WRC | Yves Matton assicura: “Stiamo lavorando tutti per uscire al meglio da questa situazione”

Matton rassicura sul futuro del WRC

Il Direttore Generale Rally FIA Yves Matton parla del momento attuale del WRC, piegato dall'incertezza del coronavirus. "C'è molta collaborazione tra le parti, prenderemo la decisione migliore, non la più avventata"
WRC | Yves Matton assicura: “Stiamo lavorando tutti per uscire al meglio da questa situazione”

In una serie di dichiarazioni concesse al sito DirtFish, il direttore del settore Rally in seno alla FIA Yves Matton ha voluto fare il punto della situazione nel campionato WRC 2020, alle prese anch’esso con le conseguenze della pandemia.

La fiducia di Matton: “Saremo più forti di prima. C’è molta collaborazione tra le parti”

Sappiamo che il Mondiale Rally, dopo aver espletato miracolosamente i primi tre appuntamenti stagionali, potrebbe non ripartire a luglio con il Safari Rally (salvo colpi di scena, e in effetti ultimamente non sono mancati). Se così fosse, dopo aver saltato il Rally Argentina di aprile, quello portoghese a maggio e quello nei nostri confini a giugno il WRC potrebbe riprendere il suo cammino dal Rally di Finlandia di agosto, i cui lavori al momento fervono così come quelli del successivo round in Nuova Zelanda. Matton, che prima di ogni cosa ha voluto dedicare un pensiero a quanti stanno lottando in prima linea contro il COVID-19 («Sono gli eroi della nostra società e dobbiamo essere loro grati per quanto stanno facendo»), ha assicurato nel corso dell’intervista che in FIA stanno lavorando alacremente e senza clamori per cercare di sistemare il più possibile la situazione attuale: «Non diciamo che stiamo lavorando sodo ed ogni giorno su questo – lo facciamo e basta. Non stiamo semplicemente seduti e aspettando in cui il lockdown finirà. Sicuramente dovremo lavorare di più di quanto non abbiamo fatto in passato a causa di questa situazione. Ma siamo all’opera per prendere le giuste decisioni».

Matton ritiene che da questo momento si uscirà, ed anche bene, almeno per quanto riguarda la Federazione. «Sappiamo che questa crisi avrà un grande impatto nel motorsport in generale ed anche sul WRC. Ma la sensazione che ho, ed è ciò che vogliamo veramente con la FIA, è cercare di essere più forti dopo questa crisi di prima. Tutto quello che posso dire è che le discussioni con le parti interessate sono più aperte rispetto al passato. Niente è tabù e nessuno si offende quando metti sul tavolo alcune idee che, poche settimane fa, non sarebbero state ben accolte qualora provassi soltanto a parlarne. Riunire le parti interessate per trovare un futuro più sostenibile per il WRC è molto importante e mi dà fiducia nel vedere tutti che lavorano più vicini in questo momento; è molto bello sapere che ci si concentra più sul campionato e non sull’interesse di ciascuno».

“Prenderemo la decisione più giusta, non la più avventata”

Tra i team erano iniziate a serpeggiare delle preoccupazioni riguardo ai costi futuri da affrontare nel campionato, viste le difficoltà economiche che potrebbe fronteggiare quest’anno con un calendario che perde continuamente pezzi ed il peso della crisi da COVID-19 sui bilanci dei costruttori. Matton è conscio di questi problemi, considerata la sua precedente esperienza di team principal in Citroen: perciò l’obiettivo è di «prendere la decisione più giusta e non la più avventata» e fare in modo che il Mondiale Rally non veda la fuoriuscita di altri team, cosicché possano continuare a gareggiare gli stessi quest’anno e confermino il loro impegno anche nel 2021. C’è da dire però che il blocco dei test privati sega non poco le gambe a Toyota Gazoo Racing, che spera in una ripresa delle sessioni al più presto possibile per preparare in tempo la vettura che schiererà il prossimo anno, pena ipotetiche decisioni clamorose come il ritiro dal WRC. Matton è stato tuttavia categorico al riguardo, nonostante Toyota possa provare la vettura nella sua base in Finlandia, in una zona senza limitazioni di sorta. «È nell’interesse del WRC che nessuno tragga vantaggio dagli altri durante questa crisi. Ecco perché abbiamo preso la decisione e chiesto alla commissione WRC e al World Motorsport Council di vietare i test. Comprendo bene [il punto di vista di Toyota] su questo tema in termini di marketing, ma capisco anche la posizione di altri costruttori. So che testare una nuova auto fornisce informazioni anche per la vettura attuale».

«Forse fa parte del mio essere il voler aspettare un po’ e fare un piano con il giusto livello di informazioni», ha proseguito poi Matton tornando sulla situazione generale del campionato. «Tutti si aspettano qualcosa e tutti vogliono informazioni. In questo periodo di grandi dubbi tutti vogliono ciò e pure noi vogliamo sapere quale sarà il nostro futuro; ma non è un valido motivo per precipitare le cose e forse influenzare male il futuro. La cosa principale e tutto quello che posso dire ora è che i costruttori e gli organizzatori sono motivati ​​ad iniziare il più presto possibile e sono tutti impegnati a restare parte del WRC. Ma tutto è legato alla decisione dei governi e ogni settimana abbiamo nuove informazioni da essi», riferendosi alle politiche di lockdown. «Alcuni Paesi stanno riaprendo o riducendo il blocco, ma è ancora difficile conoscere i vincoli, quali confini verranno chiusi. È difficile oggi, ma quando avremo una visione chiara allora ricominceremo».

“I team vogliono far parte del WRC 2022 ibrido”

Sullo sfondo di questa situazione senza precedenti, il famigerato futuro ibrido che scatterà dal 2022 e l’implementazione dei nuovi regolamenti. «Una cosa che è molto importante – e forse ci troviamo in una posizione diversa dalla Formula 1 – è che tutti i costruttori del WRC ci stanno facendo capire con forza che vogliono continuare ad essere coinvolti per il 2022. Forse dovremo cambiare alcune cose, ma tutti mi dicono che vogliono impegnarsi per il 2022 e questo conta per il futuro. E forse più che mai sono abbastanza convinti del futuro della disciplina, ma anche della sostenibilità del WRC e dell’idea di avere 20 auto di serie all’inizio di ogni evento. Questo mi dà molta più fiducia per il futuro del World Rally Championship – conclude Matton – in cui i costruttori si vogliono ancora impegnare nel campionato a diversi livelli e non solo come vetture di punta, ma anche con i programmi dei clienti. Tutti sono davvero aperti nello scambiare informazioni e cercare di trovare la soluzione migliore per il futuro del WRC ed i rally in generale».

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