WRC | Lo scetticisimo di Latvala: “Alcune gare non potranno essere recuperate”

Le previsioni di Latvala

Secondo Jari-Matti Latvala è improbabile che possano essere recuperate quest'anno tutte le gare saltate per via del coronavirus
WRC | Lo scetticisimo di Latvala: “Alcune gare non potranno essere recuperate”

Ci sono alcuni piloti impegnati part time nel WRC che, causa coronavirus, hanno visto compromesse le speranze di poter correre almeno un paio di appuntamenti iridati. Uno è Hayden Paddon, protagonista di un caso ormai al limite dell’assurdo (è dallo scorso anno che prova a gareggiare in un round mondiale a bordo di una World Rally Car Plus, senza riuscirci), e l’altro è Jari-Matti Latvala.

La stagione 2020 di Latvala

Impegnato a mettere su un programma di alcuni appuntamenti del WRC 2020 solo con le proprie forze, soprattutto economiche, il finnico ex Toyota era riuscito a correre al Rally di Svezia, terminato però prima del previsto per noie al motore della sua Yaris WRC. Latvala però era riuscito a strappare la possibilità di correre al Rally Italia Sardegna, come parte di un programma che in teoria punterebbe – salvo questioni di budget – a mettere insieme cinque gare stagionali.

Poi è arrivato il cigno nero, ovvero l’evento inaspettato della pandemia del coronavirus, che ha sparigliato i progetti della popolazione mondiale, inclusi quelli di Latvala. Il finlandese è sempre stato uno schietto, diretto, soprattutto adesso che è un free agent e può permettersi ora più che mai di parlare a ruota libera: questo per dire che il pilota è uno dei pochi a sostenere che il re è nudo, ovvero che è difficile riuscire a riposizionare degli eventi internazionali nel calendario di quest’anno.

Sono saltati, nell’ordine, Rally di Argentina (previsto ad aprile), Rally del Portogallo (maggio) e Rally Italia Sardegna (giugno): tre mesi di gare che al momento risultano non cancellate, ma rinviate. Questo per tutelare i sacrosanti interessi economici dei territori e degli organizzatori e far sì che non ci siano perdite che metterebbero in serie difficoltà chi con tanta fatica lavora mesi su mesi per dar vita ad eventi di livello mondiale. Ma per Latvala è molto difficile che queste gare possano essere ricollocate nel calendario 2020: gli spazi di manovra sono troppo esigui.

Le teorie di Latvala sulla ripresa del WRC

«Sono stupito dal rinvio degli appuntamenti. Dove vuoi che possano essere sistemate queste competizioni? C’è molto poco spazio di manovra nella seconda metà della stagione. Non esiste una soluzione razionale per la logistica. Non ci saranno ulteriori altre gare nella seconda metà dell’anno», è la sentenza del finlandese. «l rinvio è solo un abbellimento delle cose perché non vogliono parlare di cancellazione».

A suo dire, insomma, risulta difficile poter ricollocare le gare saltate in autunno o in coda alla stagione. Forse è una visione troppo pessimistica, forse sufficientemente pragmatica: magari la verità sta nel mezzo, con gli sforzi di poter recuperare se non tutti almeno qualche appuntamento. Già, ma chi avrà la priorità? Ricordiamo che è a serio rischio anche il Rally Safari, alle prese con imprevisti che non riguardano solo il COVID-19, e di conseguenza il WRC 2020 ripartirebbe ad agosto (!) dal Rally di Finlandia.

Il Rally del Galles nel futuro di Latvala?

Questo potrebbe essere lo scenario secondo Latvala, che sostiene un cammino del Mondiale che dalla Finlandia porterebbe gli equipaggi in Nuova Zelanda e successivamente in Giappone, perché è impossibile dal punto di vista logistico andare dall’altro capo del mondo per recuperare nel frattempo l’Argentina, sentenzia il pilota. Inoltre teorizza un recupero del Portogallo al posto del Rally di Turchia, con l’impossibilità di correre in Sardegna perché a suo dire le condizioni non sono le stesse tutto l’anno.

Congetture, che andranno messe alla prova dei fatti e di come si svilupperà la situazione nei prossimi mesi. Nel frattempo Latvala potrebbe sostituire il Rally Italia Sardegna con il Galles, assieme all’appuntamento di casa in Finlandia: ma nel frattempo lui e gli altri piloti del WRC si ritrovano sulla stessa barca, sballottata qua e là dall’incertezza del coronavirus.

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