Rottura tra Loeb ed Elena, la versione di Prodrive: “Loeb era d’accordo sulle nostre conclusioni”

Prodrive risponde alle critiche di Elena

Il team Prodrive risponde alle critiche mosse da Daniel Elena, defenestrato dal ruolo storico di copilota di Sébastien Loeb
Rottura tra Loeb ed Elena, la versione di Prodrive: “Loeb era d’accordo sulle nostre conclusioni”

La notizia del giorno è il fulmine a ciel sereno che si è abbattuto su una delle coppie più longeve ma soprattutto più vincenti nel mondo dei rally, ovvero la separazione tra Sébastien Loeb e Daniel Elena. 

Come si è arrivati alla rottura tra Loeb ed Elena

Il motivo è da ricondurre ai desiderata di Prodrive, entità britannica che ha schierato l’equipaggio nel team Bahrain Raid Xtreme alla recente Dakar, conclusa anzitempo dopo le primo otto tappe per via di una serie di imprevisti, guasti, forature ed errori di navigazione patiti dal duo. Qualche mese dopo, la stessa Prodrive ha comunicato a Loeb che non avrebbe partecipato alla prossima Dakar condividendo l’abitacolo del BRX Hunter T1 con il suo storico copilota, reo – a loro dire – di aver sbagliato troppo nella navigazione quest’anno. Cosa che ha scatenato la risposta un po’ in punta di fioretto, un po’ in punta di sciabola dello stesso Elena, che si è invece scagliato contro la presunta inaffidabilità del mezzo Prodrive, alludendo inoltre ad un muro di gomma con cui si è scontrato ogni qualvolta che cercava di dare consigli e suggerimenti agli ingegneri.

Prodrive: “Ci siamo consultati con Loeb per questa decisione”

Non si è fatta attendere la risposta del team britannico, tramite il suo presidente David Richards che ha ribattuto in maniera estesa su DirtFish. «Ci siamo consultati con Sébastien sull’intera faccenda», ha spiegato. «Ovviamente una decisione di questo tipo non è qualcosa da prendere alla leggera, ma bisogna guardare le cose in maniera obiettiva e a volte prendere decisioni difficili». Secondo Richards la Dakar in Arabia Saudita, in particolare quella di quest’anno, è diventata qualcosa di totalmente diverso rispetto al passato: «Non parliamo dell’evento che è stato in Africa o in Sud America, ma di qualcosa di piuttosto unico in termini di sfida di navigazione: richiede molta esperienza e molta pratica». Non che Elena sia proprio un novellino, pure di un rally raid di questo genere, ma il capo di Prodrive aggiunge altri particolari che motivano la defenestrazione del monegasco. 

«Abbiamo fatto una valutazione molto approfondita delle nostre prestazioni nell’evento. Sono passati due mesi e abbiamo avuto molti debriefing e molti dibattiti, abbiamo esaminato ogni minimo dettaglio sulle nostre prestazioni e abbiamo esaminato inoltre come possiamo migliorare in futuro», prosegue Richards, parlando di un team in evoluzione per poter migliorare. «Qualsiasi cambiamento in un’organizzazione è difficile e da non prendere alla leggera, e questo è stato fatto in piena consultazione con tutti. Eravamo ben consapevoli della relazione di lunga data tra Sébastien e Daniel, ed è qualcosa che non avremmo neppure suggerito se non avessimo pensato che Sébastien avrebbe accettato le conclusioni a cui eravamo tutti arrivati». Inoltre fa cenno al successo di Stéphane Peterhansel, che ha vinto la Dakar 2021 con al fianco un navigatore, Edouard Boulanger, che debuttava per la prima volta al suo fianco. Come dire, è vero che la navigazione ha messo in croce un po’ tutti, ma i problemi avuti con i nuovi roadbook digitali non possono rappresentare un alibi.

Prodrive difende la propria vettura dalle critiche di Elena

Poi Richards risponde anche alle varie critiche di Elena sulla vettura: «Abbiamo ottenuto il miglior risultato di qualsiasi nuovo arrivato alla Dakar. Nani Roma non ha sofferto più di due minuti e mezzo di problemi meccanici per tutta la gara», altra implicita frecciata, citando il compagno di squadra in BRX. «Suggerirei di chiedere a Nani e Sébastien cosa pensano della vettura anziché a Daniel». E rifiuta la polemica sulla cancellazione del nome del navigatore accanto a quello del pilota sulle fiancate del mezzo: «In realtà, non ho richiesto che i nomi dei copiloti venissero rimossi, ma ho chiesto che il nome del pilota fosse apposto su entrambi i lati della macchina e il nome del secondo pilota fosse in caratteri più piccoli. Bisogna ammettere che, mentre riconosciamo il ruolo del copilota, il pubblico alla fine segue i piloti».

Prodrive va avanti con Loeb e il nuovo copilota

Infine, sul futuro navigatore di Loeb, il capo di Prodrive ha spiegato che al momento si sta cercando un sostituto («Non è un compito facile trovare qualcuno con un livello di esperienza richiesto in questo tipo di eventi, vorrei sottolinearlo»), e assicura: «Sébastien è determinato a vincere la Dakar, e vorremmo vincere anche il Campionato del Mondo di Cross Country del prossimo anno e adesso abbiamo tutto il tempo per sbrogliare la situazione. Faremo nuovi test entro la metà dell’anno, una volta che avremo modificato la vettura per implementare i nuovi regolamenti. Stiamo cercando di partecipare in Marocco e ad altri eventi prima della Dakar del prossimo anno».

Leggi altri articoli in Dakar

Commenti chiusi

Articoli correlati