IMSA | Divieto d’accesso negli Stati Uniti per i team stranieri: al lavoro con le autorità governative

Per permettere l'accesso al paese

L’IMSA sta collaborando con le autorità governative statunitensi per consentire l’ingresso nel paese dei team e dei piloti stranieri del campionato.
IMSA | Divieto d’accesso negli Stati Uniti per i team stranieri: al lavoro con le autorità governative

L’IMSA sta collaborando con le autorità governative statunitensi per consentire l’ingresso nel paese dei team e dei piloti stranieri del WeatherTech SportsCar Championship. Gli Stati Uniti al momento hanno chiuso i propri confini per contenere la pandemia di Coronavirus.

IMSA a stretto contatto con le autorità governative

John Doonan, presidente dell’IMSA, ha confermato lo scorso venerdì che la serie tornerà in pista il 4 luglio a Daytona, proseguendo poi due settimane dopo a Sebring. Una ripartenza ampiamente possibile, soprattutto dopo le ottime sensazioni colte dalla NASCAR ieri che ha ripreso il campionato a Darlington ma a porte chiuse. Il problema principale del WeatherTech SportsCar Championship sono le squadre che hanno sede fuori dagli States, circa il 40%: il divieto è attualmente attivo fino al 30 maggio, ma il presidente Donald Trump ha intenzione di estenderlo per tutta la durata dell’estate, impendendo quindi l’accesso. Doonan ha confermato che sta lavorando assieme a diverse autorità americane per permettere l’accesso momentaneo: «Il fatto è che tanti nostri concorrenti sono fuori dagli Stati Uniti. Stiamo lavorando in stretta collaborazione col Governo, assieme alla NASCAR. Ci aspettiamo di avere maggiori dettagli sulla possibilità per i nostri team di viaggiare ed entrare negli Stati Uniti per correre. Condivideremo tali informazioni il prima possibile, in modo tale che tutti possano programmare un viaggio adeguato aderendo alle linee guida relative all’autoisolamento».

Diversi team pronti a dare forfait

Rimane comunque il dubbio sulle trasferte per i team, che sono molto costose. Molte squadre hanno piloti impegnati anche in Europa ed è possibile che qualcuno darà forfait. Incognite anche sul fronte delle possibili indennità, soprattutto per quanto concerne l’esenzione del visto e delle tasse.

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