WRC | Matton apre a modifiche sulle regole per l’ibrido. Calendario 2020 con una gara in meno?

Le manovre in vista del WRC ibrido

In attesa dell'imminente ufficializzazione della regolamentazione ibrida per il WRC, il direttore Rally FIA Matton precisa sulle eventuali modifiche. Intanto il WRC 2020 resterà con 13 appuntamenti?
WRC | Matton apre a modifiche sulle regole per l’ibrido. Calendario 2020 con una gara in meno?

Persiste una certa confusione nei cieli del WRC, campionato che sta attraversando un periodo piuttosto tormentato. Tra team in fuga, calendari che perdono pezzi e il futuro ibrido tutto da definire i fronti aperti per la FIA e per il promoter del Mondiale sono uno più incandescente dell’altro.

Arrivano le regole per l’ibrido del 2022, ma Matton apre a modifiche se…

Anzitutto, partiamo dalla nuova tecnologia a basso impatto che contraddistinguerà le motorizzazioni delle vetture in gara dal 2022: è in via di definizione il regolamento tecnico ufficiale e dettagliato per lo sviluppo delle auto che la FIA presenterà ai team. Ebbene, il sito finlandese specializzato Rallit.fi riporta le parole del responsabile Rally per la Federazione Internazionale, Yves Matton, che precisa il modus operandi: le scuderie avranno tempo sino ad aprile per recepire e sottoscrivere le nuove regole dell’era ibrida. Se così non sarà l’ex team principal di Citroen apre alla possibilità che queste regole potranno essere cambiate.

«I costruttori – spiega Matton – dovranno accettare le nuove regole entro aprile 2020, ma se ciò non dovesse accadere potranno essere ulteriormente cambiate ed avremo tempo per lavorarci un anno e mezzo fino al 2022». Queste parole si inseriscono nell’ennesima polemica in seno al WRC, con i team ufficiali (ancora piuttosto incerti sul da farsi) che si sono lamentati della lentezza nell’ufficializzazione delle nuove norme da parte della FIA. Da quanto trapela, alcune parti della vettura non saranno interessate dai cambiamenti che riguarderanno ovviamente le motorizzazioni e le batterie (la prossima settimana verrebbe definito il soggetto che le fornirà), come la trasmissione, le sospensioni e l’aerodinamica, che dovrebbero essere ancora appannaggio dello sviluppo apportato dai costruttori.

Subaru nel WRC dal 2022?

La Federazione punta ad aggiungere per il 2022 altri protagonisti, oltre ai già interessati all’ibrido e già presenti nel WRC Hyundai, Toyota e M-Sport Ford: si vocifera dal Giappone di un clamoroso ritorno di Subaru, che schiererebbe in caso il SUV XV Hybrid. Ma, come il caso Citroen insegna, non bisogna tirare troppo la corda dell’incertezza, altrimenti i costruttori potrebbero guardare altrove se non avranno i tempi tecnici per svolgere i test utili a mettere a punto la nuova tecnologia.

Intanto, Matton esclude la possibilità – paventata recentemente per contenere i costi – che gli attuali team possano correre nella competizione rallistica mondiale con le R5, magari modificate: una eventualità a cui gli stessi non sono interessati, spiega, giacché preferiscono continuare con gli attuali modelli.

Il Rally Catalunya non sostituirà nel 2020 il Cile

Parlando invece delle scadenze più vicine, il calendario del WRC 2020 rischia di rimanere con una gara in meno e quindi 13 appuntamenti anziché 14. Il forfait del Rally del Cile per motivi prevalentemente politici lascia libero uno spazio nella prossima stagione, che pare potesse essere occupato dal Rally di Catalunya, a sua volta “costretto” per motivi di rotazione a saltare un turno per ripresentarsi nel 2021.

Tuttavia organizzare un evento sportivo, per altro di livello mondiale, non è mica come mettere in piedi la pesca di beneficenza della parrocchia, con tutto il rispetto. Come fa notare su AS il direttore sportivo del Reial Automòbil Club de Catalunya (RACC), Amman Barfull, non ci sono i tempi tecnici per mettere in piedi la gara e gli sponsor hanno già dirottato i loro fondi su altro. Perciò diventa sempre più plausibile un WRC 2020 con 13 eventi, ma come fa notare Barfull questo viene incontro alle esigenze di budget dei team e dei costruttori, che dovranno gestire un calendario con trasferte sempre più lontane (il Kenya del Rally Safari, il Giappone, la Nuova Zelanda) e al tempo stesso evitare di dissanguarsi con i costi che comportano. Per quanto riguarda il Catalunya, gli organizzatori sono già concentrati sulla riproposizione nel 2021.


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