WRC | Perchè Ogier non ha fatto “i salti di gioia” per il suo settimo titolo (e perché secondo lui si può riproporre Monza nel Mondiale)

L'entusiasmo contenuto di Ogier

Sebastien Ogier ha dato prova di un certo senso della misura nel celebrare il suo settimo titolo nel WRC: ecco perché
WRC | Perchè Ogier non ha fatto “i salti di gioia” per il suo settimo titolo (e perché secondo lui si può riproporre Monza nel Mondiale)

Il settimo titolo nel WRC è stato accolto da Sébastien Ogier con un certo disincanto. «Sicuramente sono felice, ma non ho fatto salti di gioia», ha gelato nella conferenza stampa dopo l’ACI Rally Monza e nelle dichiarazioni riportate da AutoSport.

Niente celebrazioni fuori misura per rispetto del momento pandemico

Il motivo per cui il francese in forze da quest’anno in Toyota Gazoo Racing non è esattamente al settimo cielo (e comunque ne avrebbe ben donde, visto che subito dopo Sébastien Loeb nell’albo d’oro del Mondiale si piazza lui in temini di record di vittorie, con in più il fatto che i suoi sette titoli sono arrivati con tre costruttori diversi, a differenza del connazionale) è legato alla situazione mondiale e alla crisi pandemica che stiamo vivendo. «Molte persone stanno soffrendo, perciò devo avere un atteggiamento dignitoso», spiega Ogier, che ha sempre dimostrato una certa sensibilità e il fatto di non vivere nella torre d’avorio del motorsport, ma di essere bene calato nella realtà che viviamo. 

Il fair play nei confronti del compagno e rivale Evans

Ricostruendo la seconda parte della sua stagione, talmente corta ed incerta da spingerlo a rimandare di un anno il suo ritiro, il neocampione del mondo ha parlato del Rally di Turchia come il momento più difficile, in cui a causa del ritiro subito per una noia al motore della sua Toyota Yaris WRC perse la testa della classifica. Al suo posto risalì Elfyn Evans, compagno di squadra e rivelazione di questo 2020. L’incertezza di non sapere quanti eventi avrebbero effettivamente corso dopo la Turchia aveva reso ulteriormente difficile la situazione del francese, che però nelle insidie e negli imprevisti riesce sempre a dare il meglio di sé, come ha dimostrato nell’ultimo round dell’ACI Rally Monza, dove l’obiettivo minimo era quello di vincere mettendo «la massima pressione su Elfyn».

Evans poi abdicò al suo sogno iridato pagando un ritiro, e concedendo ad Ogier una autostrada verso il settimo trionfo mondiale, seppur non coronato anche dal successo tra i Costruttori per Toyota. «Alla fine è andata bene per noi ma ripeto, non ho fatto i salti di gioia perché il mio compagno di squadra era finito fuori strada – confida un altro motivo per cui non ha gioito più di tanto – e in questo momento ci siamo anche persi il titolo dei costruttori, quindi non potevo davvero godermelo. Personalmente, sono molto felice e sono altrettanto molto felice per la squadra: abbiamo lavorato insieme davvero bene e duramente quest’anno».

Ogier sull’ACI Rally Monza: “Perchè non riproporlo?”

Infine Ogier dedica qualche parola all’ACI Rally Monza e all’inedito format per il WRC di un evento in Autodromo. «Non può diventare la norma per un rally», ha spiegato ancora su AutoSport. «Certamente, abbiamo bisogno di rally veri e propri, o forse questa non è il termine giusto: diciamo lo standard dei rally a cui siamo abituati. Ma a volte, un qualcosa del tipo “rally show”, penso sia qualcosa di buono anche dal punto di vista sportivo. Penso che valga la pena fare una competizione con le condizioni che abbiamo avuto a Monza. È difficile dirlo perché ho vinto il rally, ma penso che il vincitore di questo tipo di eventi se lo meriti perché non è stata una sfida facile. Penso che, a un certo punto, abbiamo anche pensato, “sarà abbastanza impegnativo per un evento del WRC?”.  Dobbiamo davvero congratularci con gli organizzatori – conclude Ogier – e con le persone che hanno realizzato l’evento e ci hanno dato la possibilità di competere, perché è stato sicuramente molto impegnativo. La combinazione tra la pista e le bellissime tappe in montagna sono state una bella sfida per noi. Ne vale la pena quindi come evento del campionato del mondo». Così il campione francese propone: «Perché non tornare in futuro, avendo magari più tempo per prepararsi, per migliorarlo ulteriormente in una seconda edizione?».

Crediti Immagine di Copertina: Toyota Gazoo Racing

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