Hyundai Co-drive Experience Rally Alba: siamo saliti a bordo della i20 WRC con Thierry Neuville [FOTO e VIDEO]

L'iniziativa Hyundai con la i20 WRC

Dopo il Rally di Alba Hyundai ha accolto alcuni rappresentanti del giornalismo motorsportivo per una esperienza al fianco di Thierry Neuville sulla Hyundai i20 Coupé WRC: ecco come è andata

La parola che rimane impressa del discorso fatto dal team principal Andrea Adamo, accogliendo l’eterogenea rappresentanza dei giornalisti invitati alla Codrive experience con Thierry Neuville, è “divertimento”. Il che ha lasciato interdetto il sottoscritto, presente nella Suicide Squad dei media motorsportivi gentilmente accolta da Hyundai al margine del Rally di Alba, che a tutto pensava tranne che a divertirsi. 

Il percorso della Codrive Experience Hyundai

Lo scopo dell’iniziativa era quello di salire alla destra dell’abitacolo della Hyundai i20 Coupé WRC – con le specifiche del 2019, senza quindi gli ultimi aggiornamenti in particolare nel pacchetto aerodinamico – al fianco del cinque volte vicecampione belga: già questo è un onore di per sé, figuriamoci se poi hai l’opportunità più unica che rara di potergli fare da passeggero (copilota mi sembra alquanto sbruffone da dire) in un percorso immerso nella campagna piemontese, lungo 5,6 km su asfalto nella località di Albaretto Sinio. Siamo non molto distanti da Alba, dove il giorno prima si era consumato il trionfo Hyundai al Rally su cui Adamo ha puntato sia per togliere un po’ di polvere di dosso alla squadra e a qualche giovane nella loro orbita, che per contribuire al rilancio del movimento rallistico nel territorio, nonché non molto distanti da Grinzane Cavour. Terra di Langhe, di vigneti rinomati, immersa in un clima terribilmente umido e che dava uno strano feeling autunnale e quindi di raro fascino decadente.

Ma che importa di queste coloriture, se noi giornalisti eravamo lì non era per fare una gita spesata, né un giro nello sfavillante – ed impeccabile nell’organizzazione – luna park Hyundai. L’obiettivo fondante, così lo ha inteso chi vi scrive, era capire a fondo cosa significa salire su una vettura WRC Plus, la massima espressione dell’ingegno, dello sviluppo e della tecnica applicata alla disciplina motorsportiva. Spesso chi scrive di questi argomenti soffre dell’Igon Value Problem, ovvero non ha molta accortezza di quello di cui sta parlando. Con questa iniziativa abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano cosa significa essere rallisti al più alto livello, e il divertimento avrebbe rischiato soltanto di oscurare la comprensione di quanto sacrificio, impegno, dedizione e passione ci sia nell’intraprendere il mestiere di pilota e nel lavoro di chi predispone l’auto.

Come è andato il giro sulla Hyundai i20 WRC con Neuville

Ma poi sali in auto, e tutti i bei propositi da giornalista che frappone la giusta distanza dall’oggetto del suo scrivere vanno un po’ a farsi benedire. Difficile concentrarsi sugli aspetti tecnici quando ti saldano in un abitacolo che è meno angusto di quanto si pensi, ma che è una armatura circondata dalla roll-bar e da un ambiente necessariamente spartano. Ti colpisce l’ergonomia del sedile, tu che ci salivi la prima volta e non avevi fatto certamente i test pre-stagionali in fabbrica, la cintura a sei punti che ti ancora allo schienale, il cambio sequenziale a sei marce che dal 2022 ne perderà una, ed il processo di sanificazione svolto dai tecnici poco prima che tu salissi. Poi Neuville parte, inizia a far rombare il motore che sprigiona 380 cv, con una coppia massima pari a 450 Nm, e ti spiazza riscaldando le gomme ad una velocità di crociera bassa prima nel tratto di trasferimento verso la prova speciale.

Ci inoltriamo così in una stradina di campagna in ascesa verso una serie di pendenze non ripide ma che si sentono tutte, soprattutto in fase di scollinamento: la sede è molto stretta, l’asfalto è un po’ sporco e rotto in alcuni punti (immaginate il grip), ogni tanto spunta un tornante che esalta ancora di più il formidabile controllo di Neuville, non c’è sottosterzo che tenga in curva e l’impatto delle forze g longitudinali sul tuo corpo in frenata contribuisce a rendere l’esperienza ancora più violenta (absit iniuria verbis, non intendetelo in senso negativo). Non si sa se il vicecampione belga abbia spinto la vettura al massimo, ma la cosa non cambia il fatto che abbiamo potuto avere un saggio istruttivo, inebriante, meravigliosamente feroce di quello che la Hyundai i20 Coupé WRC Plus riesce a dispiegare. E forse sì, Adamo aveva ragione, il divertimento non è mancato.

Crediti Immagini e Video:
Hyundai Motorsport

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