WRC | Cosa si aspetta Greensmith dal nuovo copilota Patterson: “In Croazia possiamo puntare alla top 6”

L'equipaggio M-Sport inizia a conoscersi

Gus Greesmith ha commentato i primi approcci con il nuovo copilota, l'esperto Chris Patterson, con cui debutterà al Rally di Croazia
WRC | Cosa si aspetta Greensmith dal nuovo copilota Patterson: “In Croazia possiamo puntare alla top 6”

Il nuovo copilota al fianco di Gus Greensmith dovrebbe aiutare quest’ultimo a dare una sferzata alla propria carriera, o almeno di questo è convinto il giovane pilota britannico in forze a M-Sport.

Greensmith e la necessità di un “copilota esperto”

Al posto di Elliott Edmondson, al proprio fianco in maniera continuativa nell’ultimo biennio, Greensmith avrà dal prossimo round del WRC di scena in Croazia il 22-25 aprile un veterano come Chris Patterson, che torna nel Mondiale dopo un’assenza di due anni. Il britannico su AutoSport è tornato a commentare questa novità della sua carriera, ribadendo il fatto che il rapporto con Edmondson era buono («È un abile copilota e anche un buon amico»), ma che al tempo stesso aveva bisogno di condividere l’abitacolo della Ford Fiesta WRC con qualcuno di più esperienza.

Con i sentimenti e i buoni rapporti umani forse non si vincono le gare (citofonare uno come Sébastien Loeb, capace di defenestrare il suo copilota storico Daniel Elena dopo più di vent’anni di carriera e trionfi assieme: ma è bastato il flop all’ultima Dakar per far precipitare tutto), ed è meglio lasciarli da parte in quella corsa di sopravvivenza che è il mondo rally oggigiorno, dove il posto fisso non è mai dato per scontato. Concetto che Greensmith, che quest’anno gode di un programma completo nel campionato con la Fiesta WRC, ha ben assimilato. Ma l’arrivo di Patterson non è da intendersi come l’aver rimpiazzato Edmondson con uno migliore, avverte il pilota, quanto il poter «rimuovere alcuni piccoli errori», cosa per cui solo «un navigatore esperto può aiutarmi»

«Tutto è a brevissimo termine nel motorsport, perciò uno mira a restare in auto anche per l’anno successivo, a meno che non arrivi al punto in cui hai un contratto pluriennale», ha aggiunto Greensmith. «Sto solo cercando di assicurarmi di ottenere i risultati per stare in M-Sport anche l’anno successivo, e per farlo abbiamo sentito che l’unico modo per fare un buon miglioramento sostanziale e andare avanti sarebbe avere qualcuno come Chris in auto. Si era ritirato, e riportarlo qui mi ha dato quel po’ di fiducia in più, perché non era tenuto a ritornare, ma sente che possiamo ottenere i risultati di cui abbiamo bisogno. Ci sarà molto da imparare […] ma un uomo dell’esperienza di Chris le cose le avrà già fatte in precedenza e saprà esattamente come tirare fuori il meglio dalle situazioni».

“Chris Patterson ha le idee molto chiaro su come migliorare”

Pare che ci sia già una buona intesa tra i due, alla vigilia dei test pre-Croazia che svolgeranno questo fine settimana: «Chris ha molte idee che mi ha illustrato assieme al perché avrebbero funzionato, e quando me le ha spiegate è stato assolutamente chiaro», ha rivelato il pilota. «Sta già guardando avanti e sta pianificando come approcciare la Croazia. È molto facile andare d’accordo con lui, […] e mi piace molto lavorarci assieme».

La Ford Fiesta WRC aggiornata per il Rally di Croazia

Inoltre il Rally di Croazia segnerà il debutto degli ultimi aggiornamenti al motore della Fiesta WRC, che grazie ad una rivisitazione del sistema di iniezione potrebbe contare su una maggiore potenza. Insomma, Greensmith potrebbe avere ciò che gli serve per riscattarsi dai risultati opachi – ottavo al Rallye di Monte Carlo, nono all’Arctic Rally Finland – ottenuti in questo avvio di stagione. «Spererei in un risultato forte e in maggiore costanza, senza commettere errori in Croazia, e non vedo alcun motivo per cui non possiamo essere vicini ai primi sei. Sappiamo che la vettura può essere veloce su asfalto, quindi un aggiornamento del motore potrà farle solo del bene, quindi per la Croazia penso che ci sarà una differenza positiva. Forse su alcuni dei rally ad alta velocità abbiamo più su cui lavorare ma, come ho detto, molto deve ancora venire dal pilota», conclude Greensmith.

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