WRC | Adamo e i punti deboli di Hyundai in alcune gare. Intanto il suo metodo divide

Scintille tra Adamo e Makinen

Il team principal di Hyundai Motorsport, Andrea Adamo, rivela gli appuntamenti del WRC dove la vettura sembra faticare di più. Intanto Tommi Makinen solleva i suoi dubbi sul modo di operare del rivale
WRC | Adamo e i punti deboli di Hyundai in alcune gare. Intanto il suo metodo divide

Hyundai Motorsport si prepara al primo evento su sterrato della stagione del WRC, in programma la prossima settimana al Rally del Messico (confermato nonostante il dilagare a macchia di leopardo in tutto il mondo del coronavirus); tuttavia il team principal Andrea Adamo ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

La squadra è reduce dall’ottima partenza con la vittoria di Thierry Neuville al Rallye di Monte Carlo, seguita poi dal secondo posto di Ott Tanak in Svezia come unico miglior risultato, mentre il compagno di squadra belga non è andato oltre il sesto posto. Un piccolo arretramento per Hyundai che ha perso nel giro di un appuntamento la testa della classifica costruttori, spodestata – seppur di poco, solo dieci punti – dalla diretta rivale Toyota Gazoo Racing.

La disamina di Adamo: “In Svezia e in Galles non andiamo al massimo”

Adamo, come tutti i team principal che chiedono il massimo della propria squadra, fatica ad accettare il fatto di essere dietro alla squadra di Tommi Mäkinen in eventi su sterrato e all’insegna della velocità come la Svezia o il corrispettivo estivo in Scandinavia del Rally Finlandia, dove l’anno scorso il loro miglior risultato fu il settimo posto di Craig Breen. «Il fatto è che, secondo me, non siamo bravi nelle strade – è la spiegazione che si dà con la consueta schiettezza Adamo al sito DirtFish – non è una questione quindi di essere veloci o non veloci. Riguarda maggiormente il fondo terra. In Gran Bretagna l’anno scorso non siamo stati così competitivi [secondo posto di Neuville, sesto di Andreas Mikkelsen ed ottavo di Breen al Rally del Galles 2019, ndr]. Non siamo andati così male, ma non eravamo nelle posizioni di testa ed ora stiamo affrontando di nuovo un po’ lo stesso problema che abbiamo avuto in passato in Gran Bretagna. Sinceramente, se notiamo, ho avuto la sensazione che andassimo meglio in Finlandia l’anno scorso. Dall’esperienza che ho fatto sin da quando ho iniziato questo impegno a Monte Carlo lo scorso anno, fino ad oggi, direi che il problema che abbiamo avuto è specifico per la Svezia e Galles».

Spiega ulteriormente Adamo: «Abbiamo dimostrato chiaramente il limite della nostra auto ha in termini di prestazioni su questi tipi di fondo. Abbiamo lavorato dallo scorso gennaio per migliorare, ma non abbastanza duramente, perciò dobbiamo migliorarci di più. Ci sono 13 appuntamenti nel campionato del mondo: se vuoi vincerlo, devi essere il primo assoluto in tutto il mondo».

Il team principal dedica poi un ultimo commento alle prestazioni di Neuville, punta di diamante della squadra assieme a Tanak: «A volte Thierry è in grado di colmare il divario prestazionale che la nostra auto ha rispetto alle altre. A volte, da essere umano quale è, non può fare miracoli. Sta facendo del suo meglio».

Makinen e i dubbi sul metodo Adamo

Fa discutere intanto nel mondo WRC il metodo Adamo, ovvero l’abitudine dell’ingegnere piemontese di far ruotare i piloti non fissi, spesso cambiando a sorpresa la terza guida. In Messico farà il suo debutto stagionale Dani Sordo, che in virtù del fatto di non aver corso altre gare partirà per ultimo, e quindi godrà di un’ottima posizione quando si tratta di strade sterrate, già pulite dagli avversari e con maggiore grip e velocità. Un metodo machiavellico ed efficace, che mira ad ottenere il meglio dalla squadra schierando ogni volta la line-up più adatta per ogni evento. A ciò si aggiunge poi l’altra abitudine di Adamo, ovvero quella di far correre ai propri piloti quanti più appuntamenti fuori dal WRC durante l’anno per migliorare la loro confidenza con la vettura e testare su di essa eventuali migliorie.

I team principal avversari, che non sfruttano questo modus operandi, restano un po’ dubbiosi riguardo le scelte eccentriche di Adamo, pur non criticandole apertamente. Tommi Mäkinen ha dichiarato al sito Rallit.fi: «Non sono del tutto certo se si tratti di una regola sportiva cambiare pilota il lunedì successivo all’ultimo evento. È un po’ bizzarra come cosa». Mäkinen starà a vedere, afferma, come si comporterà Hyundai adesso che il campionato entra in una lunga fase di eventi solo su sterrato, e se ci saranno continui cambi di line-up, ma non si sbilancia quando gli si chiede se il metodo di Adamo si giusto o sbagliato, preferendo rimanere sul vago.

Sempre ai microfoni di DirtFish il team manager di Hyundai (che trova invece l’approvazione di Richard Millener, che guida la squadra di M-Sport, sostenendo che farebbe lo stesso se potesse) ha risposto per le rime al suo collega e rivale: «Sembra che Tommi abbia più tempo per pensare ai miei piloti che io per pensare ai suoi commenti». Gioco, partita, incontro.

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