Dakar | Verso la transizione ecologica: le tappe per un rally raid a zero emissioni e sostenibile

Obiettivo una gara a zero emissioni entro il 2030

Presentato il piano con il quale la Dakar intende arrivare ad una piena sostenibilità ambientale, sia in gara che nel proprio bivacco
Dakar | Verso la transizione ecologica: le tappe per un rally raid a zero emissioni e sostenibile

Anche la Dakar va incontro ad un futuro a zero emissioni, come altre serie motorsportive: mentre l’edizione 2021 è ancora in corso, al bivacco di Neom (partenza ed arrivo della tappa odierna) la ASO tramite il direttore del rally raid David Castera ha presentato il progetto DakarFuture.

I primi concorrenti con mezzi a zero emissioni alla Dakar

Si tratta di una serie di scalini che condurranno all’ideale traguardo del 2030, anno in cui è stata fissata la transizione alle energie alternative, anche per i piani dell’Arabia Saudita che punta ad emanciparsi dalla dipendenza da petrolio, o meglio dalle sue entrate. Si comincia, almeno per la Dakar, dal 2022, quando verrà introdotta una nuova categoria per veicoli a zero immissioni o quasi (quindi parliamo di tecnologie ibride, elettriche e finanche ad idrogeno): al momento si sono già prenotate Audi, che da quella data dovrebbe entrare in competizione con un prototipo elettrico, mentre la GCK Motorsport di Guerlain Chicherit punta ad un veicolo alimentato ad idrogeno da presentare in gara due anni dopo: quest’ultima frontiera delle tecnologie verdi dovrebbe infatti debuttare nel 2023 secondo i piani di ASO, ed si punta ad almeno tre team di vertice schieranti veicoli ibridi od elettrici. I mezzi alimentati ad energie alternative saranno auto e camion: in quest’ultima tipologia di veicoli a quattro ruote si segnala poi il primo esemplare anch’esso ad idrogeno, messo a punto da H2 Road Truck del Gaussin Group. 

Le tappe verso le zero emissioni

La tabella di marcia degli organizzatori della Dakar vede quindi le tecnologie ibride ed elettriche a pieno regime dal 2025, mentre l’anno successivo tutte le auto e i camion dei team e marchi di vertice dovranno convertirsi alle zero emissioni e all’alimentazione ecologica. Un processo che poi dovrebbe arrivare al citato traguardo del 2030, quando anche auto e camion dei concorrenti privati sfrutteranno queste tecnologie. Il tutto operando anche sui regolamenti sportivi, per consentire l’equilibro prestazionale tra le diverse tipologie di alimentazione tra i partecipanti in gara. Anche il bivacco sarà all’insegna della sostenibilità, grazie alla collaborazione di GCK: «Per due giorni – ha comunicato l’ASO – la sala stampa, lo schermo della sala riunioni e le aree Concorrenti e Ufficiali di Gara saranno alimentate dalla tecnologia dei pannelli solari all’avanguardia, che combina la produzione, lo stoccaggio e la ridistribuzione di energia in un unico pacchetto. Nel prossimo futuro l’intero bivacco sarà interessato da questa novità». E come ha affermato Castera: «L’obiettivo della Dakar è diventare il primo rally raid al mondo completamente sostenibile».

 

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