WRC | Rally Australia 2019, i protagonisti di una start list ridotta

Gli iscritti al Rally Australia

Diamo uno sguardo alla start list del Rally Australia 2019, ridotta per motivi di sicurezza, e facciamo il punto sul campionato WRC 2019 dei principali attori di quest'anno
WRC | Rally Australia 2019, i protagonisti di una start list ridotta

Fermo restando gli sviluppi della complessa situazione che si sta creando nella zona del Nuovo Galles del Sud, dove si terrà la gara, la macchina organizzativa del Rally Australia 2019 va più o meno avanti, ed intanto sono già sbarcati sulla costa orientale del Paese i team con gli equipaggi.

Rally Australia 2019, raffica di forfait nel WRC2

L’ultimo round del campionato WRC 2019 presenta una start list che come il percorso originario è stata decimata: da 81 iscritti (un record da quando l’evento è stato fissato nel 2009 nel Nuovo Galles del Sud) siamo passati a poco più di una ventina. Il motivo risiede nel fatto che le varie competizioni rally nazionali, tra cui il round conclusivo dell’Australian Rally Championship, sono state annullate per snellire e rendere meno complesso il più possibile il programma, considerata la situazione di piena emergenza che sta vivendo la zona.

Anche altri fronti sono notevolmente ridotti, ma per altri motivi: nel WRC2 Pro infatti non correrà nessuno. Già di per sé parliamo di una competizione non certo affollata – tanto è vero che questo esperimento è durato solo un anno, dal prossimo si torna all’antico con la distinzione tra WRC2 e WRC3 – e comunque ha già il suo vincitore: il campionato mondiale delle R5 dedicato ai costruttori ufficiali è stato conquistato infatti da Kalle Rovanpera già al Rally del Galles, mentre Skoda Motorsport ha trionfato nell’appuntamento successivo. In teoria in Australia doveva esserci perciò il solo Jan Kopecký, ma alla fine il team ha preferito evitare di sobbarcarsi una trasferta onerosa sia dal punto di vista logistico che economico, mettendo a rischio la vettura sugli sterrati australiani. Stesso ragionamento fatto da molti protagonisti del WRC2 dei privati, che vedrà sicuramente al via Pierre-Louis Loubet, il quale ha ormai in tasca il titolo.

Se venisse confermata ufficialmente la riduzione del percorso decisa dagli organizzatori per motivi di sicurezza, come ormai potrà essere, i punteggi assegnati verranno ridimensionati di conseguenza di un terzo, perciò il pilota su Skoda Fabia R5 comunque non potrà essere raggiunto dal suo rivale per il titolo, Benito Guerra, anch’egli sulla vettura ceca.

Rally Australia 2019, Hyundai potrebbe spuntarla su Toyota per il campionato costruttori

Questa riduzione impatterà ovviamente sulla competizione maggiore, quella del WRC dove resta ancora vacante l’assegnazione dell’iride per i costruttori. Hyundai Motorsport è in testa con 18 punti di vantaggio su Toyota Gazoo Racing, ma se il taglio del percorso e dei punteggi sarà confermato i giochi saranno belli che fatti, e la scuderia di Alzenau potrà dirsi campionessa tra i costruttori 2019 semplicemente presentandosi alla partenza del Rally Australia. Toyota sarebbe impossibilitata comunque a mettere a segno il ribaltone, e Hyundai centrerebbe l’obiettivo fondante e fondamentale di una intera stagione, motivo per cui è stato chiamato Andrea Adamo a dirigere la squadra, dandole una scossa con i suoi metodi sorprendenti ma efficaci.

Certo, un titolo ottenuto così lascia un po’ di amaro in ambe le parti, ma la sicurezza ed il rispetto dei luoghi viene prima di tutto. Il Rally Australia sarà tra l’altro il primo evento da quando il neocampione del Mondo Ott Tanak ha ufficializzato il suo trasferimento nel 2020 in Hyundai, quindi sarebbe interessante vedere se l’estone lotterà per congedarsi nel migliore dei modi dal suo team. Da notare che l’anno scorso vinse Jari-Matti Latvala, a proposito di Toyota, che però è rimasto a secco per tutto il 2019: negli ultimi due anni il finnico ha vinto solo due round del Mondiale, e l’Australia cade in un momento molto delicato per il pilota, sia dal punto di vista professionale che personale. Per lui e per l’altro compagno di squadra, Kris Meeke, il futuro a breve termine è ancora una incognita visto che i loro rinnovi in Toyota non sono ancora certi.

Per una squadra che si è vista spogliare il suo miglior campione, un’altra invece ha allestito per il prossimo anno un vero e proprio dream team: parliamo di Hyundai Motorsport, che in Australia correrà con Thierry Neuville (che dovrà lottare per conquistarsi il suo quarto titolo consecutivo di vicecampione iridato), Dani Sordo e Craig Breen, mentre dal 2020 accanto al belga e allo spagnolo ci sarà ancora una volta Sébastien Loeb e ovviamente Tanak: dieci titoli WRC in dote a Hyundai, insomma. Sordo e Breen, in teoria, nell’ultimo appuntamento del Mondiale avrebbero dovuto dare man forte a Neuville ma soprattutto alla squadra per la classifica costruttori: ma, vista la riduzione prevista, la questione non dovrebbe più porsi. Non ditelo ad Andreas Mikkelsen: il norvegese è stato scalzato da Breen perché quest’ultimo poteva giovare di una posizione di partenza sugli sterrati della prima giornata migliore rispetto al collega attuale quarto nella classifica piloti, e quindi con maggiori chance di siglare ottimi tempi e sostenere la squadra nella lotta per il titolo.

Rally Australia 2019, la posizione sfumata di Citroen e M-Sport

L’anno scorso si era arrivati con i tre in lotta per il titolo coinvolti in una situazione abbastanza bilanciata: Sébastien Ogier primo con 204 punti prima dell’Australia, seguiva Neuville a quota 201 e poi Tanak fermo a 181. Quest’anno la situazione si è capovolta, con Ogier finito terzo nella classifica piloti e perciò per la prima volta in sei anni chiuderà il WRC senza il trionfo iridato. Quasi la fine di un’era se consideriamo che per il francese questa è la penultima stagione nel Mondiale Rally, mentre il suo team langue anch’esso sull’ultimo gradino del podio tra i costruttori. Citroen è stata a lungo spettatrice della lotta che infuriava tra Hyundai e Toyota, sintomo di una annata che non è andata come previsto e in cui ha pesato il fatto di aver schierato solo due vetture, le prestazioni altalenanti della C3 WRC (soprattutto su asfalto, tallone d’achille della vettura) e un secondo equipaggio, capitanato da Esapekka Lappi, capace di ottenere qualche piazza d’onore nelle gare 2019 ma anche protagonista di non poche delusioni.

Il team di Pierre Budar ormai guarda al 2020, e certamente la riduzione del percorso australiano non cambierà più di tanto i programmi e le aspettative della squadra, a cui resta giusto il lottare per l’orgoglio e al limite approfittare della situazione come test per la C3 WRC (che nel 2020 verrà modificata alquanto, soprattutto nell’aerodinamica) sugli sterrati della competizione australe.

Tanak, Neuville ed Ogier hanno vinto la quasi totalità delle gare quest’anno, se escludiamo Sordo che è stato l’unico ad interrompere questo triplice dominio al Rally Italia Sardegna. Chi perciò è rimasto ai margini nel 2019 con zero vittorie è M-Sport, che ha vissuto una stagione purgatoriale dopo i fasti dell’era Ogier. In vista di un 2020 che potrebbe vedere alcune novità nello schieramento piloti, il team di Richard Millener affila le armi per l’Australia presentandosi con i suoi gioielli, ovvero Elfyn Evans (quarto nella classifica del campionato prima dell’infortunio di questa estate, ed ultimamente dato per accasarsi in Toyota), il sottovalutato Teemu Suninen, che potrebbe riservare grandi cose in futuro se proseguirà nella sua crescita, ed Hayden Paddon, che torna su una vettura WRC debuttando sulla Ford Fiesta dopo l’incursione nella classe R5 al Rally del Galles. Il neozelandese fu secondo l’anno scorso in Australia, ma questa volta ci sarà l’incognita di una forma da ritrovare ed una vettura con la quale non ha corso molti chilometri di test, e il cui feeling in gara sarà da dimostrare.

Vota questo articolo
Leggi altri articoli in Primo Piano

Commenti chiusi

Articoli correlati