WRC | Sticchi Damiani: “Non so se ci siano le condizioni per finire la stagione”. Ma si lavora per almeno altri quattro round

Rally Italia Sardegna a fine settembre?

In una intervista il presidente ACI Angelo Sticchi Damiani parla della stagione in corso, dei nostri campionati ed anche della sorte del Rally Italia Sardegna, per il quale si punta ad un rinvio a fine settembre
WRC | Sticchi Damiani: “Non so se ci siano le condizioni per finire la stagione”. Ma si lavora per almeno altri quattro round

In un momento in cui ci apriamo più o meno timidamente alla Fase 2 e speriamo al tempo stesso che il Covid-19 ci conceda un po’ di tregua, anche lo sport prova a ripartire, con le dovute cautele. Discorso che vale, tra le altre cose, per le discipline automobilistiche e in particolare per il settore rally, come ha illustrato il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani.

“Ho la sensazione che il campionato WRC 2020 stia franando”

Intervistato da Enzo Cerrone di MS Motor TV nella giornata di ieri il massimo dirigente ha parlato del nostro automobilismo sportivo a tutto tondo, senza tralasciare ovviamente il mondo rally a cominciare dal WRC e dalla tappa italiana inizialmente prevista a giugno, per essere poi rinviata. Partendo da una riflessione sul GP di Monza di F1, la massima autorità dell’Automobile Club Italia ha così spiegato: «Il Gran Premio d’Italia si svolgerà a porte chiuse, solo un miracolo può impedire una cosa del genere. […] Il discorso del Rally Italia Sardegna è più complesso. La sensazione però è che lì – a differenza di altre serie come la F1, ndr – stia franando il campionato. Mentre nella Formula 1 c’è stata una decisione molto chiara da parte della FIA, per la quale il Mondiale si deve fare (saranno quindici, diciotto gare, ma si deve fare) e l’Italia non può mancare a questo appello. Per quanto riguarda il WRC invece, ogni giorno sento qualcuno che rinuncia [a dire il vero al momento è stato cancellato definitivamente solo il Portogallo, mentre Argentina e Italia sono per ora gli unici due eventi rinviati a data da destinarsi, ndr]. È vero che qui due gare almeno [tre, ndr] sono state fatte, e in F1 nessuna, ma non so se ci saranno le condizioni affinché si possa se non completare, almeno mettere in piedi un numero di gare sufficienti in modo tale che questo campionato abbia un senso».

Rally Italia Sardegna a fine settembre? La richiesta di ACI

A tal proposito, il direttore del settore rally in FIA Yves Matton ha dichiarato ai microfoni di Motorsport Aktuell che l’obiettivo è di far sì che la stagione 2020 si componga di almeno sette gare, e quindi si punta a salvare altri quattro appuntamenti per chiudere decorosamente questa annata disgraziata. Sticchi Damiani rivela la richiesta avanzata di spostare il Rally Italia Sardegna a fine settembre (in anticipo rispetto alla date chieste dall’Argentina, i cui organizzatori puntano ad un rinvio tra fine ottobre ed inizio novembre), anche per preservare un clima non troppo rigido e condizioni pressoché immutate rispetto allo slot di giugno. «Ancora non sappiamo se verrà accolta questa richiesta», spiega il presidente, che non nasconde un certo pessimismo visti i rischi di altri annullamenti: potrebbe infatti saltare quasi certamente il Safari Rally di luglio, mentre anche il Rally di Finlandia di agosto trema alla pari del successivo appuntamento in Nuova Zelanda (il Primo Ministro Jacinda Arden ha recentemente sentenziato che il Paese difficilmente riaprirà i suoi confini nell’immediato futuro).

“Privilegeremo i campionati più importanti, speriamo di salvare questa stagione”

Parlando invece dei nostri campionati, Sticchi Damiani affronta il discorso dei protocollo e delle procedure avviate dalla Giunta Sportiva per il ritorno alle gare. «Noi siamo convinti di aver fatto tutto il possibile affinché ci possa essere una ripresa in sicurezza», grazie allo gruppo di lavoro medico e del contributo del Politecnico di Torino. In generale il presidente ACI riconosce che si sta «fatalmente creando» uno spazio nei calendari delle varie competizioni automobilistiche italiane per via di una serie di rinunce, «e per questo motivo abbiamo deciso di privilegiare i campionati più importanti. Bisogna partire con il piede giusto», nonostante Sticchi Damiani stia notando una certa «rassegnazione» nell’ambiente. «Non ci voleva questa situazione, visti i risultati e la crescita che il nostro sport stava avendo in questi anni», riflette. Infine, una previsione sul futuro, dal quale si aspetta un ridimensionamento sia qualitativo che quantitativa sul numero, un po’ alto, di gare che andranno incontro ad una specie di «selezione naturale»: «Il 2021 potrebbe essere una stagione in cui si lavorerà al 70, 75% rispetto al 2019. Il problema però è chiudere il 2020 con meno danni possibili». Ci vorrà tempo insomma per tornare ad una piena normalità.

 

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