WRC | Una via d’uscita per salvare il campionato 2020: aggiungere altri rally alla stagione?

Al vaglio nuove ipotesi per il WRC 2020

Per far sì che la stagione del WRC 2020 possa essere valida, FIA e WRC Promoter studiano l'opportunità di inserire nuovi rally, possibilmente dall'ERC o con una solida esperienza
WRC | Una via d’uscita per salvare il campionato 2020: aggiungere altri rally alla stagione?

Il campionato WRC 2020 potrebbe fare di necessità virtù, ovviando alla sequela di cancellazioni e rinvii (in totale siamo a cinque eventi annullati per quest’anno e due spostati a data da destinarsi, non depennati del tutto per il momento) con l’aggiunta di gare rally che dovrebbero disputarsi nella stagione corrente, fuori però dal Mondiale.

Il Consiglio Mondiale del Motorsport potrebbe vagliare nuovi appuntamenti per il WRC 2020

Sarebbe questa l’ipotesi al vaglio da parte della FIA e del WRC Promoter e che potrebbe essere sul tavolo della riunione del Consiglio Mondiale del Motorsport che si terrà la prossima settimana. Dopo lo slittamento sine die di Argentina ed Italia e la cancellazione per il 2020 di Portogallo, Safari in Kenya, Finlandia, Nuova Zelanda e Galles, il calendario 2020 resta con soli tre appuntamenti al momento fermi nelle loro date, ovvero Turchia, Germania e Giappone. Un po’ poco per dare dignità alla stagione e decretarne i titoli, sebbene tre round siano già stati disputati ad inizio stagione ed altri due potrebbero – ma solo in linea teorica – essere recuperati (avrebbe qualche chance in più il Rally Italia Sardegna, comunque).

“Stiamo cercando alternative in Europa”. I primi nomi

Ha affrontato il discorso l’amministratore delegato del WRC Promoter, Oliver Ciesla, in una intervista con la tv svedese SVT riportata da DirtFish: «Stiamo valutando tutte le possibili opzioni. Vediamo quali sono i fine settimana disponibili e quanto tempo avremo bisogno per spostarci da un posto all’altro. La logistica è un fattore piuttosto limitante nel nostro campionato e la conseguenza è che stiamo cercando in particolare alternative in Europa», motivo per cui l’Argentina potrebbe rischiare di essere il sesto appuntamento a saltare in questo 2020. Si vocifera di alcune alternative, o meglio ingressi nel calendario WRC almeno per quest’anno, come il Rally di Cipro confermato anche quest’anno nell’ERC, oppure l’Ypres in Belgio, entrambi in programma ad ottobre, o ancora il Barum Czech Rally Zlín in Repubblica Ceca o il nuovo Rally DirtFish che si terrà in Estonia ad agosto (slittato rispetto a luglio per consentire una maggiore partecipazione da parte dei team importanti, orfani della Finlandia).

Rally DirtFish in Estonia: ingresso nel WRC 2020?

In quest’ultimo caso si creerebbe una situazione alquanto ironica, visto che in tutti questi anni gli organizzatori dell’evento hanno lavorato duramente per l’ingresso della loro gara nel WRC, facendolo diventare un evento promozionale: in questa stagione in cui invece hanno dovuto rinunciare passando la mano obtorto collo alla Federazione motorsportiva estone (la stessa che ha messo alle corde gli organizzatori chiedendo loro un contributo troppo alto, causando così l’impossibilità di mettere in piedi l’evento), quest’ultima, beffa delle beffe, potrebbe mettere a segno il colpaccio al primo tentativo. Tuttavia Janis Kaal, a capo del consiglio di amministrazione della Eesti Autospordi Liit, ha messo in chiaro al sito estone Delfi le condizioni da loro poste per ospitare la competizione mondiale: «Se diamo ora uno sguardo al calendario e leggiamo le regole della FIA, è praticamente impossibile organizzare qualsiasi cosa a causa delle loro rigide normative. Se qualcuno vuole organizzare qualcosa adesso, tutti devono essere flessibili. Mi aspetto anche questo dal World Rally Championship. Quest’anno le cose non possono essere fatte secondo le stesse regole degli anni precedenti».

Ci sono già i primi contatti per i nuovi ingressi nel WRC 2020

Tornando ai progetti ipotizzati da Ciesla, quest’ultimo ha spiegato come sia importante l’aspetto della sicurezza sanitaria nella scelta delle nuove gare. «La sicurezza rimane un obiettivo primario e questo limita abbastanza le opzioni. Se togliamo l’aspetto logistico per arrivare a un punto in cui in Europa è forse meglio essere sulla terraferma che su un’isola, ciò restringe l’opportunità a quattro o cinque eventi. Parliamo di appuntamenti che devono aver acquisito esperienza facendo parte, attualmente o in passato, del campionato europeo, od eventi che sono già stati in contatto con noi e stavamo tenendo d’occhio come rally candidati. Ci sono già un certo numero di eventi che abbiamo identificato – svela Ciesla – e siamo già in trattative con tutti loro per vedere il più rapidamente possibile cosa si possa fare».

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