Carlos Sainz Jr e i giri con una vettura rally assieme al padre: “Inizio a dargli del filo da torcere”

I due Sainz a bordo di un auto rally

Carlos Sainz padre e figlio ogni tanto salgono a bordo assieme della stessa vettura rally: ecco gli aneddoti del giovane pilota F1 a proposito dell'illustre genitore
Carlos Sainz Jr e i giri con una vettura rally assieme al padre: “Inizio a dargli del filo da torcere”

Forse non tutti sanno che i due Carlos Sainz, padre e figlio, ogni tanto si dilettano a bordo di una vettura rally, che provano su un circuito privato poco distante da Madrid.

I ricordi di Carlos Sainz Jr e la competizione con il padre

La curiosità viene riportata da WRC.com citando a sua volta un articolo pubblicato su Formula1.com, in occasione del compleanno di Sainz Senior (avvenuto lo scorso 12 aprile) con una intervista al figlio impegnato nella F1 come pilota McLaren. «La prima volta che provai una vettura rally (sotto la sua supervisione) avevo 16 anni», racconta Carlos Jr. «Avevamo questa auto nella campagna nei pressi di Madrid ed ogni volta che potevo andavo e la provavo. Naturalmente mio padre negherà, ma penso che mi stia avvicinando a lui ogni volta e stia iniziando a dargli un po’ di filo da torcere. Mia madre non ci permette di prendere i tempi dei nostri giri per evitare una escalation di competitività… ma comunque ci sono vicino, senza dubbio!».

Quando Carlos Sainz Jr capì di voler fare il pilota

Carlos Sainz Senior agli inizi degli anni Novanta vinse due volte il WRC, a bordo di una Toyota Celica ST 165 assieme al navigatore Luis Moya nel 1990 e con una Celica Turbo St 185 nel 1992 (sempre con Moya). In carriera vanta anche 26 vittorie su 196 gare iridate rally disputate, record poi battuto da Sébastien Loeb, e tre successi nella Dakar, l’ultimo quest’anno. Una autentica autorità dei rally e dei rally raid, e meno male che il figlio ha evitato paragoni difficili da reggere puntando sulla pista, riuscendo ad entrare nella ristretta élite della F1. «Nel 2005 mio padre mi portò al GP di Spagna: lì incontrai Fernando Alonso e ne rimasi entusiasta», ha ricordato il pilota che assieme a Lando Norris veste i colori McLaren. «È lì che ho capito cosa volevo essere da grande. Anche mio padre era molto appassionato di F1 e se non avesse fatto il rally, sono sicuro che avrebbe probabilmente cercato di perseguire una carriera in questa disciplina».

“Con mio padre in auto mi sento teso perché non ho il controllo”

Chissà come sarebbe andata a finire: tuttavia con i se e con i ma non si fa la storia ed ecco quindi che il bicampione WRC cerca di trasmettere la passione per i rally al figlio, anche per far sì che possa fare progressi con le monoposto. «Quando facciamo pratica con l’auto da rally, oltre a divertirci molto, ascolto sempre lui e i suoi trucchi del mestiere», ha proseguito Sainz Junior a proposito del padre. «È sempre stato un convinto sostenitore del fatto che provare diverse vetture su diverse superfici e condizioni alla fine possa aiutarmi quando salgo a bordo di una monoposto di F1. E su questo mi trova assolutamente d’accordo. L’unica cosa che non mi piace quando siamo in campagna è fargli da copilota. Anche se ho fiducia al 100% in lui, per ovvie ragioni, e guidiamo praticamente dietro casa nei dintorni che conosce bene, non mi diverto più di tanto perché non ho il controllo. Sono così teso!».

 

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