WRC | Come si è giunti alla cancellazione del Rally del Portogallo 2020

La ricostruzione del presidente dell'AC Portugal

Il presidente dell'Automóvel Club de Portugal Carlos Barbosa, a distanza di un mese, svela i retroscena sulla cancellazione del Rally del Portogallo. "Torneremo nel 2021"
WRC | Come si è giunti alla cancellazione del Rally del Portogallo 2020

Il Rally del Portogallo è stato il primo evento del WRC che quest’anno è stato cancellato di netto per colpa della pandemia. Una decisione non facile da parte di tutti gli attori coinvolti, dalla FIA agli organizzatori passando per il WRC Promoter

Quando Matton disse a Barbosa di non recasi al Rally del Messico

A circa un mese da quella scelta intrapresa, il presidente dell’Automóvel Club de Portugal, Carlos Barbosa, ha ricostruito in maniera appassionata i fatti che hanno portato poi all’annullamento della gara, assicurando comunque che il prossimo anno il Portogallo tornerà nel calendario del WRC. Tutto è partito dal Rally del Messico: «La diffusione del Covid-19 stava incominciando ed io ero sul punto di imbarcarmi per il Rally del Messico. Yves Matton [direttore Rally FIA, ndr] che era già lì, mi chiama e dice “Non venire”! Perché? “Perché Ogier è sul punto di chiedere l’annullamento della gara, anche la F1 in Australia è stata annullata!”. La manifestazione ha poi avuto luogo ma non si è svolta domenica perché le squadre erano terrorizzate dal fatto che non c’erano aerei per tornare a casa».

L’opzione di un Rally del Portogallo ad ottobre

Si iniziavano infatti a chiudere tutte le frontiere essendo la fase di massima emergenza legata al virus, al che Barbosa ha pensato al suo evento: «Ho iniziato a fare i conti. “Mer… e il nostro rally? Questa pandemia crescerà?». Allora ha lasciato passare due settimane per vedere come evolveva la situazione, con il Portogallo ormai in pieno lockdown. «Ho parlato con il Promoter e la FIA per avvertirli che avremmo potuto non essere in grado di farlo a maggio, chiedendo se ci avrebbero dato una data a ottobre. Ho parlato con il Governo e ho detto che era fuori questione organizzarlo a maggio. Tutto era chiuso in Portogallo, ma anche i confini con la Spagna!».

Ecco quindi che matura la sofferta decisione. «Ammetto di aver iniziato a pensare che anche a ottobre sarebbe stato difficile perché il 35% degli spettatori è spagnolo. Mi sono lasciato un’altra settimana di riflessione, non ho nemmeno dormito! Le televisioni, tutte occupate a parlare del Covid, non volevano nemmeno sapere del rally, eppure sarebbero stati tutti solidali se avessimo pensato di andare avanti per farlo. Sarebbe servito un investimento significativo nell’arco di 7 mesi con due appuntamenti: ottobre 2020 e maggio 2021. Nel calendario, tutti hanno cercato di rimandare, ma sapevamo che avevamo una priorità perché il Rally del Portogallo era considerato tra i migliori rally», modestia a parte ovviamente.

Rally del Portogallo, appuntamento al 2021

Conclude Barbosa: «Ho parlato di nuovo con le televisioni, il Promoter e la FIA. Due giorni insonni per decidere che il 2020 sarebbe stato senza il Rally del Portogallo. Ho parlato con gli sponsor Vodafone, BP, Hertz, Ente Turismo Porto e Nord, Ente Turistico del Centro che mi hanno supportato nella mia decisione. Il prossimo anno sarà il rally migliore di tutti i tempi!».

 

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