WRC | Rally Svezia 2020: anteprima ed orari

Guida al Rally Svezia 2020

Pur con un percorso rivisto al ribasso, il Rally Svezia 2020 si terrà: ecco i dettagli sul programma, orari, copertura tv del secondo appuntamento del WRC
WRC | Rally Svezia 2020: anteprima ed orari

Il tour invernale del campionato WRC 2020 si conclude al Rally di Svezia, secondo appuntamento stagionale nonché unico su fondo innevato (con il rischio che quest’anno, per via delle temperature miti, saltasse tutto: ne riparleremo). L’evento nella regione del Värmland, ma che sconfina anche in Norvegia, sembra faticare quest’anno nel preservare le sue tipiche condizioni invernali, con tutto ciò che ne consegue sulla imprevedibilità della gara.

Breve storia del Rally Svezia

Il Rally di Svezia diventa un evento tipicamente all’insegna del ghiaccio e della neve dal 1965, quindici anni dopo la sua nascita come gara che si disputava inizialmente d’estate (e infatti veniva chiamato Rally al Sole di Mezzanotte). Entrato nel WRC nel debutto del campionato iridato del 1973, l’appuntamento scandinavo è stato appannaggio dei piloti di casa (ed intendiamo provenienti non solo dalla Svezia, ma da tutta la penisola nordica) sino alla vittoria di Sébastien Loeb nel 2004, uno dei quattro non scandinavi a scrivere il proprio nome sull’albo d’oro della corsa: oltre al francese, citiamo anche il connazionale Sébastien Ogier (al successo tre volte, ovvero nel 2013, 2015 e 2016), il belga Thierry Neuville vittorioso nel 2018 e il recente exploit nel 2019 dell’estone Ott Tanak.

Per il resto, a dominare il conteggio dei trionfi al Rally Svezia troviamo in vetta il pilota di casa (nato ad Örebro) nonché titolato WRC nel 1984 Stig Blomqvist, a quota cinque vittorie tra gli anni Settanta ed Ottanta, seguito dal finnico Marcus Grönholm con altrettanti successi nei primi anni Duemila, parimerito con lo svedese Björn Waldegård negli anni Sessanta e Settanta. Nella classifica dell’albo d’oro troviamo a quota tre anche un altro finnico, ovvero Jari-Matti Latvala, che esordirà in questa stagione del WRC proprio in Svezia, e l’attuale team principal di Toyota Gazoo Racing Tommi Mäkinen, anche lui fermo a tre successi sul finire però degli anni Novanta.

Le caratteristiche del Rally Svezia

Tocca ripeterci ancora una volta: il Rally di Svezia è l’unico appuntamento invernale del campionato WRC, non solo dal punto di vista stagionale ma delle stesse condizioni in cui si corre. Quindi i team si preparano a correre con vetture dotate di gomme chiodate ma le insidie sono molte, a cominciare dallo stato del fondo (se le temperature sono miti, come lo sono state in queste settimane, la lettura della gara cambia radicalmente) e dai muri di neve ai lati della strada: questi possono essere sfruttati in uscita da una curva per sostenere ed accompagnare la vettura in modo tale che possa percorrerla in maniera precisa e con un certo slancio, ma se le temperature salgono i muri perdono solidità nella neve che li compone, ed in questo caso le auto rischiano di finirci intrappolate o come minimo di perdere velocità.

Inoltre, le gomme chiodate Michelin (dotate di 384 chiodi lunghi 20 millimetri – di cui 7 esposti – e pesanti 4 grammi ciascuno e con punta in tungsteno, capace di resistere all’ossidazione dell’aria anche in regimi molto freddi), potrebbero incrinare sino a rompere il fondo ghiacciato sui cui corrono, specialmente quando si gareggia sotto lo zero, rivelando così passaggio dopo passaggio le ghiaina sottostante ed influenzare negativamente il grip. Infine il service con temperature rigide complica il lavoro dei meccanici, che ovviamente devono indossare indumenti pesanti e soprattutto dei guanti. L’aria densa e fredda, inoltre, non infastidisce solo gli esseri umani ma anche le auto, visto che a risentirne potrebbero essere anche le prestazioni della turbina del turbocompressore. Gli equipaggi inoltre sono dotati di una pala, nell’eventualità ci fosse bisogno di liberare la vettura dalla neve.

Il percorso rivisto del Rally Svezia 2020

Ora, tutto questo discorso è valido se le strade del Rally Svezia sono innevate e ghiacciate; tuttavia, considerate le temperature miti delle ultime settimane nella zona di Värmland, sud-ovest del Paese scandinavo dove si terrà la gara, gli equipaggi si ritroveranno ad affrontare delle condizioni non proprio invernali. Una situazione che riporta alla memoria l’edizione 2016, a rischio cancellazione proprio per questo motivo, ed anche quest’anno si è corso il pericolo di dover saltare il secondo appuntamento del WRC. Poi, delegati FIA, promoter del WRC, organizzatori e team hanno trovato la quadra salvando l’evento ma quasi dimezzandolo nel suo percorso. Avremo quindi 171,64 km di gara in luogo dei 300,84 previsti, mentre le prove speciali saranno 11 e non più 19.

Si comincia con il programma originario di giovedì 13 febbraio, in cui ci sarà lo shakedown di Skalla e a seguire, nella prima serata, la cerimonia di partenza a Karlstad, capoluogo del Värmland e teatro della PS1, che si disputa come ormai tradizione nella zona della pista da trotto. Dal giorno successivo iniziano i cambiamenti: è mantenuta sì la successione della tre PS originariamente previste, ovvero la Hof-Finnskog, Finnskogen (sconfinanti in Norvegia, con la seconda che torna nel programma dopo essere apparsa l’ultima volta nel 2012) e la novità della Nyckelvattnet in terra svedese, ma sarà svolto un unico giro nella mattinata senza ripeterlo nel pomeriggio, in cui si disputerà soltanto la Torsby Sprint.

Queste quattro prove saranno ripercorse tali e quali sabato 15, con la medesima successione e senza ripetizione pomeridiana. In pratica il Rally Svezia si correrà quasi più in Norvegia che nel Paese che dà il nome all’evento, e salta tutto il programma di prove speciali previste il sabato tra cui l’iconico salto di Colin’s Crest (in omaggio all’indimenticato McRae) presente nella prova di Vargåsen: non ci sarà quindi quest’anno il premio speciale a chi riuscirà a compiere con la sua vettura il volo più lungo (il record resterà quindi ancora nelle mani di Eyvind Brynildsen, che arrivò a saltare 45 metri nel 2016). Infine domenica restano in piedi solo due PS, ovvero il doppio giro della Likenäs (il secondo varrà come Power Stage).

Rally Svezia 2020: programma ed orari

-Giovedì 13 Febbraio

09:01 – 12:00 – Shakedown (Skalla) 7, 21km

20:04 – Cerimonia di Partenza (Karlstad)

20:08 – SSS 1 Karlstad 1,90 km

-Venerdì 14 Febbraio

06:47 – Service A (Torsby)

08:42 – SS 2 Hof – Finnskog 1 21,26 km

09:20 – Service B (Namnå)

10:08 – SS 3 Finnskogen 1 20,68 km

11_08 – SS 4 Nyckelvattnet 1 18,94 km

15:00 – SS 8 Torsby Sprint 1 2,80 km

15:32 – Service C (Torsby)


-Sabato 15 Febbraio

06:47 – Service D (Torsby)

08:42 – SS 5 Hof – Finnskog 2 21,26 km

09:20 – Service E (Namnå)

10:08 – SS 6 Finnskogen 2 20,68 km

11:08 – SS 7 Nyckelvattnet 2 18,94 km

16:00 – SS 16 Torsby Sprint 2 2,80 km

15:32 – Service F (Torsby)


-Domenica 16 Febbraio

08:46 – Service G (Torsby)

10:08 – SS 17 Likenäs 1 21,19 km

12:18 – SS 18 Likenäs 2 [Power Stage] 21,19 km

15:00 – Cerimonia Podio Finale (Torsby)

Rallye Svezia 2020: come vederlo in tv e sul web

Pur rimaneggiato, il Rally di Svezia 2020 troverà la consueta copertura su DAZN, la piattaforma streaming che detiene i diritti del WRC e trasmetterà highlights e le prove speciali selezionate per la diretta televisiva (tra cui la Power Stage); spazio al secondo appuntamento iridato anche sul canale ufficiale a pagamento WRC + All Live, a cui ci si può abbonare e che fornisce l’offerta più completa tra resoconti, dirette, camera car, interviste dal parco assistenza e non solo, conferenze stampa e così via. Infine ricordiamo l’alternativa gratis di Red Bull TV, disponibile via app o sul sito ufficiale: anche in questo caso vengono proposte alcune dirette e gli highlights.



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