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CIR | La Giunta Sportiva ACI contro gli atti di sabotaggio in gara: ecco le nuove norme

Aggiornata le Norme per il Rally

Campionato Italiano Rally, la Giunta Sportiva ACI ha aggiornato le Norme Generali 2020 di settore per arginare atti di sabotaggio come i chiodi sul percorso: ecco le novità
CIR | La Giunta Sportiva ACI contro gli atti di sabotaggio in gara: ecco le nuove norme

Tra circa due settimane scatterà dal Rally Il Ciocco (al momento confermatissimo nonostante il coronavirus che sta un po’ imperversando al nord) la stagione 2020 del Campionato Italiano Rally, competizione ancora un po’ adombrata dai fatti che hanno sconvolto il finale dello scorso anno.

Proprio per evitare anzitutto rischi per l’incolumità di chi gareggia (sì, parliamo del famigerato caso forature e degli atti dolosi che soprattutto nell’ultimo appuntamento del Tuscan Rewind sono costati gara e vittoria di alcuni equipaggi, come ha parzialmente riconosciuto a gennaio la Giunta Sportiva di ACI dopo gli esiti dell’inchiesta federale) sono state approntate delle novità per le Norme Generali 2020 dedicate al Settore Rally, come ha stabilito la Giunta Sportiva ACI – su proposta della Commissione Rally ACI Sport – lo scorso lunedì.

L’aggiornamento delle Norme per il Rally 2020: i fatti violenti e la responsabilità oggettiva

Questi aggiornamenti riguardano proprio i cosiddetti «fatti violenti dei terzi», quindi tutte quelle azioni a carattere doloso che puntano a sabotare la gara altrui, se non con intenti ancora più criminosi. Si tratta di un segnale importante ed atteso per un CIR la cui edizione precedente è ancora sotto la spada di Damocle di un reclamo pendente, scaturito proprio dai presunti atti di sabotaggio a suon di chiodi sul terreno, che potrebbe mettere in discussione i titoli piloti e costruttori assoluti.

Sottolineiamo il fatto che si tratta di norme valide solo per il Campionato Italiano Rally ed i suoi iscritti, e che mirano innanzitutto a definire e circoscrivere il tipo di “atto violento” che possa alterare il risultato di una gara. All’articolo A (“Fatti Violenti dei Terzi – Sostenitori”), viene considerato tale qualunque tipo di azione in cui vengano collocate «pietre, chiodi o altri ostacoli sul percorso di gara ovvero utilizzi finte segnalazioni o eserciti qualsiasi altro sistema di interferenza o di disturbo»: basta anche solo tentare di compiere questi atti – e quindi non devono per forza andare a compimento – per essere considerati “atti violenti”.

Definito quindi il raggio di azione, la norme esplicita un concetto importante, ovvero quello della responsabilità oggettiva che nel mondo sportivo è presente in altri ambiti e discipline. Un principio valido per tutti i titolari di licenza sportiva in gara nel rally, si legge, e che si ricollega all’articolo 223 del Regolamento Sportivo Nazionale, che recita: «Il concorrente ed il conduttore rispondono sempre dell’infrazione o frode commesse e sono oggettivamente responsabili, fino a prova contraria, dell’operato dei loro dipendenti, collaboratori ed in caso di società o ente chi la rappresenta è solidalmente responsabile con la stessa. Il concorrente ed il conduttore rispondono a titolo di responsabilità oggettiva dell’infrazione o frode commesse da terzi e dai propri sostenitori anche se i fatti avvengono nel periodo precedente, durante o successivo alla manifestazione, nell’area dell’impianto e nelle zone limitrofe».

Insomma, se – ipotizziamo – uno degli iscritti o team in gara tentasse di sabotare gli avversari tramite terze persone, a loro riconducibili e che in tal caso si “sporcherebbero le mani” mettendo in atto gli atti relativi a «illecito sportivo, frode sportiva associate a condotte violente e pericolose contro l’incolumità di altri concorrenti e una o più persone, anche solo tentate», il “mandante” sarà ritenuto responsabile e dovrà pagarne le conseguenze.

L’accertamento dell’illecito sportivo e i provvedimenti

In questo caso scattano i provvedimenti del Collegio dei Commissari Sportivi, secondo quanto disposto dall’articolo 21.16 delle Norme Generali – Settore Rally aggiornate al 2020 e che si intitola proprio “Alterazione dei Risultati di un Rally (riferimento agli iscritti e gare CIR)”. Vengono regolate le fattispecie di atto doloso, come il “Danneggiamento tentato o provocato mediante chiodi, ostacoli od altri sistemi” (arti.21.16.1), quindi anche finte segnalazioni o comunque qualunque magheggio per sabotare la gara dei concorrenti. In tal caso chi si sente danneggiato ha l’obbligo «di immediata denuncia all’Ufficiale di Gara incaricato alla fine della stessa prova speciale» e di mettere a disposizione la propria camera car, obbligatoria sulle vetture (art. 21.16.1.1). Sussiste inoltre l’obbligo di presentare anche un reclamo, con eventuali ulteriori prove (l’Ufficiale di Gara apporrà invece un sigillo alle parti danneggiate nel primo accertamento).

Il caso dovrà poi essere «tempestivamente» esaminato dal Collegio dei Commissari Sportivi, che dovranno individuare «eventuali casi di frode sportiva» e acclarare perciò se ci sono state «connessioni con concorrenti in gara».

Se verranno trovati degli illeciti, il Collegio dei Commissari Sportivi avrà la facoltà di attuare dei provvedimenti, quali l'”Attribuzione di tempo forfettario” (art.21.16.3), da applicare in «in ciascuna della/e prove speciali in cui si sono verificati ed accertati» atti di sabotaggio: in questo caso vale il principio dell’attribuzione del tempo più equo, come è avvenuto per l’equipaggio Citroen formato da Luca Rossetti ed Eleonora Mori per la PS8 del Tuscan Rewind 2019.

Previsti i tutor per sorvegliare tratti di percorso

All’art.21.16.4 viene inoltre specificata e descritta la “Procedura di consegna materiale”. L’articolo recita: «Alla fine di ciascuna prova speciale dovrà essere individuata, in sede di sopralluogo preventivo del Supervisore, una zona posta dopo il cartello stop della P.S. e prima del cartello fine zona di controllo. In tale zona sarà consentito ai conduttori di effettuare le necessarie operazioni per la consegna di materiali sulla vettura, in deroga al divieto vigente nelle zone di controllo. […] In entrambi i casi, la zona sarà delimitata mediante fettuccia o transenne; all’interno della stessa potranno accedere solo i concorrenti/conduttori e gli ufficiali di gara preposti, tale zona sarà identificata da apposito cartello[…] nonché sul radar». E ancora: «Le fasi di ingresso della vettura nella zona unitamente alle condizioni della vettura e le operazioni preliminari di consegna dovranno essere video riprese; ciascun particolare consegnato dovrà essere fotografato, e dotato di
documentazione di identificazione debitamente sottoscritta dal concorrente e Commissario tecnico».

Infine all’art.21.16.5 si introduce la figura dei tutor (validi solo per il CIR), su disposizione della Direzione Gara, il cui incarico sarà quello di sorvegliare «specifici tratti di percorso intercorrenti fra un punto di servizio di C.P. e l’altro in relazione ad apposizioni di ostacoli, chiodi, pietre etc.». Nel caso venissero rilevate delle regolarità, i tutor dovranno documentarle con foto e video. La designazione di questa figura assieme alle procedure per scovare e punire eventuali illeciti come i chiodi sul percorso basteranno per evitare un altro calvario per gli equipaggi, dopo il caso forature dello scorso anno? Tra pochi giorni scopriremo se sarà così, ma intanto la Federazione si sta muovendo sulla strada giusta per salvare il Campionato Italiano Rally.

Crediti Immagine di Copertina: ACI Sport

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