WRC | Adamo di Hyundai Motorsport: “Otto round per il 2020 sono abbastanza. Ricordate il 1995?”

Ed esprime piena fiducia in Pirelli

Il campionato WRC 2020, anche con otto appuntamenti, avrà una propria validità e dignità: ne è convinto il team principal di Hyundai Motorsport Andrea Adamo, che fa un paragone storico per suffragare il suo punto di vista
WRC | Adamo di Hyundai Motorsport: “Otto round per il 2020 sono abbastanza. Ricordate il 1995?”

Il 2020 del WRC continua a navigare in acque incerte ed agitate, perciò bisogna abituarsi all’idea di un campionato che cara grazia se porterà a casa un numero dignitoso di appuntamenti. Dopo i primi tre disputati tra gennaio e marzo, è arrivata la pandemia a determinare una raffica di rinvii e cancellazioni, lasciando sul campo solo tre round ufficiali e l’ipotesi, ormai portata avanti a suon di negoziati con i vari organizzatori, di inserire altre gare europee nel WRC 2020.

Il paragone di Andrea Adamo con la breve ma intensa stagione 1995

Da uomo pragmatico quale è, Andrea Adamo guarda i lati se non positivi almeno costruttivi di questa inedita situazione. Il team principal di Hyundai Motorsport considera otto eventi in tutto per quest’anno un numero ragionevole, anche se circola una bozza che ai tre già corsi aggiungerebbe altre sei gare. Che siano nove o otto, comunque per Adamo la questione non è poi così drammatica: «Se guardiamo alla storia del WRC – ha confidato al sito DirtFish – la stagione più esaltante è stata quella del 1995, la più divertente». Il campionato di quell’anno, ricordato anche per la prima ed unica conquista del titolo da parte di Colin McRae, davanti a Carlos Sainz, si disputò in otto round, mentre nella stagione successiva se ne aggiunse giusto un altro. Quel biennio sino ad oggi resta un unicum, perché dal 1997 in poi si è saliti sopra i dieci eventi. «Otto gare erano abbastanza allora e potrebbero essere sufficienti adesso – prosegue Adamo – Ricordate il 1995? Il Rally di Catalunya? È stato incredibile». Era l’anno che determinò la clamorosa squalifica di Toyota per una irregolarità nella flangia delle sue vetture che garantiva un surplus prestazionale, e che da lì a pochi anni decise di abbandonare il WRC per tornarci solo di recente, ed anche della lotta fratricida in Subaru tra McRae e Sainz, con quest’ultimo che ottenne proprio in Catalogna la vittoria grazie anche agli ordini di scuderia.

“Questa stagione del WRC avrà lo stesso valore delle prossime”

Ovviamente per il team principal di Hyundai Motorsport non si può paragonare il 1995 al 2020, ma comunque a suo dire un numero limitato di gare non comprometterebbe né lo spettacolo, né la dignità della stagione, «che avrebbe lo stesso valore del campionato 2021 o 2022». «Quando ripartiremo, sarà una grande storia umana, che dimostrerà che abbiamo passato un momento difficile», spiega Adamo, andando più in profondità. «Questo è stato un momento davvero difficile per molte persone, molte persone hanno sofferto e se noi – nel nostro piccolo mondo di sport motoristici – possiamo rimettere in moto le cose, allora possiamo mostrare di fronte alla pandemia del Covid che gli esseri umani sono tornati». 

“Pirelli sa il fatto suo, ci adatteremo alle nuove gomme senza problemi”

Infine, l’ingegnere piemontese ha espresso la propria fiducia nelle tempistiche e nei prodotti di Pirelli, che come i team del WRC non ha potuto svolgere i propri test negli ultimi due mesi, e si appresta a riprenderli a breve dopo aver ufficializzato vettura (la Citroen C3 WRC) sulla quale verranno montati i pneumatici che l’azienda fornirà in esclusiva al Mondiale dal 2021 e pilota, guarda caso un ex Hyundai quale è Andreas Mikkelsen. Adamo ha spiegato che Pirelli è una realtà che sa il fatto suo: «Non vorrei essere frainteso, ma se si fosse trattato di qualcuno senza esperienza pregressa nel WRC, allora forse mi sarei potuto preoccupare. Ma diamine, stiamo parlando di Pirelli. Sanno cosa sta facendo, stanno facendo prodotti buoni come Michelin, quindi in qualche modo sono comparabili in termini di affidabilità. Non vedo perché non possiamo adattarci alle ruote Pirelli dal Rallye di Monte Carlo».

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