WTCR | Zengo Motorsport regala un test a Laszlo, commissario con una gamba amputata

Ecco la sua storia

Attila László dovette amputare parte della gamba sinistra a seguito di un incidente nel DTM. Il commissario è ora sceso in pista per un test con Zengo.
WTCR | Zengo Motorsport regala un test a Laszlo, commissario con una gamba amputata

Un sogno che diventa realtà quello che ha vissuto Attila László, commissario volontario che rimase gravemente ferito nel 2018 dopo un incidente in pit-lane all’Hungaroring, in una gara del DTM: Zengo Motorsport e Bence Boldizs gli hanno infatti regalato una giornata di test su una Cupra TCR.

L’incidente all’Hungaroring due anni fa

Due anni fa, durante l’appuntamento del DTM, László rimase gravemente infortunato in pit-lane all’Hungaroring, quando Edoardo Mortara lo prese in pieno sbandando sotto la pioggia a bordo della sua Mercedes-AMG. Non era successo solo all’italo-svizzero di perdere il controllo della propria vettura: infatti, anche Bruno Spengler rischiò seriamente di falciare un proprio commissario, emulato anche da Lucas Auer. Si trattò di un incidente stupido ma che si rivelò invece molto grave perché László fu soccorso immediatamente dai medici, ma nonostante ogni sforzo perse parte della gamba sinistra, amputata da sotto al ginocchio. Da quel 3 giugno del 2018 la vita dell’ungherese è cambiata, ma non l’amore per il motorsport e ha sempre coltivato il suo sogno di bambino: guidare una macchina da corsa.

Zengo Motorsport porta in pista il commissario con la protesi

Sul tracciato ungherese, Bence Boldizs e il team Zengo Motorsport, che saranno protagonisti del FIA WTCR quest’anno, hanno realizzato il sogno del commissario, che si è messo al volante con una protesi e completando 17 giri nell’arco di un’ora di lavoro. La cosa più bella secondo László è stata «l’esperienza e il feeling con una macchina da corsa su una pista, anche se non sono andato al limite. Il mio giro migliore è stato 2’08″570». L’ungherese ha anche spiegato cosa fa nella vita di tutti i giorni: «Prima dell’incidente ero un grafico, ma dopo la riabilitazione mi sono reso conto che la mia vita non era del tutto piena, così ho provato il ping-pong paralimpico e mi ci sono innamorato. L’azienda aveva bisogno di uno come me per promuoverlo e ora la mia missione è introdurlo negli sport mondiali».

Copyright foto: Gábor Támas Nagy

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