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Vaccini, l’appello di Rachele Somaschini per i soggetti più fragili

L'appello della rallista

Rachele Somaschini si appresta a vivere la sua stagione 2021 nel CIR Terra, ma il Covid rappresenta un rischio ulteriormente più grande per chi ha una patologia come la sua. Ecco quindi il suo appello per accelerare con le vaccinazioni ai fragili
Vaccini, l’appello di Rachele Somaschini per i soggetti più fragili

Rachele Somaschini si prepara a vivere la sua prima stagione nel Campionato Italiano Rally Terra e come rappresentante del vivaio nazionale di ACI Team Italia, che l’ha selezionata e sarà al suo fianco in questo 2021 che sarà principalmente all’insegna degli sterrati italiani, stando al programma iniziale. Tuttavia, dopo l’allenamento di fine febbraio al Rally Terra Valle del Tevere 2021, valido per il Raceday Ronde Terra, dove si è classificata quattordicesima assoluta sulla Citroen C3 R5 assieme a Nicola Arena, la giovane pilota lombarda nel weekend timbrerà il cartellino al Rally Il Ciocco, primo appuntamento del CIR Sparco 2021 e dove ritroverà alle note Giulia Zanchetta, sempre su C3 R5.

Rachele Somaschini e l’impegno per la ricerca

Ma Rachele Somaschini non è una pilota come altri: sebbene una persona venga definita per i propri meriti e non per dettagli come età, sesso, caratteristiche fisiche, orientamento o, nel nostro caso di specie, patologie, la 27enne corre da alcuni anni nei rally sia nazionali che internazionali (WRC compreso, per non dimenticare la stagione nell’ERC vissuta nel 2020) ed anche in altre discipline come le cronoscalate, convivendo con la fibrosi cistica, malattia di cui è affetta sin dalla nascita ma, pur essendo molto debilitante, non le ha impedito una carriera motorsportiva. Certo, non è una passeggiata sul velluto, e non si tratta di una patologia da prendere sottogamba: tuttavia la Somaschini va dritta come un proiettile, facendo parlare per i suoi meriti sportivi ma non dimenticandosi di sfruttare la sua posizione sotto i riflettori per sensibilizzare sulla ricerca contro la fibrosi, sostenendo da anni l’iniziativa #CorrerePerUnRespiro e i progetti della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica Onlus.

Alcuni dei sintomi di questa malattia multiorgano coinvolgono anche i polmoni, riducendone la loro funzione. In questi tempi di Covid-19 avere patologie come la fibrosi ed altre che possono essere rare rappresenta un rischio amplificato dal virus, motivo per cui è fondamentale la vaccinazione contro il corona. Peccato però che al momento i soggetti così fragili non stiano ricevendo le loro dosi, anche se in Lombardia (da dove proviene Rachele Somaschini) si dovrebbe iniziare dal 15 marzo. In ogni caso, la giovane pilota sta rivolgendo in questi giorni un appello affinché si faccia in fretta: appello che abbiamo raccolto anche noi e che vi riportiamo.

L’appello per una rapida vaccinazione e per i farmaci salvavita

«Ringrazio di vero cuore tutti voi per il grande sostegno e per la condivisione del mio appello», sono le parole della rallista. «In 24 ore la vostra solidarietà mi permesso di superare le 300 Mila visualizzazioni su Instagram e altrettante sugli altri social, fino ad arrivare al Tg5. È un momento difficile per tutti ma in particolar modo per chi ha già dei problemi seri di salute che si sente dimenticato! In tutta Italia stiamo cercando di farci sentire per ottenere un vaccino che ci permetta di vivere più serenamente questo periodo delicato che purtroppo si sta protraendo ormai da più di un anno!».

Prosegue poi Rachele Somaschini, introducendo anche un altro punto critico con cui stanno facendo i conti i malati di fibrosi cistica: «C’erano già tanti problemi prima, il Covid li ha resi ancora più grossi. È da un anno che il nostro reparto Fibrosi Cistica è stato dedicato totalmente all’emergenza Covid e noi siamo stati spostati alla pediatria. E’ mai possibile che venga costruito in tempi record un ospedale in Fiera dedicato al Covid e che per noi pazienti con patologia grave che abbiamo necessità di continui controlli e ricoveri ancora oggi non abbiamo uno spazio vitale?

L’altra importantissima problematica è legata ad un farmaco innovativo che potrebbe cambiare la vita a me e al 70% dei malati di fibrosi cistica: Kaftrio o Trikafta. In Italia Kaftrio viene dato a soggetti in condizione di gravità e con un FEV1 [parametro che indica quanto sono pervie le grandi vie aeree, detto in sintesi, ndr] sotto al 40% gratuitamente da Vertex, mentre è stato inserito in fascia C per tutti gli altri pazienti. Costa più di 30 mila euro al mese! Si dovrà attendere un tempo tecnico di contrattazione per raggiungere un accordo sul prezzo, prima che AIFA approvi il farmaco assumendone i costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Noi adulti non abbiamo tutto questo tempo, molti di noi hanno una situazione già gravemente compromessa dalla malattia e sappiamo, dalle esperienze di chi lo sta assumendo, che questo farmaco può fermare il progredire della patologia. Ora, sapere che c’è un farmaco altamente efficace, che assomiglia ad una cura definitiva e che comunque può farci evitare continui ricoveri per le terapie antibiotiche e regalarci una qualità di vita migliore e non poterlo avere, per le lungaggini burocratiche, è davvero una cosa terribile. Per noi i mesi e gli anni hanno un peso enorme – conclude la pilota -, la nostra è una lotta contro il tempo, non possiamo permetterci di aspettare di avere una situazione irreversibile e la maggior parte di noi vive una situazione compromessa prima dei 20 anni!».

In buona sostanza, l’appello di Rachele Somaschini verte su tre punti: «I vaccini ai soggetti fragili con priorità, sbloccare il finanziamento di farmaci salvavita (porto l’esempio di Kaftrio per noi Fc, ma ci sono tante altre situazioni simili per altre malattie) e migliorare la situazione di certi centri ospedalieri di cura, visto i tempi record con cui hanno costruito l’ospedale in Fiera di Milano».

La stagione 2021 di Rachele Somaschini: non esclusa qualche gara nell’ERC

Oltre a poter vivere una vita quanto più normale possibile, il vaccino e i farmaci salvavita potranno consentire alla pilota lombarda di continuare a lavorare e quindi gareggiare, e poter anche sostenere un eventuale programma all’estero. A tal proposito, abbiamo voluto chiedere a Rachele cosa si aspetta da questa stagione, e se pensa che ci possano essere i margini per un ritorno in futuro nell’ERC. Ecco cosa ci ha risposto: «Essere parte del progetto ACI Team Italia è un onore e voglio davvero cercare di portare in alto i colori dell’Italia in tutte le competizioni a cui prenderò parte. Siamo consapevoli del lavoro che c’è da fare: su alcuni fondi, come su terra, ho più padronanza del mezzo e per questo cercherò di competere nella massima serie italiana dedicata agli sterrati: il CIRT. Non voglio trascurare troppo l’asfalto e quindi mi vedrete sicuramente in qualche apparizione per migliorarmi anche su questo fondo. Il mio obiettivo principale rimane sempre il Campionato Europeo ma, a causa della pandemia, alcuni sponsor hanno dovuto rivedere il budget e quindi probabilmente prenderò parte solo ad alcuni appuntamenti del FIA ERC».

Il 2021 sarà quindi una stagione interlocutoria per lei? «Esatto, ma fino alla fine proverò ad esserci nell’ERC. Ovvio che finché non sono vaccinata per me è impossibile muoversi… Ho ancora due mesi per trovare sponsor, e vaccino».

Crediti Immagine di Copertina: Facebook Rachele Somaschini

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