Il Rally di Roma Capitale entrerà un giorno nel WRC?

L'ipotesi forse prematura

Il successo del recente Rally di Roma Capitale rilancia le ambizioni per un futuro ingresso nel WRC come tappa italiana del campionato
Il Rally di Roma Capitale entrerà un giorno nel WRC?

È prematuro parlarne ora, ma il Rally di Roma Capitale potrebbe un giorno entrare nel WRC come tappa italiana del Mondiale? Si tratta di una ipotesi suggestiva per gli organizzatori dell’evento, Motorsport Italia capitanata da Max Rendina, e per il territorio della gara che può contare una prova speciale ormai iconica – e con tratti spietati ed insidiosi – come quella di Pico e strade asfaltate apprezzate dai piloti esperti di rally iridati.

“Consideriamo le varie opzioni per il futuro, ma per ora stiamo nell’ERC”

L’edizione andata in archivio lo scorso weekend ha rappresentato il primo appuntamento rally di carattere internazionale ad essere disputato dopo i mesi di lockdown: la gara vinta da Alexey Lukyanuk è valida attualmente infatti per il nostro campionato nazionale, il CIR, che per quello europeo, l’ERC. E se il Roma Capitale facesse il passo successivo, sbarcando nel WRC? Ipotesi, abbiamo detto, e nulla più, che ogni tanto balza fuori per poi dimostrarsi nient’altro che un ballon d’essai. Interpellato in merito da DirtFish, il patron Rendina ha messo in chiaro il fatto che, allo stato attuale, l’ingresso nel Mondiale «non è possibile». « Per ora, al momento, siamo molto contenti di Eurosport e dell’ERC, sono un ottimo partner per un grande evento. Ma consideriamo ovviamente tutte le opzioni per il futuro – apre uno spiraglio il responsabile di Motorsport Italia – incluso il World Rally Championship».

Il contratto in essere del Rally Italia Sardegna

Ovvio che se dici ad un qualsiasi organizzatore di un evento di livello continentale “ti piacerebbe entrare nel WRC”, la risposta diverrebbe scontata. C’è da dire che al momento l’Italia è rappresentata nel campionato mondiale dal Rally Italia Sardegna, che nel 2019 si è visto confermare la sede per un triennio, in base all’accordo tra ACI e Regione Sardegna (queste le parole proferite all’epoca dal presidente Angelo Sticchi Damiani: «Siamo riusciti a trovare un accordo per la disputa della prova italiana della serie iridata rally in Sardegna per altri tre anni. Quindi in questo periodo potremo lavorare in tranquillità ed organizzare altre tre meravigliose edizioni del Rally Italia Sardegna. Questo accordo è molto importante anche e soprattutto per il territorio, che potrà ora organizzarsi e lavorare sull’evento con una visione di più ampio respiro»). Rendina dal canto suo ha affermato: «In questo momento siamo molto felici di vedere la tappa italiana in Sardegna [che quest’anno si disputerà tra fine ottobre ed inizio novembre, ndr], è una gara fantastica e molto spettacolare su sterrato. Ma non chiudiamo la porta, la teniamo aperta per il WRC».

La palla passa al WRC Promoter e al successo di Oliver Ciesla

Non è quindi il momento di far tornare il Mondiale sugli asfalti italiani dopo il periodo su terra in Sardegna. E questo nonostante la presenza dell’amministratore delegato del WRC Promoter (in scadenza di mandato) Oliver Ciesla durante il weekend del Roma Capitale. «Si è trattata di una buona occasione per venire a incontrare alcuni dei nostri partner del parco assistenza WRC – si smarca, sempre su DirtFish – è passato molto tempo da quando siamo stati insieme e in grado di incontrarci faccia a faccia, quindi per questo è stato bello». Ciesla ha specificato che, finché l’accordo con il Sardegna resta in piedi, per Roma non si potrà fare molto, ovviamente. «Ma se mi chiedete qualcosa al di là di ciò, parliamo del futuro e perciò non saprei dirvi», anche perché di queste cose se ne occuperà il suo successore, in carica da agosto.

Crediti Immagine di Copertina: © Citroën Communication / DR

Leggi altri articoli in FIA ERC

Commenti chiusi

Articoli correlati