunque Hyundai si è distinta per il gioco di squadra che ha privilegiato Neuville) e prestazioni a tratti un po’ sotto le attese. Ovviamente questo è stato un anno di ambientamento per Loeb con la nuova vettura, e c’è da dire che ha saltato cinque round in successione prima di tornare in gara nella sua amata Catalogna. Il prossimo anno ci aspettiamo di vedere l’alsaziano mettere a frutto quanto ha imparato dalla i20 e tornare se non protagonista come un tempo, visto che sarà ancora part time, almeno pronto a salire su qualche podio in più.

Il futuro di Hyundai Motorsport

A tal proposito, dal 2020 inizierà l’era di Ott Tanak come pilota Hyundai, colpo grosso di mercato ed altro successo della gestione Adamo. Con Neuville, Tanak e i colleghi a rotazione Sordo e Loeb Hyundai Motorsport si appresta ad alzare l’asticella delle sue ambizioni, puntando alla doppietta costruttori-piloti. La perfezione però non è di questo mondo, ed il team principal lo sa: non basta un grande cast a fare di un film un capolavoro, perciò fuor di metafora bisognerà lavorare ancora di più sulla vettura, prestante ed affidabile ma con qualche problema di set-up riscontrato durante l’anno.

«Siamo immensamente orgogliosi di garantire il primo titolo costruttori FIA World Rally Championship della nostra storia dopo una stagione altamente competitiva contro avversari tosti», conclude Noh. «Dalla fondazione di Hyundai Motorsport nel 2012, abbiamo creato un team dedicato presso il nostro stabilimento di Alzenau, che ha lavorato instancabilmente per raggiungere questo obiettivo. È un privilegio per noi contribuire alla strategia globale del marchio Hyundai attraverso le nostre attività WRC, quindi questa è un’occasione speciale. Questo è un risultato collettivo, che condivideremo con la famiglia Hyundai in tutto il mondo. Speriamo anche che sia il primo titolo di molti altri futuri»


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