Silk Way Rally 2021, Covid e peste cancellano la Mongolia. Domani si chiude in anticipo

Percorso ridotto per il Silk Way Rally

Si chiuderà in netto anticipo il Silk Way Rally 2021: il rally raid si svolgerà solo in Russia, e non più anche in Mongolia, e terminerà dopo sole cinque tappe. Molti concorrenti hanno deciso di ritirarsi
Silk Way Rally 2021, Covid e peste cancellano la Mongolia. Domani si chiude in anticipo

Lo scorso primo luglio è partito uno degli eventi motorsportivi off road più importanti dell’anno e con un buon carico di fascino, ovvero il Silk Way Rally, inserito all’interno del calendario 2021 del FIA Cross-Country Rallies World Cup come terzo round (e che probabilmente entrerà nel futuro Mondiale Cross Country della FIA). Dieci tappe tra la Russia e la Mongolia, circa 5.200 km da percorrere sino alla conclusione, il prossimo 11 luglio. Tutto questo sulla carta, perché la pandemia ha sconvolto i piani della corsa nata nel 2009 ed aperta alle categorie di moto, auto, side by side e camion.

Silk Way Rally 2021: salta la Mongolia, si corre solo in Russia

Dopo aver saltato l’edizione del 2020 proprio per via del Covid, il Silk Way è tornato quest’anno con il proposito di restituire competizione e spettacolo nell’evento off road di mezza estate. Peccato però che i contagi sia in Mongolia che in Russia stiano salendo a ritmi vertiginosi, per il combinato disposto tra variante Delta ed una incidenza delle vaccinazioni (seconde dosi incluse) non ancora sufficiente tra le popolazioni. Come prima conseguenza, il confine con la Mongolia (dove sono stati pure riscontrati casi di peste bubbonica!) non sarà attraversato, lasciando il percorso del Silk Way solo in territorio russo, come da decisione presa di comune accordo tra FIA, osservatori della FIM e gli organizzatori lo scorso sabato 3 luglio. «La vita e la salute delle persone sono la massima priorità», ha spiegato Bulat Yanborisov, a capo del consiglio di amministrazione del Silk Way Rally. «Ho parlato molto con i concorrenti e ho acquisito la loro comprensione e sostegno alla nostra decisione. Sono assolutamente sicuro che stiamo facendo la cosa giusta. Abbiamo ancora diversi giorni di gare davanti a noi. La pandemia finirà. Qualche tempo dopo ricorderemo questi tempi difficili, ma ora è quello che dobbiamo fare per non vergognarci delle nostre azioni in seguito. La grande famiglia internazionale del Silk Way Rally è ora con il popolo mongolo nello spirito. Sconfiggeremo il coronavirus, l’umanità ha gestito crisi anche più grandi di questa».

Solo cinque tappe per il Silk Way Rally 2021

Si è così riusciti a disputare la prima parte della Marathon Stage, ovvero senza assistenza da parte dei corrispettivi team, e che ha occupato il programma del terzo giorno di corsa previsto il 4 luglio, e che è proseguita nella quarta giornata di gara del 5 luglio, cioè oggi, ma non più in Mongolia come inizialmente previsto bensì restando in Russia. Percorso e programma sono stati quindi rivisti al ribasso, con cinque tappe tutte in Russia come da piano B inizialmente fissato dagli stessi organizzatori e la conclusione del Silk Way non più l’11 luglio, ma domani, ovvero martedì 6 luglio con un tratto finale nella zona di Gorno-Altaisk (inizio e fine della tappa 5) e Kosh-Agach.

Team ed equipaggi lasciano la corsa

La cosa ha fatto storcere il naso a molti team ed equipaggi iscritti, portando così ad una serie di ritiri anche eccellenti. Un fuggi fuggi da una corsa ridotta ai minimi termini e senza gran parte del suo percorso e della propria ragion d’essere in termine di competizione, che ha visto l’addio anticipato di Toyota con i suoi Hilux schierati da Overdrive Racing, con a bordo Yazeed Al-Rajhi e Michael Orr: «Siamo delusi dal fatto che team e piloti vengano qui con un costo finanziario considerevole per vivere un evento solo in Russia e non in Mongolia, dove sapevamo che le tappe sarebbero state bellissime», ha dichiarato un polemico Jean-Marc Fortin, team principal di Overdrive Racing. «Siamo stati obbligati a rimanere in Russia ma non saremmo stati in grado di raggiungere la distanza di tappe necessaria per rendere l’evento idoneo per i punti per il campionato. Significava che i punteggi massimi che potevano essere raggiunti sarebbero stati il ​​25% per la conquista della vittoria. Questo è ridicolo. Avrebbe significato otto punti in caso di vittoria di Yazeed», ha poi proseguito Fortin. «La FIA e gli organizzatori dell’evento non stanno soffrendo così tanto per questa situazione, a differenza dei concorrenti e delle squadre. Siamo noi che facciamo lo spettacolo e non dobbiamo essere messi in questa posizione».

Non solo questa defezione: via anche i Can – Am di South Racing, che vantava una partecipazione abbastanza numerosa in termini di equipaggi (tra cui anche Eugenio Amos e Paolo Ceci), e il team Extreme Plus, mentre il fronte delle moto resta al momento abbastanza compatto. 

I risultati della penultima tappa

Per la cronaca, nella penultima tappa di Gorno-Altaysk tra le auto si impone l’equipaggio formato da Guerlain Chicherit ed Alexandre Winocq sul Century CR6, mentre nei Prototipi T3 vittoria per Jean-Luc Pisson Ceccaldi sullo Zephyr di PH Sport (stesso mezzo guidato da Kris Meeke all’ultima Dakar). Dmitry Sotnikov svetta nei Camion della classe Open con il proprio Kamaz, ed infine tra le moto prosegue il cammino vincente di Daniel Sanders – al secondo successo in questa edizione scalcagnata del Silk Way – in sella al GasGas 450 Rally Factory Replica, mentre Matthias Walker, per KTM resta comunque leader di classifica.

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