Formula E | Evans infuriato con Jaguar dopo l’errore delle qualifiche

Partirà ultimo

Mitch Evans è infuriato per l'errore di Jaguar nelle qualifiche, che lo vedrà partire ultimo nell'ePrix di Marrakech della Formula E.
Formula E | Evans infuriato con Jaguar dopo l’errore delle qualifiche

A causa di un errore di strategia di Jaguar, Mitch Evans non è riuscito a completare un giro valido per le qualifiche dell’ePrix di Marrakech, quinto round stagionale della Formula E. Il pilota neozelandese, attuale capoclassifica, è infuriato con la propria squadra.

L’errore di Jaguar nelle qualifiche

Evans aveva segnato il miglior tempo nelle seconde prove libere disputate stamattina e si presagiva un’eguale prestazione nelle qualifiche. Però, il neozelandese non si aspettava di passare sotto la bandiera a scacchi… senza marcare un giro veloce valido! Jaguar ha optato per una strategia di due giri – e non quella tradizionale da tre – mandandolo in pista troppo tardi; a ciò si è aggiunto anche un ultimo settore troppo lento nel suo giro d’uscita, passando in ritardo di quasi 0”268. Il leader della classifica ha comunque continuato per il suo riferimento cronometrico e, secondo quanto riferito, avrebbe chiuso con un tempo di 1’17”4 che lo avrebbe portato comodamente nella parte alta della graduatoria e, molto probabilmente, anche nella Super Pole riservata ai primi sei. Evans, uscito dall’abitacolo e toltosi il casco, era chiaramente alterato per quanto accaduto.

Le parole di Evans e di Barclay

«Sono furioso, ho fatto un tempo di 1’17”4» ha detto un furioso Evans. «Nella mia posizione di campionato non potevamo permetterci questi errori. Pensavo di aver passato in tempo la linea del traguardo, ma ovviamente mi sbagliavo». «Optare per una strategia a due giri varia a seconda del circuito e delle temperature ambientali, molti fattori entrano in gioco», ha dichiarato James Barclay, Team Director di Panasonic Jaguar Racing, a Motorsport.com. «Oggi ritenevamo che sarebbe stata l’opzione più veloce e penso che sia ancora la strategia giusta. Nel terzo settore avevamo un buon margine, ma per qualche ragione abbiamo perso molto tempo. In qualunque modo in cui lo guardiamo, abbiamo fatto comunque un errore».

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