WRC | M-Sport e l’investimento per il futuro con Lappi. Wilson pessimista sugli effetti del virus nella transizione ibrida del Mondiale

La visione a lungo termine di M-Sport

L'ingaggio di Esapekka Lappi per M-Sport è un progetto che darà i suoi frutti in futuro. Il fondatore del team Malcom Wilson dice invece la sua sul WRC 2022
WRC | M-Sport e l’investimento per il futuro con Lappi. Wilson pessimista sugli effetti del virus nella transizione ibrida del Mondiale

Attorno ad Esapekka Lappi c’è un clima di fiducia creatosi all’interno di M-Sport, il team che da questa stagione ha accolto il finnico in una line-up battente per due terzi bandiera scandinava, come ai vecchi tempi (l’altro pilota connazionale è Teemu Suninen).

L’inizio di stagione in M-Sport di Esapekka Lappi

In questo scampolo di stagione prima dell’interruzione causa coronavirus l’ex Citroen ha ottenuto un quarto posto al Rallye di Monte Carlo, al debutto con la Ford Fiesta WRC, ed un quinto in Svezia. Ha pagato poi dazio in Messico per via di un incendio – dalle cause non molto chiare – divampato nella vettura, forzando l’equipaggio completato da Janne Ferm al ritiro. Per ora quindi Lappi è settimo nella classifica piloti a quota 24 punti, due in meno rispetto al compagno di team Suninen. Considerato il divario che lo separa dall’ottavo posto occupato da Takamoto Katsuta, fermo ad otto punti, possiamo dire che il finnico rappresenta la coda dei protagonisti di primo piano del WRC 2020, tutti nelle posizioni sopra di lui. 

“Lappi sta cercando la sua dimensione in M-Sport”

Il team principal di M-Sport Richard Millener comunque nutre molta fiducia sul suo prospetto, come ha ribadito di recente su WRC.com: «Sa cosa serve per mettersi a proprio agio con una nuova vettura. E abbiamo visto che quando trova la quadra arriva anche la velocità. Quella vittoria in Finlandia [nel 2017, primo successo in carriera per Lappi nel WRC, che ai tempi correva con Toyota Gazoo Racing, ndr] è stata davvero impressionante per la Toyota. E l’anno scorso, nel momento in cui si è sentito a suo agio con la vettura [la Citroen C3 WRC, ndr], tutto andava per il verso giusto. Sta ancora trovando la sua dimensione con noi e questo momento di stasi non ha aiutato. Proprio mentre stavamo iniziando a costruire l’esperienza, siamo entrati in un blocco e non siamo stati in grado di fare alcun test. Sono sicuro che non gli ci vorrà a ritrovarsi una volta rimessosi in auto».

“Con Lappi abbiamo una visione a lungo termine”

Recentemente lo stesso Lappi ha confidato di credere nel titolo mondiale, anche se ha riconosciuto che ci vorrà ancora del tempo nel caso. Anche Millener crede che il finnico sia un progetto a lungo termine, che con il tempo ripagherà. «Non c’è dubbio che Esapekka stia ancora facendo la sua scalata. Questo è stato uno dei motivi principali per cui l’abbiamo portato nella squadra. Volevamo un pilota che non fosse definito e che fosse invece ancora in fase di crescita», sostiene il team principal, rimarcando l’oculata politica di M-Sport che punta ad avere in squadra non tanto il campionissimo di grido, ma piloti di prospettiva che lasceranno in futuro il segno nel WRC. «Lo abbiamo portato qui con una visione a lungo termine per il team. È un pilota con cui possiamo lavorare in futuro e nella prossima generazione [di vetture]. Inoltre, è bello che lavori a contatto con Teemu. Sono sicuro che avere un compagno finnico nella squadra contribuirà a migliorare ulteriormente la velocità di Teemu».

Wilson: “Dobbiamo proseguire sulla strada dell’ibrido”

Stando in casa M-Sport, il fondatore e già team principal Malcom Wilson ha recentemente parlato sulle pagine di AutoHebdo della situazione che sta vivendo il WRC alla luce della pandemia. A suo dire gli effetti deleteri sul mondo automobilistico e sul motorsport potrebbero influenzare negativamente anche la transizione ibrida che avverrà nel campionato dal 2022. «Tutti soffrono le conseguenze di questa crisi. L’impatto raggiungerà l’industria automobilistica e in particolare i dipartimenti di sviluppo che lavorano su ibridi o auto elettriche. Ho la sensazione che ci vorranno due o tre anni prima di poter tornare nella stessa situazione di prima della pandemia», sostiene Wilson, che si dice però certo di una cosa: «Il Mondiale Rally deve seguire questa strada [dell’ibrido, ndr]. Se non procediamo, siamo finiti».

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