WRC | Lappi: “Ho creato molta pressione su me stesso, ma credo ancora nel titolo iridato”

Esapekka Lappi sui suoi anni nel WRC

Esapekka Lappi ripercorre le vetture con cui ha guidato dal suo esordio WRC ai tempi recenti, e rimarca i suoi obiettivi ambiziosi per il futuro
WRC | Lappi: “Ho creato molta pressione su me stesso, ma credo ancora nel titolo iridato”

Esapekka Lappi ha le idee molto chiare sul suo futuro, a suo dire ancora tutto da scrivere. D’altronde il finlandese è giovane e in carriera ha dato sino ad ora prova di qualche sprazzo interessante, al netto di alcuni colpi sparati a salve.

Gli anni in Toyota di Esapekka Lappi

Al portale DirtFish Lappi ha fatto il punto sulle vetture World Rally Car con le quali sino ad ora ha corso, a partire dalla Toyota Yaris WRC: era il 2017, e il pilota rappresentava uno dei nuovi talenti in ascesa della disciplina, opinione cementata da una serie di interessanti prestazioni tra cui la vittoria al Rally di Finlandia di quell’anno (al momento unico trionfo nel Mondiale Rally nella sua carriera). «Penso che Toyota e Ford [prima di approdare quest’anno in M-Sport, Lappi guidò la Fiesta S2000 nel 2012, con il team privato Printsport, ndr] siano vetture abbastanza simili in termini di motore e di comportamento. Anche la gestione è abbastanza simile in entrambe». Dopo due anni con Toyota, arrivò l’occasione con Citroen, una esperienza diametralmente opposta, sia in termini di vettura che di risultati. «La Citroen era ulteriormente diversa. L’ideologia del motore di questa macchina era diversa. Ci si era concentrati maggiormente sugli alti regimi e sulle velocità massime. Per questo motivo, anche lo stile di guida doveva essere diverso, poiché il cambio doveva essere utilizzato in modo differente».

Le difficoltà con Citroen

Una stagione non esaltante per Lappi il 2019, al netto dei due secondi posti negli eventi quasi di casa (ovvero in Svezia ed in Finlandia): molti i giri a vuoto, le gare in salita, nonostante qualche buon tempo. «La piattaforma Citroen era diversa. Non è stato molto facile per me». Lappi rivela inoltre di aver potuto provare la versione aggiornata della C3 WRC per una giornata in Finlandia: auto che avrebbe potuto essere impiegata nel 2020 se solo Citroen non si fosse poi sfilata dal WRC. Riguardo quel test, il finnico spiega che «c’era una grande differenza», rispetto alla versione precedente. «Va detto, tuttavia, che tutti i problemi non erano ancora stati risolti. Il ritmo sarebbe stato migliore, ma i maggiori problemi con l’asfalto – punto debole della C3 WRC – avrebbero probabilmente continuato».

Le ambizioni di Lappi. “La gente si aspettava molto da me”

Oggi Lappi attende ancora il suo momento, un altro dopo quel famoso Rally di Finlandia 2017. Quest’anno con la Ford Fiesta WRC ha ottenuto due piazzamenti nella top five dei primi due appuntamenti stagionali, ed un ritiro dovuto ad un misterioso incendio della sua vettura al Rally del Messico. «L’inizio [della carriera nel WRC] è stato così positivo che la gente si aspettava molto da me», riflette. «Personalmente, tuttavia, sono stato non costante nei rally in cui mi mancava l’esperienza e dove non sono così forte. Ho anche creato molta pressione su me stesso. Ci siamo sicuramente evoluti, ma sto ancora aspettando un’altra vittoria». Non solo si aspetta un altro successo in una singola gara, ma le sue ambizioni vanno oltre. «Dobbiamo aspettare forse 1-3 anni [per vincere il campionato]. Quest’anno non è realistico e forse nemmeno l’anno prossimo. Magari più avanti, con vetture nuove», afferma Lappi forse riferendosi a quelle ibride che scatteranno dalla stagione 2020. «Il successo finale nel WRC è ancora il mio obiettivo e ci lavoro sempre».

Crediti Immagine di Copertina: DirtFish

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