WEC | Signatech Alpine sfiora il podio alla 8 Ore del Bahrain

Una gara in crescendo

Signatech Alpine Elf è quinta alla 8 Ore del Bahrain, quarto appuntamento stagionale del FIA World Endurance Championship.
WEC | Signatech Alpine sfiora il podio alla 8 Ore del Bahrain

Un weekend dolceamaro per Signatech Alpine Elf alla 8 Ore del Bahrain, quarto appuntamento stagionale del FIA World Endurance Championship. La compagine francese, dopo non essere riuscita a segnare la pole position, ha chiuso in quinta posizione nella classe LMP2.

Il resoconto del weekend di Alpine

Come detto, l’Alpine A470 #36 non ha segnato il giro più veloce nelle qualifiche – come, invece, è sempre capito a Sakhir nelle precedenti edizioni – per un testacoda di Pierre Ragues, mentre André Negrão ci ha messo la pezza ma non sono andati oltre il 7° posto. Il brasiliano ha poi preso in mano il volante del prototipo anche alla partenza, inserendosi tra i primi cinque anche grazie al contatto tra Rebellion e Ginetta che hanno messo una certa confusione tra coloro che precedevano l’auto transalpina. Oscillando tra il 3° e il 5° posto, l’equipaggio ha gestito al meglio le gomme, soprattutto Ragues che non ha commesso particolari errori. Thomas Laurent ha condotto egregiamente i suoi stint e, a un’ora e venti minuti dalla fine, è andato all’attacco per recuperare qualche posizione, rimanendo però 5°. Grazie a G-Drive Racing, giunta quarta ma ineleggibile per la classifica iridata, alla squadra di Philippe Sinault sono stati assegnati 18 punti.

Le parole del team principal Sinault

Philippe Sinault, Team Principal: «Abbiamo sempre detto che in questa stagione saremo stati tutti vicini. Non è un caso che ci sono cinque squadre separate da soli 16 punti a metà stagione. Nulla è certo e sarà una battaglia fino alla fine e, in questo contesto, anche l’errore più piccolo può costare caro. Ne abbiamo realizzato uno in qualifica, dove avevamo bisogno ancora di un po’ di tempo per trovare il giusto assetto, e Pierre ha perso il controllo bloccando le quattro ruote per evitare conseguenze molto più serie. Ci è costato un set di pneumatici ma, in realtà, abbiamo fatto un pit-stop in meno, che ha comunque colpito il nostro ritmo».

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