ERC | Rally Liepaja 2020, introdotte severe misure sanitarie per i Paesi con l’indice Covid più alto

Raffica di test per alcuni partecipanti in Lettonia

Per mantenere sotto controllo la situazione dei contagi in Lettonia, gli organizzatori del Rally Liepaja hanno previsto un protocollo di contenimento del virus molto rigido
ERC | Rally Liepaja 2020, introdotte severe misure sanitarie per i Paesi con l’indice Covid più alto

Consegnato agli archivi il Rally di Roma Capitale, l’ERC ora si prepara al secondo appuntamento del calendario rivisitato di quest’anno, ovvero il Rally Liepāja previsto – se tutto va bene – nel weekend dal 14 al 16 agosto.

Il protocollo sanitario del Rally Liepaja 2020 

Il problema che si potrebbe frapporre al round del Campionato Europeo Rally, infatti, è sempre quello, ovvero il malnato coronavirus che ne ha già comportato diversi spostamenti nel calendario. In Lettonia, dove si terrà la gara, ad essere sinceri la situazione non è catastrofica, tutt’altro (1.231 casi confermati ad oggi, 32 decessi), ma nel resto d’Europa stiamo assistendo al riaccendersi di diversi focolai. Perciò, gli organizzatori di RA Events stanno predisponendo un protocollo estremamente severo per far sì che la loro gara non diventi motivo di preoccupazione per la buona situazione sanitaria del Paese.

I Paesi più a rischio secondo l’indice adottato dalla Lettonia

Le misure si baseranno sull’indice di contagio della nazione di provenienza e verranno applicate in caso di indicatore superiore a 16: attualmente è in vigore l’obbligo di quarantena di due settimane per i cittadini in arrivo da Svezia, Regno Unito, Malta, Belgio, Irlanda e Spagna, mentre gli italiani dallo scorso giugno possono entrare in Lettonia liberamente. Al momento infatti il nostro indice è 4.9, mentre in testa c’è il Lussemburgo a 200.8 (c’entra il rapporto tra contagiati e densità della popolazione), seguito da Paesi come Romania, Bulgaria, Svezia (43.3), Portogallo (39.9) e Spagna (34.6). Resta quindi un bel grattacapo per buona parte degli equipaggi e i team dell’ERC provenienti dai Paesi considerati a rischio secondo l’indice di contagio, soprattutto quelli iberici: questi ultimi potranno però evitare i quattordici giorni di isolamento una volta giunti nello Stato baltico, a patto che effettuino un tampone non oltre 72 ore prima dello sbarco, ed ovviamente fornendo gli esiti negativi al personale medico del rally.

Non è finita qui, perché nelle 24 ore successive bisognerà fare un altro test ed autoisolarsi in attesa dei risultati, che ovviamente bisognerà sempre produrre al personale sanitario della manifestazione; infine, se si soggiorna in Lettonia più di cinque giorni, dalla quinta alla settima giornata ci sarà da fare un altro tampone e fornire l’esito al solito staff medico del Rally Liepāja. Insomma, una maratona di test a cui si aggiunge il divieto di usare i mezzi pubblici e una restrizione alle frequentazioni di luoghi d’aggregazione come ristoranti, bar e così via, come informa RallyeSport.

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